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L'APPUNTO - N. Marciano: "Tre a Verona e omaggio a Troisi, per un Napoli da 110"
20.02.2017 18:03 di Napoli Magazine

NAPOLI - Tris, e l'affare Chievo Verona è presto chiuso. Tutto in 45' per il Napoli in trasferta che omaggia il numero preferito dell'indimenticabile Massimo Troisi nel giorno della ricorrenza della sua nascita. Anche se non era il Cesena di Scusate il ritardo, sempre di Napoli e di gol si parlava. E come l'attore e regista dai San giorgesi Natali, il Napoli ricomincia. Al Bent(R)egodi la squadra di mister Sarri dimentica per un po' l'amarezza del Bernabeu e vince, anche se nei secondi 45 minuti un po' abbassa la guardia e scopre un avversario formato Real che alla fine tenta di dire la sua, e Reina incassa il gol su un errore di Kalidou che però è perdonato per accumulo di crediti di salvataggio palle. 1-3, segna il tabellone dello stadio di quella oramai pacificamente ex bestia nera. Rivoluzione modulo per mister Sarri che spegne le polemiche e lo j'accuse a distanza con la società: dentro Pavoletti, che a dirla tutta non toglie e non mette, dentro anche Milik che il suo lo fa. In rete però ci torna Lorenzo, con un tiro a girò di madrileno ricordo che non lascia scampo all'estremo difensore dei padroni di casa. Continua le danze il gran capitano, che arriva a meno cinque dal D10S: 110, e lode, chiaramente per Marek, che ci mette testa, cuore, grinta, bravura e cazzimma, approfittando di un guazzabuglio sotto rete e dell'assist di Allan. Chiude il cerchio l'oramai insostituibile Zielinski. Insomma il Napoli mette da parte il Real, con lo stesso risultato dell'andata degli ottavi di finale di Champions League, e zittisce chi già parlava, non si sa a che titolo, di un Napoli in crisi. La formazione del toscano è seconda per una manciata di ore, finché la Roma vince nel posticipo delle 18 e ritorna a scavalcare gli azzurri, di quei due punti, probabilmente quelli che il Napoli ha perso contro i rosaneri. E chi lo sa. Di "se" non si vive, figuriamoci se si scrive o si gioca. A giocarsela è questo imbattuto Napoli in campionato che la delusione della sconfitta in seria A, ringraziando nostro Signore, fatica a ricordarla. È così sia. In barba, ribadiamo, a chi getta fango sugli azzurri che hanno di che vantarsi, a partire da quell'onda azzurra dei 15mila al Santiago, mescolati agli spagnoli ma niente, nessun incidente, anzi, nonostante lo spiegamento dei 2.000 agenti. Perché Napoli sa giocare, e sa tifare, la Spagna pure e anche di più. D'altronde anche sul campo questo Napoli è la squadra più corretta del campionato, quella che fa meno falli, che non protesta all'annullamento di una rete a dirla tutta regolare, che zittisce le critiche a suon di gol e che agli arbitri al massimo gli stringe la mano, mica se li abbraccia: San Valentino è bello che passato e di amore nell'aere resta solo quello per i colori azzurri, non certo quello per un direttore di gara. Ma tant'è.

 

 

Nunzia Marciano

 

Napoli Magazine

 

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