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L'APPUNTO - N. Marciano: "Intossico targato Atalanta per un Napoli-non-Napoli"
26.02.2017 19:58 di Napoli Magazine

NAPOLI - Intossico formato Atalanta per un Napoli-non-Napoli a cui il 13 porta male, anzi malissimo. Chiariamo: la porta ospite era stregata sennò sul serio non si spiega, veramente. O forse sì. Ma tirare in ballo l'esoterismo spiega i gol già fatti ma in pratica non segnati dai ragazzi di Mister Sarri, a partire da quello di Dries. Nemmeno la superiorità numerica per l'espulsione di Kessiè cambia le carte in tavola o meglio i giocatori in campo. Anzi. È in 10 che l'Atalanta sigla la sua vittoria con la doppietta firmata Caldara. 5 i suoi gol fatti sinora. 2 al Napoli, la squadra che ha il merito di tirare fuori il meglio dagli avversari: sono soddisfazioni, va detto. Mentre c'è poco, pochissimo da dire su questo Napoli, letteralmente non pervenuto. La testa è forse già a Torino, ma le gambe, la grinta e quella famosa cazzimma dovevano restare a Napoli, a Fuorigrotta per la precisione, nell'anticipo pomeridiano, per capirci. E va bene che l'ora era quella dell'aperitivo, va bene che si sa' il sabato pomeriggio è tempo al massimo di pennichelle mica di partitone, ma se il calendario chiama allora bisogna rispondere. O perlomeno alzare il telefono e richiamare. All'ordine il Napoli, magari. Il turn over praticamente obbligato e le 4 gare in 11 giorni, si fanno sentire mentre il Napoli resta in silenzio davanti ad un'Atalanta nettamente superiore, a cui gli azzurri concedono palla, tiri e calci d'angolo come se non ci fosse un domani, come se il domani non si chiamasse campionato e corsa al secondo posto. La bolgia straripante del San Paolo di chi paga lo scotto di ore nel traffico di andata e di ritorno pur di esserci, e di rischio bronchite pur di esultare, non basta. Napoli non basta. E il Napoli stavolta paga il suo pegno. E lo fa pagare ai suoi tifosi, a chi già era lì pronto a far da conti in vista della sfida Inter-Roma, laddove un Napoli vittorioso avrebbe fatto tutti tifare per i neroblù. E invece no: la domenica è bella e che intossicata per chi definisce la débâcle una tragedia di shakespeariana memoria. E forse stavolta lo è, perché i conti dovranno pur tornare e quando sarà, il prossimo 28 maggio o anche prima, quelli persi peseranno. Come macigni. In campionato il Napoli non perdeva da ottobre, ma niente Ahinoi, è per sempre, eccezion fatta per l'amore azzurro, chiaramente. E ci mancherebbe. La tragedia si è consumata e ora non farà star meglio piangere sui gol mancati o suoi passaggi sbagliati. Certo, riflettere si dovrà non foss'altro per capire che certo il Napoli è uno squadrone, vince bene, spesso, fa goleade e calcio spettacolo ma l'Olimpo della vetta è forse un'altra storia, di chi sa scendere in campo sempre con la stessa cattiveria e voglia di vincere, doti che in campo stavolta non si sono viste e che invece non dovrebbero mai mancare, che si tratti del Palermo, del Real Madrid o appunto, dell'Atalanta. A prescindere, insomma. Come però a prescindere sarà ribadiamo, quell'amore di chi 90' li passa nel traffico dell'andata, altrettanti in quello del ritorno e in mezzo i 90 al gelo e alla disperazione. E si chest' nun è ammor, come cantava Pinuccio, ma nuj c' parlamm a fà? E appunto. Stavolta forse è meglio tacere. Che parole non ce ne sono. Se non le solite: forza Napoli, sempre.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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