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G-FACTOR - Lucariello: "Mi sento come a chi hanno messo la mano in tasca per rubargli i soldi"
25.03.2016 15:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - “Mi sento come a chi hanno messo la mano in tasca per rubargli i soldi”, ci potete giurare: la firma è quella di Diego Armando Maradona che da capitano del Napoli in qualche particolare circostanza con quattro parole ed una sola espressione denunciò a suo tempo situazioni che come sappiamo si sono ripetute e si ripetono tuttora. Ne parlano ancora tutti e dappertutto di quello che è successo durante la partita tra Madama e il Torino, a distanza di una settimana, giacchè quanto è avvenuto in quel match è davvero sbalorditivo. Ma lo sono ancora di più commenti e osservazioni da parte di chi vuole spacciare per “errori dell’arbitro” decisioni e interventi del direttore di gara che hanno invece il sapore e la sostanza di vere e proprie malefatte. Critici, opinionisti e giornalisti di grande livello hanno filosofeggiato nei loro commenti, chissà perché, evitando accuratamente e con assoluta disinvoltura un’analisi reale e senza riserve dei vari episodi in questione. Era in giornata no Rizzoli che ha subito il “tete-a-tete” di Bonucci, così come in occasione del mancato rosso ad Alex Sandro, per non parlare di qualche altro episodio: pensate, il miglior arbitro italiano che ha diretto la finale dell’ultimo mondiale e che andrà a dirigere nel prossimo europeo. Sì, Rizzoli per il quale sono scesi in campo a sua difesa i capintesta delle istituzioni arbitrali che vogliono farci intendere che non si deve pensare a male. Naturalmente non siamo d’accordo. Lo siamo invece con Giulio Andreotti buonanima che aveva un’idea tutta sua e cioè: “Chi pensa a male fa peccato, ma qualche volta ciazzecchi!”. Altro che qualche volta, gli errori a favore capitano spesso e come, e sempre da una parte. Mai che capiti il contrario, che caso strano. E si continua così, senza che cambi qualcosa. E’ come giocare alla roullette sperando e potendo vincere, e succede invece che il pallino va sempre sullo stesso numero, che tu non hai”, è una storia infinita. Ma si va avanti così senza soluzioni di continuità tra la colpevole indifferenza delle massime autorità calcistiche che vogliono farci credere che  tutto è in ordine e che tutto è normale, anziché chiedersi come succede a tantissima gente, se un campionato del genere con quelle – chiamiamole topiche - sia davvero regolare: da queste parti ci sentiamo come a chi hanno messo le mani nelle tasche per rubargli i soldi…

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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