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L'APPUNTO - N. Marciano: "Napoli in silenzio ma per gli azzurri parlano i gol!"
11.09.2017 23:44 di Napoli Magazine

NAPOLI - Dulcis in fundo, dicevano i latini, gol nel finale, dicono i napoletani. Chiariamo: il primo tempo e qualcosa in più, di Bologna-Napoli poco ricordava quel 4-2-17 che fu, quando 7 come i peccati capitali furono i gol che gli azzurri al Dall'Ara rifilarono ai padroni di casa, incassandone uno di bandiera. Il Santo Reina salva la porta e fa in modo che resti inviolata fino alla fine, mentre tocca agli altri 10 riaprire danze e gioco per segnarne tre. In gol come allora, Dries e Josè, a cui si aggiunge una giocata da manuale di Zielinski, prova provata che in questo Napoli a tutti è concessa la gioia del gol. Anzi: più si segna meglio si gioisce. Un ancora non pervenuto Hamsik lascia il campo proprio all'autore del terzo gol che sigla la vittoria di misura e di bravura. Si soffre, ma a differenza del passato, si reagisce, si raccolgono le forze e si vince, con giocate spettacolari per un Napoli che di diritto è nell'Olimpo. Pure senza il Var, che forse quel rigore sul folletto l'avrebbe concesso. Ma tant'è. Al Napoli non serve. Anzi: il Napoli non teme arbitri, rogne e VAR. Il Napoli fa da sé e fa tre, regalando soddisfazioni in una malinconica domenica di diluvio napoletano, dove l'emozione dello sguardo fiero di Dries, ben compensa la sofferenza iniziale e soprattutto la consapevolezza del pesante lunedì lavorativo. Neo della partita, l'infortunio di Chiriches che lascia campo e posto a Raul. Il Napoli ritrova un Allan in grande forma che completa una rosa di per sé già piena di spine, per gli avversari, è chiaro. Perché il Napoli nulla ha da temere e ancora nulla ha da dire: tacciono giocatori e mister nel pre e nel post gara, ma i gol e i punti valgono più di qualunque parola, soprattutto se la gioia si legge sui volti. Restino pure tutti in silenzio, se a parlare per tutti è il campo, sono i giocatori e i loro gol. Una squadra, questa, capacissima di affrontare una partenza alla moviola per ingranare le marce e sfrecciare con giocate da 7 tocchi prima di lanciare la palla in rete; capace di essere lì con la testa, letteralmente, di Josè, sul piede perfetto di Lorenzo e capace di fare il meglio con Dries. Insomma, date al Napoli i suoi 11 leoni, un orchestrale di poche parole e una palla bella rotonda e ve ne farà un capolavoro. Un capolavoro targato NA.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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