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CONVEGNO - "Terzo tempo, fair play", Borriello: "Napoli capitale dell'inclusione sociale attraverso lo sport"
22.04.2015 12:42 di Napoli Magazine

“Napoli capitale dell’inclusione sociale attraverso lo sport. È un tema sul quale dobbiamo lavorare ancora, ma i passi avanti sono notevoli e lo dimostra questo convegno che per la prima volta riunisce università, associazioni e un grande ente di promozione sportiva come la Uisp: tutti attorno a un tavolo per confrontarsi sui valori dello sport in contrasto all’omo-transfobia. Napoli è una realtà molto attenta a queste dinamiche, da qui può partire un nuovo modo di intendere lo sport per quanto concerne i diritti e non le prestazioni”. Lo ha detto Ciro Borriello, assessore allo Sport del Comune di Napoli, aprendo il convegno “Terzo tempo, fair play. I valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia”, organizzato da Università Parthenope e Uisp (Unione Italiana Sport per tutti) insieme al Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica, Università Federico II di Napoli, Centro Servizi per l’Inclusione Attiva e Partecipata degli studenti, Fondazione Genere, identità e cultura, Arcigay e ArciLesbica, e con il patrocinio morale di Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Regione Campania, Comune di Napoli e Coni Campania. “L’omofobia si combatte creando una società che sia fortemente inclusiva dal punto di vista dei modelli culturali e cercando di incidere sulla cultura sportiva”, ha evidenziato Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp. “C’è bisogno di un nuovo modo di intendere lo sport, che possa pesare sul terreno dell’inclusione per superare le stigmatizzazioni e le esclusioni. Credo che ci sia un ambito culturale in cui la Uisp vuole fare breccia, portando con sé anche istituzioni scientifiche e quindi università, reti sociali e istituzioni”. “Abbiamo riscontrato interesse su questi aspetti in molte realtà del territorio, perché intreccia formazione e ricerca con il lavoro di promozione e attivazione di sport per tutti”, ha invece sottolineato Manuela Claysset, presidente Consiglio Nazionale Uisp. “Una serie di sensibilizzazioni e attenzioni ci sono state, ma credo che il lavoro sia molto più sotterraneo perché al di là dei riflettori il problema esiste ed esiste nelle basi associative e nello sport più diffuso. È per questo che bisogna lavorare tutti insieme, per capire quali sono i migliori strumenti da fornire agli educatori e ai comunicatori”. “Lo sport è un bene sociale e culturale di grande portata, che può combattere ogni forma di discriminazione”, ha affermato Giuliana Valerio, docente dell’Università Parthenope. “Occorre impegnarsi per promuovere quel concetto di sport per tutti che significa costruire nuovi modelli e metodologie didattiche, che consentano a tutti di fare attività perché lo sport conservi un valore positivo e promuova una cultura dell’inclusione”. Per Flavio Romani, presidente nazionale Arcigay, “l’omofobia è un argomento ancora tabù. Ma è un tabù che stiamo scalfendo. In passato si è creduto che nello sport gli omosessuali non esistessero, ed è assolutamente impossibile. Pian piano però il mondo dello sport si sta aprendo a queste tematiche, cercheremo di farlo in maniera sempre più incisiva”.

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