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L'APPUNTO - N. Marciano: "Napoli da 45', ma contano i tre punti!"
28.08.2016 10:50 di Napoli Magazine

NAPOLI - 45'. Quelli del secondo tempo contro il Pescara. 45'. Quelli del primo tempo contro il Milan. Peccato che il puzzle di minuti non lo si possa fare. Solo così, però, si avrebbe un Napoli realmente degno di quell'azzurro, degno dei suoi tifosi che dalla curva B chiedono di conquistare la vittoria, di conquistarla per loro. La stessa che espone lo striscione per i terremotati del centro Italia. Per loro il minuto di silenzio. La curva A, invece, è un numero. 40. Non di tifosi seduti. Ma di cifra per riempirla. 40€ a tifoso. La curva resta vuota, al suo posto lo striscione. Chiariamo: il Napoli vince, menomale. Ma il secondo tempo non è degno degli 11 Partenopei. Perlomeno fino al ritorno in vantaggio. Il San Paolo della prima casalinga incita la squadra, i quasi 25mila, paganti o omaggiati, sostengono. E nel primo tempo sono ben ricompensati da una doppietta del nuovo idolo Milik. Un esordio da fuoriclasse. Una doppietta che merita applausi. E per la prima volta nella bolgia di Fuorigrotta riecheggia il suo nome. Per ben due volte! Mertens in campo dal primo minuto è scatenato: suo il tiro che prende il palo ma che il numero 99 trasforma in rete e in tripudio. Il neo acquisto va ben oltre e segna ancora: gol di testa su calcio d'angolo. Applausi. Si va sotto le docce con i rossoneri di Montella sotto di due, come era accaduto al Napoli in quel di Pescara, appunto. Poi il recupero. Del Milan. Un secondo tempo da brivido per gli avversari, da incubo per i padroni di casa. Fuori Mister Sarri, per proteste su un fallo non fischiato che ha portato al primo gol. Dentro la rete invece i due gol dei milanesi. Il Napoli non si compatta. Il pubblico tifa. Ma per una troppo lunga manciata di minuti il risultato delude: 2-2. Si rivive Pescara. Con amarezza. Ma a risollevare umori e risultato ci pensa un cavaliere, quello partenopeo. Callejon la mette dentro. E il Napoli rinsavisce. Assafà, verrebbe da dire. Perché va bene iniziare con un punto ma sarebbe andato male, malissimo, farne uno e uno solo pure in casa. In campo il gioco non decolla ma si segna. Bisognerebbe capire cosa accade sotto le docce: le stesse dopo cui nella prima si sono viste due reti del Diavulillo, nella seconda due reti da sconforto. Prima del terzo, of course. Il Milan resta in 10. Il Napoli approfitta. Poi resta in 9. Grazie al Peppino sempre più napoletano. Tra un Cavani avvistato in ogni dove, soprattutto nei sogni dei tifosi, e un Gabbiadini in volo per altre spiagge, lontane da quelle di scoglio di Marechiaro, per ora il Napoli vince e tanto basta. La squadra regge per bene metà partita prima di rifilarne l'ultimo con di nuovo in gol Josè Maria. Il tabellone segna 4. A 2. È Poker! È vittoria. Sono 3 i punti. Il Napoli regge. I cuori dei tifosi meno. Ma il Napoli vince. Ripetiamo: vince. Ribadiamo per chi avesse dubbi: vince. E si gioisce. Ci si gode l'ultima domenica di agosto con tre punti nel bottino. Ora la pausa, si ritorna poi in casa del Palermo. La curva B canta di quel giorno all'improvviso. Di una curva che difende la città. Di un Napoli che difende se stesso. Sempre. Fino alla fine.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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