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L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, mollare non vale, neppure adesso"
01.04.2018 13:57 di Napoli Magazine

NAPOLI - Non è una sconfitta. Ma non è una vittoria. Non è una disfatta. Ma non è un trionfo. È un pareggio. In rimonta. È un averci provato, alla peggio di questo Napoli, quando provarci non doveva essere abbastanza. Quando riuscirci era un imperativo, pena la tristezza di un amaro risultato. Un pareggio come quello al Mapei Stadio nella gara Sassuolo-Napoli, è ora un restare lì, in bilico, e in balia di eventi incontrollabili. Il vento tira contro: chi sta avanti sta adesso ancora più avanti. Mentre un sogno che sembrava potersi far toccare, si allontana. Lo si guarda, ancora, ma in lontananza. Lo so pronuncia, ancora, ma con meno convinzione. Lo scudetto resta alla portata di una squadra che ci crede ma che deve poi fare i conti con la realtà, una realtà che racconta di giocatori stanchi di ritorno dalle nazionali, di infortuni ancora non guariti lì in difesa, di panchine troppo corte, su cui non si può fare affidamento. Chiariamo: il Sassuolo padrone di casa a Reggio Emilia nella gara di meno nove alla fine, lotta con le unghie e con i denti, oltre che coi piedi, per vincerla contro un Napoli poco lucido e poco concentrato che fa immensa fatica a finalizzare e che di sei occasioni nel primo tempo, non ne rende gol neppure una, mentre gli avversari segnano il vantaggio sull’unica occasione loro concessa. Tant’è. E se Milik di ritorno è l’unica nota positiva oltre ad un pareggio quasi in extremis, quelle negative sono quasi una sinfonia: Insigne sbaglia troppo, Mario Rui gli fa eco, Mertens li accompagna e il resto non fa di meglio. Le colpe stavolta ci sono, gli errori anche, l’amarezza supera tutto. Non è solo una partita, non è solo una stagione, non è solo uno scudetto: per il Napoli e per Napoli era molto più di questo. Per il Napoli e per Napoli era una promessa, fatta a denti stretti, ma fatta. Una promessa finora non mantenuta. Ma è al tempo stesso, una promessa troppo bella per poter smettere di crederci. Magari finirà, così, con un sogno che va a sbattere contro una classifica, contro le stanchezze individuali e del gruppo, contro i limiti di chi guida e di chi accompagna, contro tutto quello che sinora sembrava superabile ma che ancora non lo è. Il Napoli da calcio spettacolo, non è più così brillante ma non per questo è meno Napoli e meno da amare. Un gol dove la toccano in 11, ora sembra quasi un miracolo targato Sarri. Ma, nonostante tutto, mollare non si può. Non si deve, proprio in nome di quel sogno, troppo bello, di quelle emozioni pazzesche vissute e andate in loop partita dopo partita, rete dopo rete, vittoria dopo vittoria sino ad arrivare ad una straordinaria cifra doppia. Che Napoli! Un Napoli che così bello per gioco e tecnica, non s’era mai visto prima. E se pure quel sogno non dovesse realizzarsi, se chi ha già vinto, continuasse a vincere, neppure allora si dovrebbe smettere di sognare per un sogno che sarebbe solo rimandato, ma mai, mai abbandonato. Forza Napoli, ora più che mai.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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