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G-FACTOR
G-FACTOR - Lucariello: "Turbolenze mai così forti"
20.08.2016 15:31 di Napoli Magazine

NAPOLI - Turbolenze, mai così forti, così violente - e speriamo non destabilizzanti – in fase di decollo del campionato neanche negli anni del Fenomeno, quando il Pibe non ne voleva sapere di tornare dall’Agentina e teneva col fiato sospeso e con il cuore in gola il club e la gente azzurra. Qui succede che se pure va tutto bene o quasi in un certo senso, s’inventa qualcosa creando turbamenti, antipatie, irritazioni, malcontenti e proteste. Il Napoli sembra che lo faccia apposta per disturbare e compromettere un clima che dovrebbe invece godere e vivere di frenetiche palpitazioni di entusiasmo per la squadra del cuore. Bene, anzi male: nel giro di pochi giorni il club di Castel Volturno ha inferto due fendenti che minano quell’atmosfera magica di unità al quale lo stesso club spessissimo fa riferimento e chiede e invoca quale denominatore di grande spessore per viaggiare verso vittorie e successi, per bocca del suo presidente. Due decisioni e iniziative adottate dalla società che viaggia in Champions e con sede nella provincia casertana per motivi di progettualità economica, hanno accentuato il già forte malumore che al momento compone e caratterizza il rapporto della Torcida con il patron e quello tra il club e i media. Una guerra, inutile, con ostilità che non possono portare a niente di buono e di costruttivo sui relativi fronti. La "dichiarazione di guerra" l’ha presentata il Napoli società ai tifosi delle due curve, quelli che maggiormente hanno contestato il patron negli ultimi tempi, portando i prezzi degli ex popolari a 40 euro, i più alti in Italia. Così nel rapporto con i media. Per la verità c’è stata una mezza marcia indietro del club per quanto riguarda gli “inviti personalizzati” alla conferenza stampa di Sarri di oggi pomeriggio a Castel Volturno, più nella sostanza che nella forma, considerando i contenuti di un successivo comunicato esplicativo che in verità non ha spiegato molto. Perché tutto questo? La questione probabilmente è più ampia. Altrove non è così e lo sappiamo bene. Il Napoli è bene ricordarlo a chicchessia, viene prima di tutto e di tutti, in serie C come in Champions, malgrado contraddizioni che oggi come oggi emergono soprattutto attraverso lo sport: pensate un po’ dove siamo arrivati, alla premiazione olimpica della finale femminile di pallanuoto a Rio de Janeiro con le grandissime ragazze azzurre sul podio con l'argento al collo c’era nientepopodimeno che Franco Carraro in prima fila, in rappresentanza dello sport italiano. Ma si può, dopo quello che ha fatto al Napoli e ai suoi tifosi?

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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