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VIDEO - Zlatan Ibrahimovic fa sognare il Napoli: "Io al San Paolo? Perchè no, non si sa mai, vediamo cosa succede"
16.03.2017 11:21 di Napoli Magazine

NAPOLI - Una simpatia mai nascosta. Anzi, più volte sbandierata anche da chi ne cura gli interessi. Zlatan Ibrahimovic al San Paolo con la maglia del Napoli: Mino Raiola ha spesso ammiccato all'idea, ora lo stesso svedese si è lasciato andare a una mezza ammissione - riporta Sport Mediaset -. Una palese apertura che può infiammare la passione napoletana: "Io al San Paolo? Perché no, non si sa mai. Con lo United ho firmato per un anno con opzione sul secondo. Vedremo...". Parole che inevitabilmente aprono nuove clamorose prospettive di mercato. Ibra parla a Fox Sports e Napoli sogna: "Non si sa mai...Però sto bene qua", riferendosi alla sua avventura con il Manchester United e a un contratto di un anno che scade a giugno con opzione sul secondo. Tutto possibile, dunque, anche perché sullo svedese c'è il forte interesse e ci sono i tanti dollari dei Los Angeles Galaxy.  Ma, per ora, tanto basta per sperare e magari crederci, ricordando anche le parole di Aurelio De Laurentiis. Ibra al Napoli non è un'utopia.

 

 

Intervistato negli studi di Fox Sports dal suo ex allenatore Fabio Capello all'interno del programma "Collezione Capello", l'attaccante del Manchester United, Zlatan Ibrahimovic - riporta calciomercato.com - ha svelato divertenti retroscena sulla sua carriera aprendo ad un possibile ritorno in Italia in futuro. 

L'ARRIVO ALLA JUVE - "Alla Juve ebbi subito una grande impressione. Prima di tutto mister Capello, ricordo la prima cosa che mi ha detto: “Butta fuori lo stile dell’ Ajax e diventi un grande giocatore”. Ci siamo allenati tanto soprattutto davanti la porta, poi mi regalò la cassetta di Marco Van Basten. Quando mi chiamò in spogliatoio pensavo di aver fatto qualcosa di male".

NELLA STORIA DELL'INTER - "Erano 17 anni che l’Inter non vinceva il campionato e mi dissi: se vado all’Inter e vinco faccio la storia della squadra. In quel match a Parma nell’ultima di campionato avevo un problema al ginocchio ma entrai e fui decisivo con due gol. Ricordo che pioveva tantissimo e che prima del gol avevo provato un tiro simile che però uscì. Al secondo tentativo è andata bene...".

IL PASSAGGIO AL MILAN - "La mia famiglia stava molto bene a Milano. Parlavo con Galliani e il presidente Berlusconi che mi ha convinto a venire con grande voglia e grandi stimoli. Era una squadra fortissima. Quando abbiamo vinto il titolo, ricordo Galliani che entra nel nostro spogliatoio con in mano la maglia dell’Inter con lo scudetto e lo scuce davanti a noi dicendo: “Adesso questo è nostro”".

L'ADDIO PER IL PSG - "Io non volevo lasciare il Milan. Quando stai bene, stai bene. Volevo solo giocare, ricordando anche quello che mi era successo a Barcellona quando non mi ero trovato a mio agio".

IL BARCELLONA E GUARDIOLA - "Al Barça andava tutto bene, poi a Natale Guardiola cambiò sistema di gioco e non mi trovavo più. Gli parlai e mi disse che avrebbe sistemato la questione. Invece andai in panchina. Non andavo da lui perché non avevo un problema con quella persona. Era lui che aveva un problema con me e non l’aveva risolto. Ancora oggi non so quale fosse. Prima mi chiamava tutti i giorni per avermi e da un giorno all’altro non giocavo più. Affrontarlo oggi mi dà adrenalina".

IL NAPOLI NEL FUTURO? - "Io al Napoli? Non si sa mai...Però sto bene qua al Manchester United. Vediamo, vediamo cosa succede".

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