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L'APPUNTO - Nunzia Marciano: "Nella notte del Festival, a cantare è il Napoli di Piotr"
11.02.2017 13:25 di Napoli Magazine

NAPOLI - E allor'sì, ch'val a pen' e viver e suffrì, e allor' sì, ch' val a pen' e crescer e capì. Canta Pinuccio. E allora sì che val la pena di palpitare sugli spalti di uno stadio gremito, col ricordo ancora troppo nitido in quello stadio amico di un'amara notte di siciliana avversaria. E allora sì, se poi un fenomeno chiamato Zielinski la mette dentro quella palla alla ripresa dopo i primi 45 minuti da non-Napoli o forse da troppo Genoa. Nella notte dell'anticipo della 24esima giornata di questo campionato la partita la chiude Giaccherini che sigla il 2-0 contro i gemellati e mette fine ad un match che non lasciava presagire il meglio. Ma alla fine la meglio l'ha avuta il Napoli, quello del settebello di trasferta, quello che ha dimostrato di esserci pur senza i suoi titolarissimi di destra. I sostituiti fanno bene e i tre punti faranno godere il week end, l'ultimo prima della sfida delle sfide, prima del Real, prima di Madrid, prima di un sogno Champion. Il Napoli intasca la vittoria e ora per la Spagna si parte quieti ma carichi, umili ma ben preparati, attenti ma pronti. Il Napoli gioca, se la gioca, e dimostra che la palla la sa tenere e centrare, la sa far girare, sa emozionare. E allora sì. E allora gli inediti sul campo verde del San Paolo stuzzicano la fantasia di accoppiate bizzarre forse, ma spettacolari di certo. Come quel Piotr o quel Rog. Giovani, giovanissimi, ma capaci di fare la loro parte da protagonisti in una squadra che protagonista è abituata ad esserlo senza mai abituarsi alla bellezza del suo gioco spettacolare, del suo calcio d'un altro pianeta, al di là del risultato. Il Genoa cerca di fare il suo, con una difesa che c'è, poco aggressivo però ma che rischiava di far lasciare inviolata la rete. La sua. Un rischio scongiurato da un tiro centrale e bel piazzato e dal secondo a far da eco. E allora sì. Perché nella sera del Festival canterino, Napoli canta in uno stadio gremito. Canta Napoli, canta il Napoli. E mai nessuna canzone fu all'udito di un tifoso più gradita di un boato in quella bolgia chiamata San Paolo. Canta Napoli, dunque, canta il Napoli. E trepida nell'attesa di quella certa musichetta madrilena. Canteranno i 10mila eletti che ci saranno, canteranno dai divani i napoletani tutti. Perché tutti ci saranno, tutti la vedranno: amici e parenti riuniti, locali e ristoranti già pieni. Nella notte di San Faustino una città resterà ferma, immobile a guardare. Ad ammirare. Ad Amare. A prescindere, al di là del risultato. E allora sì. Perché di amore si tratta. E voi care donne, siate comprensive se quando il giorno prima, a San Valentino, chiederete al vostro lui: "Amore, lo sai vero cosa è oggi?", lui vi risponderà: "Che domande, la vigilia di Real Madrid-Napoli!". Siate comprensive, dico davvero, perché dell'amore per il Napoli non dovete essere gelose, ma orgogliose. Ve lo dico davvero. Stavolta.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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