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G-FACTOR - Lucariello: "Napoli, tutto è ancora possibile, con Higuain!"
28.02.2016 22:50 di Napoli Magazine

NAPOLI - L’urlo della gente, rivogliamo il Pipita. E' un coro composto da rabbia e rammarico per come si è conclusa l’avventura in Europa League, ma anche ricco di grandi speranze: il Napoli ne è uscito dolorosamente fuori, sacramentando ai quattro venti mille e più ragionevoli considerazioni, compreso la sfortuna. D’accordo, il periodaccio era già in corso, strettamente legato tra l’altro a quella prima linea che fino a pochissimo tempo fa ha portato avanti il Napoli, come una schiacciasassi, suscitando ammirazioni e invidie non soltanto in Italia. La squadra del cuore è volata lassù in classifica e nei vertici europei, grazie soprattutto al suo potenziale offensivo, sia tecnico che tattico. Ai giocatori di Sarri – va ricordato - hanno reso omaggio personaggi di primissimo piano nelle loro valutazioni, a livello perfino internazionale. Ma dalla Juve in poi – tanto per fissare un riferimento preciso - qualche meccanismo non ha più funzionato come prima: d’altronde agli azzurri non c’è nulla da rimproverare sotto il profilo dell’impegno che non è affatto mancato nemmeno l’altra sera contro il Villarreal. Certo, non puoi andare sempre a cento all’ora. In più va detto e sottolineato che in campo ci sono anche gli avversari che hanno comunque imparato a conoscere il Napoli e le sue tematiche tattiche. Ed ora succede che con i dovuti accorgimenti ai quali ricorrono sul terreno di gioco, le squadre che incrociano il team guidato da Sarri in un modo o nell’altro cioè ricorrendo spesso a robusti bunker, riescono non solo ad evitare  sfracelli, ma addirittura portano a casa il risultato con piena soddisfazione. L’imperativo attuale è naturalmente quello di non mollare, perseguito dalla Torcida che ha salutato la squadra al termine della partita col Villarreal con scroscianti applausi. Il tecnico toscano lo ha ricordato nelle interviste post-gara, ringraziando la gente per il grande affetto e per la comprensione verso gli azzurri. Chissà, qualche considerazione però è necessario farla e nelle analisi inevitabili c’è da ragionare  anche su alcune  sue scelte, quella ad esempio di schierare a destra Mertens, il quale su quella fascia non è mai riuscito ad esprimersi ai suoi livelli abituali. E’ risaputo.  Qualcosa c’è da aggiungere pure sul ritardato ingresso di Gabbiadini, chiamato in causa intorno all’80’. Forse c’era da tentare il tutto per tutto un po’ prima. Discorsi comunque che lasciano il tempo che trovano e che al momento fanno parte di riflessioni, sicuramente di competenza del mister, giacchè tocca a lui sbrogliare un po’ la matassa, senza dover rigorosamente tirare in ballo la “sfortuna” che avrà di certo il suo ruolo, ma che non spiega e non risolve le problematiche. Critiche e polemiche comunque non servono granchè allo scopo: il Napoli è lassù per i suoi indiscutibili meriti, acquisiti con straordinarie prestazioni e con i gol straordinari del suo profeta Higuain. Se c’è il Pipita – quello vero – sarà agevole per la squadra del cuore difendere  il secondo posto dagli assalti di chi insegue, lunedì sera nella sfida con la Fiorentina, dimostrando tra l’altro di essere sempre in corsa per la realizzazione del grande sogno. Tutto è possibile, con Higuain.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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