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giovedì 24 maggio 2018, ore
GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, servirebbe un miracolo"
02.05.2018 17:23 di Napoli Magazine

NAPOLI - Sogno infranto. Molto probabilmente. Solo perché non c'è ancora la matematica certezza. Di certo, l'ultimo turno ha detto molto. Per la vaga stella dell'Orsa(to) minore che ha brillato dalle parti del Pirellone. E per la jellata ouverture degli azzurri sotto le colline fiorentine. Essendo napoletano sono più epicureo che manicheo. Più portato all'amore che ad ergermi a giudice di parte: tutto il bene da una parte, tutto il male dall'altra. Tra social, video, voci, labiali, false notizie mi trovo come un pesce fuor d'acqua. L'errore madornale di Orsato di Schio è stato quello di non aver espulso Pjanic. Tutto il resto è fuffa. L'espulsione lampo di Koulibaly a Firenze è stata la mazzata decisiva tra capo e collo su una squadra irriconoscibile, floscia e senza idee. Avvilita per come la madama l'aveva sfangata a Milano. Così come era apparsa demotivata contro la Roma il giorno dopo la vittoria bianconera contro la Lazio sul filo di lana. Sarri, che è autentico uomo di sport, ha parlato di insufficiente approccio davanti alle difficoltà. Poi, c'è da rimarcare anche l'evidente calo fisico in questo finale incandescente. Direte: e la prova superba contro madama nella sua casa torinese? Ecco, la penso così. Il Napoli a Turìn ha sbriciolato la rivale grazie al suo gioco nettamente superiore. E che è apparso ancora più evidente perché anche madama è quasi alla frutta. Come due pugili stanchi di darsele di santa ragione. Sorvolo su quelle che mi sono apparse scelte inadeguate perché ho sempre rispettato le capacità e le idee di tutti gli allenatori con i quali ho avuto il piacere di discutere nella mia lunga militanza di inviato in Italia e nel mondo. E comunque, se proprio lo volete sapere, fossi stato in panca a Firenze, mai avrei tolto Jorginho. Stop. E mi perdoni zio Maurizio. Ed ora passiamo ad altro. Neanche il Var è servito affinché le decisioni arbitrali fossero limpide, cristalline. Troppe le interpretazioni da dare a quelli che vengono definiti "consigli utili" per l'uso del vado a rivedere. Stop. Abbiamo provato con il sorteggio. C'è in atto la designazione. Ma sempre i soliti sospetti, alimentati da aiutini che prendono quasi sempre la stessa direzione. E se provassimo con gli arbitri professionisti scevri da qualsivoglia sponsorizzazione? Potrebbe essere la giusta via per ridare credibilità al giocattolo-calcio che sta andando in mille pezzi. Stop. Mi ha particolarmente colpito il silenzio di Aurelio Primo. La sua assenza nei giorni più caldi del campionato. Alcuni sostengono che il presidente stia già pianificando la prossima stagione che, probabilmente, comincerà con tanti volti nuovi. Lodevole iniziativa. Ma qualcosa andava detto. Anche un semplice: basta, così non si può più andare avanti. La notarella non fa testo. La dura reprimenda del sindaco è populismo allo stato puro. E non porta a nulla. Ferlaino capì che non bastava aver messo su lo squadrone che annoverara il giocatore più forte del mondo. Ed entrò nel Palazzo. Sarri voleva abbatterlo dall'esterno. Ma ha trovato cavalli di Frisia costruiti a Turìn. Stop. E delusione immensa. A meno di improbabilissimi miracoli. La passione dei napoletani per la propria squadra è smisuratamente commovente. Ma l'azienda calcio pretende anche programmazione, cinismo e praticità. Perché poi in mano resta poco o nulla. E, onestamente, nel calcio come nella vita quotidiana non mi va di consolarmi con e basta che ce sta 'o sole, basta che ce sta 'o mare. Ed ora Ciuccio, prendi il Toro per le corna.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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