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LA TESTA NEL PALLONE - Mimmo Liguoro racconta a "NM": "Quando negli anni '50 lo stadio del Vomero era la casa del Napoli"
15.03.2018 14:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Negli anni '50 lo stadio del Vomero era la ''casa'' del Napoli. Nella adiacente Palazzina c'era la sede delle attività concrete della Società sportiva calcio Napoli; i calciatori entravano dall'ingresso degli spogliatoi, nel centro della piazza a ridosso del campo di gioco. Per vederli entrare o uscire, gruppi di tifosi si fermavano nei pressi degli spogiatoi da dove, in caso di buon risultato, ''partivano'' applausi, invocazioni, frasi urlate di apprezzamento e di incitazioni a ''non mollare''. Se la partita non aveva dato risultati positivi, la folla era minore e senza voce. Sempre presenti molti giovani tifosi, ancora vogliosi di vedere e salutare gli azzurri prima di lasciare lo stadio. Per i ragazzi, in quel tempo, l'entrata nello stadio era gratuita se accompagnati da familiari. E, per ''vedere'' il Napoli , tanti giovanetti chiedevano, a tifosi sul punto di entrare da soli, il ''piacere'' di dichiararli ''di famiglia''. Ci fu in quel tempo un Napoli che aveva il 'quarto posto come possibile bersaglio. Per traguardi maggiori, ci volle piùtempo. In squadra, comunque, non mancavano elementi di buona levatura. Naim Krieziu, ala ambidestra albanese, restò nel Napoli dal 1947 fino al 1951, con buone prestazioni. Nel 1949 arrivò Bruno Astorri, centravanti e ala di buona scuola. Fu chiamato, con simpatia, ''lo sceriffo '' per le sue gambe arcuate. Centravanti dell'Inter e poi della Roma, venne a Napoli nel 1950 Amedeo Amadei, centravanti di rango che poi divenne mezz'ala. E nel 1960-'61 fu anche allenatore azzurro. Un suo gol decretò una sconfitta per la Juventus. Nell'album anche Bruno Pesaola, campione argentino detto ''Petisso'' , già ala sinistra, poi mezz'ala nellla squadra dove giocavano, in maglia azzurra, anche Jeppson, gran centravanti, e Giancarlo Vitali. Furono anni di buon gioco per il Napoli, con altri azzurri memorabili come il portiere Casari, poi l'altro gran portiere Bugatti, i terzini Comaschi e Viney, Manlio Scopigno e altri ancora. Il Vomero, quando giocava il Napoli, non era mai ''solitario'' .

 

 

Mimmo Liguoro
 
 
Napoli Magazine
 
 
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