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SKY - Maradona & Mertens, opere d'arte su sfondo azzurro: la top 10 dei loro gol
22.09.2017 01:30 di Napoli Magazine Fonte: Gianlucadimarzio.com

“Mertens è un fenomeno, ma non scomoderei Maradona...”. Nessun paragone, quindi. Lo pensa Sarri ma anche lo stesso Mertens, che a domanda specifica ha risposto semplicemente con un “lasciamo stare...”. A Napoli, da 30 anni a questa parte, paragonare qualcuno a Diego è considerata quasi eresia. E, certamente, neanche la magia del belga contro la Lazio, molto simile ad una di Maradona proprio contro i biancocelesti, avrà convinto i tifosi azzurri a cambiare idea. Nessun paragone allora, ma a distanza di 30 anni dal primo scudetto del Napoli c'è un altro calciatore che ha iniziato a far sognare i tifosi con giocate e gol spettacolari. Qualità, fantasia e varietà di colpi: Mertens diverte e, come vuole Sarri, “è affamato di gol”. Proprio come Diego. Gol importanti e... belli. Ne abbiamo raccolti alcuni per voi, ecco la nostra top ten.

 

5. Napoli-Bologna 6-0 (stagione 2015/2016)

La trasformazione da ottimo esterno e micidiale centravanti non è ancora avvenuta. Mertens parte dall'esterno, si alterna con Insigne e spesso è decisivo partendo dalla panchina. Al centro dell'attacco c'è Gonzalo Higuain, ispirato come non mai: è la stagione del record di 36 gol in un solo campionato. Ma il 19 aprile 2016 il 'Pipita' non c'è, nel ruolo di centravanti gioca Manolo Gabbiadini. Il ruolo da protagonista, però, se lo prende Dries Mertens. Che segna una tripletta (la sua prima in azzurro) nella partita vinta per 6-0 contro il Bologna, esaltando il San Paolo con un gol strepitoso per il 5-0: palla ricevuta da David Lopez, qualche passo ad allargarsi verso destra e gran tiro all'incrocio.

 

 

(terzo gol a 1.16 del video)

 

4. Napoli-Lazio 4-2 (stagione 2013/2014)

Lazio sfortunata contro Dries Mertens, sempre ispiratissimo contro i biancocelesti. Ieri un gol formidabile, così come nel 2014. Biancocelesti avanti con Lulic, poi ci pensa il belga a riportare il Napoli di Benitez in partita: palla ricevuta da Albiol in posizione di trequartista e fantastica conclusione all'incrocio. Gli azzurri poi vinceranno 4-2 grazie alla trpletta di Higuain, ma il San Paolo ebbe quel giorno uno dei primi assaggi del talento di Dries Mertens.

 

 

3. Empoli-Napoli 2-3 (stagione 2016/2017)

Se il gioco e la qualità realizzativa di Dries Mertens hanno avuto un'evoluzione con il passare degli anni, grazie anche al cambiamento di ruolo in campo, lo stesso non si può dire sul modo di battere i calci di punizione. Il belga si presentò sin dal primo giorno a Napoli come un grande tiratore di palle inattive. La più bella? Lo scorso anno, ad Empoli: punizione dalla lunghissima distanza e palla all'incrocio, nonostante il volo di Skorupski.

 

 

2. Lazio-Napoli 1-4 (stagione 2017/2018) 

L'ultima, straordinaria prodezza di Dries Mertens. Quella che convince Sarri a sbilanciarsi e a definirlo “fuoriclasse”. Istinto puro, misto a tanta qualità ed un pizzico di follia. Strakosha fuori dai pali, Dries spalle alla porta ed intuizione geniale: pallonetto di una precisione millimetrica. Il tutto con una tranquillità che fa sembrare questa giocata semplice. E magari, per uno come Mertens, è stato proprio così. 

 

 

1. Napoli-Torino (stagione 2016/2017) 

18 dicembre 2016, il giorno che forse consacra definitivamente il Mertens in versione centravanti. A completamente di un'evoluzione tanto rapida quanto sorprendente, dal risultato di livello clamoroso. Dries ne segna quattro al Toro, l'ultimo dei quali fa alzare in piedi tutto il San Paolo: Callejon gli passa palla e chiede l'uno-due, Mertens lo ignora, si sposta palla verso l'esterno e fa partire un pallonetto che sconfigge tutte le leggi della fisica e s'insacca alle spalle di Hart. Finisce 5-3 per gli azzurri, con poker del belga. Ma questo Napoli-Torino verrà per sempre ricordato per lo strepitoso pallonetto di Dries Mertens. 

 

 

5. Fiorentina-Napoli 0-1 (stagione 1984/1985)
Era un gelido pomeriggio, il 13 gennaio di 32 anni fa, e la neve aveva ricoperto il campo, che non era in condizioni ottimali. Maradona è al suo primo anno napoletano e a Firenze regala una delle migliori perle. Galli, al termine della partita, dirà che ben poco poteva fare su quella conclusione. Nella ripresa, Bertoni lancia l’argentino, che stoppa di petto e a volo disegna una parabola che lascia impietrito il portiere avversario. 
 

 

4. Napoli-Juventus 1-0 (stagione 1985/1986)

3 novembre 1985, tante nuvole e un po’ di pioggia al San Paolo. E’ lo scenario per una rete dal forte significato simbolico, in aggiunta ai valori della fisica messi in discussione. Punizione in seconda, barriera vicinissima, ben oltre la distanza regolamentare. “Tanto gli faccio gol comunque” racconta la leggenda. E’ il minuto 72, il Napoli batte la Juventus con la pennellata mancina di Maradona.

 

 

3. Napoli-Lazio 4-0 (stagione 1984/1985)
C’è tutto Diego Armando Maradona, in Napoli-Lazio del 24 febbraio 1985. Un gol su calcio d’angolo, un gol annullato che il Pibe de Oro aveva provato a segnare con la mano e una prodezza che Mertens ha fatto rivivere ieri, soprannominato il “gol alla cieca”. Sul controllo sbagliato di un difensore, l’argentino si avventa e di sinistro senza equilibrio riesce a manda il pallone alle spalle di Orsi.

 

 

2. Napoli-Milan 2-1 (stagione 1986/1987)
In piena volata scudetto, il Milan si presenta al San Paolo un po’ rimaneggiato ma attrezzato per giocarsela alla pari con il Napoli. 90 mila persona spingono la squadra verso la vittoria, griffata dalla MA-GI-CA. Giordano prima serve Carnevale per l’uno a zero, poi fa lo stesso per Maradona: l’argentino taglia e viene servito con un lancio sulla corsa. Aggancio in velocità e dribbling al portiere in uscita senza far cadere il pallone a terra, quindi sinistro chirurgico per evitare i salvataggi dei difensori rossoneri.

 

 

1. Napoli-Verona 5-0 (stagione 1985/1986)
Fine ottobre, partita facile per il Napoli: quando Maradona segna il gol che abbiamo votato come il migliore dei suoi anni napoletani, gli azzurri sono già in vantaggio 2-0. L’argentino controlla un pallone sui 30-35 metri apparentemente innocuo, ma gli basta dare un’occhiata al portiere fuori dai pali per fargli accendere la geniale lampadina. Controllo di petto, palla tagliata di sinistro: la parabola è perfetta, un tocco al palo e il capolavoro è servito.

 

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