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L'APPUNTO - Nunzia Marciano: "Napoli, un diamante a Crotone"
24.10.2016 12:54 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il Napoli a Crotone è come il maschio che ti dà tre volte buca e poi si presenta con un diamante e non importa che te lo abbia preso a Crotone e te lo abbia fatto spantecare: è pur sempre un Damiani. Chiariamo: se la scossa al Napoli non fosse arrivata, ci sarebbe stata l'impennata di sconforto. Quella che sull'1-2 si è sfiorata, va detto. Un Napoli in 10 è comunque superiore, ma la sfida calabrese era una di quelle in cui alla fine "ti è piaciuto vincere facile". Ma così non è stato: "facile" non fa parte del vocabolario calcistico di questo Napoli che dalla trasferta porta a casa i 3 punti e una serie di attacchi cardiaci rianimati da una vittoria conquistata a fatica. Ma conquistata. Certo quel Mazzoleni daltonico sui colori, non aiuta: va bene tirare fuori un rosso su un Manolo di cui non si conosce la voce ma il calcio a Ferrari sì, ma a quel punto i rossi dovevano essere due. La scelta opinabile lascia i maschi di Sarri in 10 ad un'ora dal triplice fischio sullo 0-1 segnato sul tabellone. Ma la reazione irriconoscibile del Manolo riscattato decide per tutti. Dall'entusiasmo del vantaggio allo sconforto di restare con l'uomo in meno, il passo è breve ma ancor più breve è il doppio vantaggio firmato Maksimovic: laddove manca l'attacco ci pensa la difesa. E quella estrema ritorna in sè, in barba alle critiche dell'ultima amara delusione. Reina para e salva. Peppino uomo spogliatoio fa il paio col silenzioso Josè, l'attaccante che alle chiacchiere preferisce i gol, e i tifosi pure. Certo, il Crotone è il Crotone non il Real. È una squadra che torna dopo 7 anni nella massima serie e se non una goleada dalla seconda dello scorso campionato ci si sarebbe aspettati di più che una gara al cardiopalma che per poco non diventava tragedia. Complice un calo di concentrazione, i padroni di casa segnano. Loro esultano che manco avessero vinto Sanremo, Grande Fratello e Miss Italia tutto assieme. Ed è giusto: segnare ad un portiere di Serie A, lo consente. Nell'anticipo ad esultare era stato un giovanissimo, uno che "fa le cose per bene" come da anni recita un famoso spot. E con lui aveva esultato quasi tutta Italia. Ma si guarda in casa Napoli. Di certo Crotone-Napoli, gli azzurri li fa esultare, fa applaudire Hamsik da uno stadio intero, fa i complimenti a Mertens e Diawara, osanna Callejon e Maksimovic, santifica Reina e stringe la mano a mister Sarri. Ci sarà tempo per "analizzare", ma dopo tre brutte sconfitte ci si può godere una domenica di meritata vittoria e di gioia, e un lunedì di caffè offerti, soprattutto a chi nel momento brutto per poco non voltava spalle e cuore a questo Napoli, che il cuore ce lo mette e il cuore lo merita. Un cuore che batte e continuerà a battere, lottando fino alla fine. Si fermerà sugli errori della difesa, sarà rianimato sui gol avversari e su quelli azzurri mancati, esploderà di gioia quando i punti portati a casa saranno quelli del numero perfetto. Ma batterà, sempre, senza se e senza mai, batterà e batterà azzurro. Forza Napoli. Sempre.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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