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L'APPUNTO - N. Marciano: "Napoli, la "bellezza" non cercatela a Bergamo"
03.10.2016 19:07 di Napoli Magazine

NAPOLI - La bellezza cercatela nel sorriso di un bambino, nella carezza di un anziano, negli occhi di una donna, nel tramonto di una giornata, nelle pagine di un libro. Insomma, cercatela dove volete, ma non cercatela nel Napoli della settima giornata, contro l'Atalanta. Un brutto Napoli, come mai così brutto lo si era visto in questo campionato, Champion compresa. Mentre in-compresa e incomprensibile è la prestazione bergamasca degli azzurri di mister Sarri. Si salva forse solo Ghoulam, poco o nulla pervenuti gli altri. Chiariamo: il terreno della settima in trasferta era di quelli angusti. E va aggiunto che Berisha così tante parate in una partita sola non le farà mai più. La prima sconfitta stagionale del Napoli è dunque targata Atalanta e soprattutto assenza: gli 11 leoni di mercoledì scorso al San Paolo dall'aereo non sono proprio scesi, eccezion fatta appunto, per Ghoulam e Zielinski che almeno ad entrare in partita ci provano. Ad evitare la disfatta ci pensa, per fortuna, Peppino, che andrebbe ringraziato a vita già solo per il giorno che ha deciso di fare il portiere del Napoli. Il resto non da gioie: l'ancora platinato Lorenzo non mette niente a questo Match e nemmeno il suo omologo Dries fa la differenza. Mister Sarri le tenta tutte: cambia Josè, cambia Jorginho, cambia Insigne, cambia modulo. Nulla. E su quel nulla avrebbe cambiato volentieri Paese, perché quando in campo li metti tutti, Milik, Manolo e Dries e di segnare non ti riesce allora puoi solo affidarti che a San Gennaro. Assente pure lui. Petagna punisce un Napoli che paga lo scotto di una stanchezza però ingiustificabile. La prima in classifica intanto vince e resta in testa solinga. Il Napoli guarda in casa propria puntando all'argento. Ma è puntando all'oro che l'oro si vince. La panchina quest'anno e più lunga e potrebbe concedere emozioni alla squadra del bravo toscano. Ma a Bergamo il Napoli non morde l'avversario e torna a casa col peso della prima sconfitta. Tant'è. Ragù domenicale intossicato, taniche di digestivo per mandar giù la sconfitta, ma nessun dramma, per carità. È solo la settima, c'è ancora tanto da giocare. Ora c'è la pausa, poi si ritornerà al San Paolo di Fuorigrotta per il Big Match del sabato contro la Roma, partita impegnativa sul campo e nei cuori che inevitabilmente tornato a quel 3 maggio, per una Napoli che non potrà mai dimenticare. Il Napoli torna in casa sua, dicevamo, in quel San Paolo delle doppiette polacche e dell'urlo da sismografi. In quel San Paolo che si preannuncia già pieno. In quel San Paolo da dove dover necessariamente ripartire per tornare ad essere IL NAPOLI, con tutte le lettere maiuscole, vero spettacolo di questo campionato.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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