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L'APPUNTO - Nunzia Marciano: "Dei 5 sensi Damato lascia la vista a casa"
22.09.2016 14:43 di Napoli Magazine

NAPOLI - Insigne. Milik. Callejon. Hysaj. E Marek. Tutti. Ci provano tutti a farla entrare in porta, ma niente, la palla non entra. E il gol non arriva. Nella notte al Marassi il Napoli spinge in casa del Genoa ma la porta pare stregata. La traversa la prende il capitano, gli altri lo specchio non lo vedono. E tra i miopi dei 90' il posto d'onore spetta a lui, Damato, a dispetto del suo nome Odiato dal popolo partenopeo come pochi. Chiariamo: l'arbitro arbitra e sue sono le insindacabili scelte sul campo verde. Ma quando un rigore che c'era non viene dato, il giudizio insindacabile vacilla e lascia il posto alle male parole. Ci sta. Mister Sarri già esultava dalla panchina per il rigore praticamente guadagnato dall'uomo-doppietta Milik. Ma niente, nada: dei 5 sensi Damato la vista la lascia a casa. Dove i tifosi lo manderebbero volentieri. Ma tant'è. Gli azzurri scendono in campo da capolisti, l'obiettivo contro i gemellati era quello di mantenere le distanze da quella seconda dell'ex, dietro di un punto al Napoli solo in vetta. Nella gara infrasettimanale gli azzurri erano spronati alla vittoria un poco in più. Il Genoa dal canto suo spinge, se la gioca e tira. Ma Reina per fortuna c'è. È lì. E lui a vederci ci vede, eccome. Dopo i dubbi di svista contro il Bologna, a Genoa Peppino la palla la vede. E la para soprattutto. Eccome se la para, grazie a Dio. Lo spagnolo napoletano salva da una sconfitta che avrebbe ustionato gli animi e gli umori dentro e fuori dal campo, molto più dell'amaro lasciato dalla porta inviolata di Perin. Reina Santo, subito. Ma le prodezze dell'uomo partita non bastano. Salvano da una sconfitta, dicevamo. Ma non bastano. Il Genoa si applaude, chiaramente soddisfatto per un pareggio che a momenti sa di vittoria. La storia della serata di trasferta ripropone il risultato di una stagione fa e il turno infrasettimanale fa durare troppo poco i giorni del  vantaggio degli 11 del Toscano. I bianconeri fanno goleada a Torino contro il Cagliari a cui ne rifilano 4. Il secondo lo mette dentro l'ex di cui sopra. Tant'è. Si scivola secondi. Meno uno dalla capolista di Allegri. Si era gioito per una manciata di ore, perché il Napoli e i suoi si accontentano di gioire per qualche ora. Ma accontentarsi alla lunga non paga. Non si può. La stagione è appena iniziata e le gare sono tante. C'è spazio, tempo e modo per recuperare terreno e rifilare doppiette. Quindi persino un pareggio tutto sommato ci può stare, a patto che alla fine i due punti mancati non pesino come un macigno nella conta di fine anno. Certo, l'indomani di Genoa-Napoli vedrà la resurrezione di filantropi e scrittori che potranno osannare chi si rimette sopra. Ma ribadiamo. Tant'è. Ora la testa torna al San Paolo e a sabato, quando il Napoli ospiterà in casa il Chievo. Il tempo dunque stringe. Il campo di Fuorigrotta chiama e il Napoli deve rispondere come sa fare. Alla maniera della doppietta. Di certo un rigore la differenza l'avrebbe fatta. Ma chiariamo, per l'ultima volta: tant'è, capitolo già quasi chiuso e sotto col Chievo.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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