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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Addio Gonzalo, non sei mai stato (davvero) il re di Napoli
25.07.2016 12:16 di Napoli Magazine

NAPOLI - GIUDAÌN. Un gioco di parole che unisce due nomi. HIGUAIN & GIUDA. Giudaìn, come se fosse un unico nome. È il titolo di un quotidiano napoletano, il Roma, che l'ha usato per paragonare un ex giocatore del Napoli, ora passato alla Juventus, al più grande traditore della storia cattolica del Mondo. Higuain-Giuda. Un titolo ad effetto, un paragone che rappresenta bene il senso di delusione profondissima di una città intera che si è sentita appunto "tradita". Chiariamo: a Napoli i problemi sono ben altri, non è morto nessuno, un calciatore è un professionista che fa le sue scelte e nessuno pensava che Gonzalo sarebbe rimasto per sempre al Napoli. Val la pena chiarirlo. Ma vale la pena anche analizzare quello che è accaduto. Con lo sguardo lucido, con la mente aperta ed il cuore sgombro da sentimenti. Higuain non è come Giuda. Gonzalo non è come il traditore della Bibbia. Higuain che tradisce Napoli non è come Giuda che tradisce Gesù. Semplicemente perché Giuda ha avuto il coraggio di essere lì mentre tradiva il figlio di DIO. Gonzalo no. Gonzalo non era lì mentre tradiva i figli di Napoli. Guida lo ha fatto per soldi. Per 30 denari. Gonzalo non l'ha fatto per soldi. Giuda si è tolto la vita per il senso di colpa, Gonzalo, è chiaro, sarà fiero della sua scelta. Nel paradosso di ciò che sto per scrivere, Gonzalo non può essere paragonato a Giuda: Giuda è stato meno traditore di lui. Paradossale, come paradossale è pensare che il campione argentino che col Napoli è diventato il record man dei 36 gol in una stagione di serie A, vestirà la maglia bianco-nera. Il prossimo 30 ottobre il primo incontro-scontro a Torino; il 2 aprile del 2017, Gonzalo tornerà nella bolgia dello Stadio San Paolo. I napoletani, tifosi o no, si dividono, tra chi si sveglia nel cuore della notte sperando che sia stato solo un incubo ma poi realizza che l'incubo se lo troverà davanti alla prima di campionato... E chi fa finta che la cosa non lo tocchi e va già oltre. Pensa all'affare da quasi 100 milioni di euro fatto dalla società sportiva calcio Napoli e pensa a cosa, a chi si potrà acquistare con quel tesoro. Si guarda avanti, si vede oltre, come è giusto che sia. Ma si può? Si può davvero far finta di nulla? Per ora, l'occhio non vede e il cuore non duole insopportabilmente. Non ancora almeno. E pensare che Napoli a Gonzalo ha dato il cuore e l'anima... Lui, neppure la faccia di presentarsi a Dimaro e dire addio ai suoi ex compagni, al suo ex allenatore, ai suoi ex tifosi. Nulla. Quei compagni che hanno giocato per lui, che hanno crossato e servito palloni d'oro a lui, affinché lui fosse il Re di quel Napoli. Un Re argentino. E pensare che qualcuno timidamente lo aveva paragonato al vero Re di Napoli. Avete presente? Quello che alla Juventus, decenni fa, disse NO. Diego. Perché si può andare via, si può volere di più, si può indossare un'altra maglietta... Ma non può essere la Juventus. Non può essere una squadra italiana, non può essere quella squadra italiana. È lavoro, sono professionisti, certo... Ma come? Come si può decidere di ingannare l'amore di una città intera, che fino all'ultimo pareva ricevere lo stesso amore? Traditi e delusi. Ma soprattutto ingannati. È così che Gonzalo ha fatto sentire i napoletani. Come se la bruttura dell'essere usati e ingannati non fosse già una costante da queste parti. Napoli ha difeso Gonzalo... Ve lo ricordate? Quando lo si accusava di non essere il campione calcistico che è. Napoli lo difendeva. Lo ha difeso e lui si è rialzato. Record man entrato nella storia, Higuain... Ma grazie, lo ha mai detto? Ha mai ringraziato Sarri, Lorenzo, Marek? Ha mai ringraziato Napoli? Forse no. È uscito triste dagli stadi in cui non era riuscito a dare il meglio di sé. I tifosi hanno pensato che fosse deluso per aver deluso loro. Forse no. Forse era deluso solo per se stesso. E va bene. Va bene. Napoli è abituata a chi la accoltella alle spalle. Non è mai morta, non morirà nemmeno ora. Anzi. Va pure Gonzalo, va pure. Non sei il Re di Napoli, non lo sei mai stato veramente. E Napoli non ha bisogno di chi non sa essere degnamente un campione anche fuori da un campo di calcio.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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