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IL SUPER PENSIERO - Rosario Pastore: "Napoli, l'onestà e la serietà di Sarri"
10.02.2017 16:50 di Napoli Magazine

NAPOLI - Ho appena finito di leggere l'intervista di Sarri al nostro direttore e mi è parsa caratterizzata da due doti che nessuno, neanche il più acerrimo nemico dell'allenatore del Napoli è riuscito mai a negargli: serietà ed onestà. Sarri può avere un carattere scostante, rapporti personali di difficile costruzione, dialogo col prossimo di enorme difficoltà: nessuno però potrà mai contestargli il suo essere profondamente serio ed onesto fino all'eccesso. In un periodo in cui il nascondersi dietro alle parole, il dire e il non dire, il lasciar trapelare dubbi di ogni genere, il sor Maurizio costituisce un'eccezione formidabile. Cominciamo dall'argomento Juventus. Il tecnico non solo ha minacciato ma ha chiaramente stabilito che farà polemiche e trascinerà davanti al giudice chiunque abbia scritto o scriverà di un suo colloquio con dirigenti della Juventus.  Sappiamo tutti che attualmente si può scrivere tutto ed il contrario di tutto, specialmente sul web. E' con questa efficacissima, anche a se a volte micidiale arma, che un certo Donald Trump ha vinto le elezioni statunitensi, con l'intelligente mossa di rivolgersi non all'America colta ed avvertita ma all'uomo della strada, che raramente legge un giornale e che si informava una volta attraverso la tv ed oggi tramite il web. Di fronte alle tante “sparate” lanciate attraverso Internet c'è ben poco da fare e difendersi è praticamente impossibile. Così succede che troppo spesso la vittima di una bufala, pur replicando, viene accreditata senza pietà dell'accusa. Ora, prima che i social di tutto il mondo si impadronissero di questa che il protagonista definisce “falsa notizia”, Sarri è corso ai ripari, sventolando la minaccia della querela. No, lui di muoversi da Napoli non è affatto interessato. Sa di godere dell'immensa stima dei tifosi ed anche di un rapporto freddo quanto volete ed anche tutt'altro che amichevole, ma pure improntato di serietà col presidente del club. De Laurentiis non è riuscito mai a nascondere di non essere d'accordo al cento per cento con tutte le decisioni dell'allenatore, specie per quanto riguarda i nuovi acquisti, ma sa anche che nel calcio sono i risultati che contano e quelli non mancano. E insomma, so proprio si dovesse arrivare ad un divorzio (cosa che costerebbe parecchio allo “scippatore” perché Sarri ha un contratto fino al 2020 e certamente il presidente non cederebbe gratis quella firma), ciò avverrebbe su iniziativa delaurentiisiana e non da parte di Sarri. Serietà, quindi, nella (mancata) risposta al quesito Juve e serietà anche quando, senza farsi problemi, ha ribadito che Pavoletti giocherà solo quando avrà appreso alla perfezione i movimenti che l'allenatore chiede alla sua squadra e che fanno del Napoli una della squadre più ammirate d'Europa.  Ma c'è quell'altra dote che va apprezzata fortemente, considerando i tempi che viviamo. Mi riferisco all'onestà dell'uomo, che non ha cercato mai di prendere il prossimo per i fondelli ma che invece, quando si è trattato di far conoscere la propria opinione, non ci ha pensato due volte. Come, ad esempio quando, non sentendosi tutelato adeguatamente dal club, ci pensò da solo a mandare due paroline a chi di dovere. E il fatto che non sia più tornato sull'argomento, al di là del rimbrotto del presidente, conferma che quanto doveva dire lo ha detto e che quindi non c'era bisogno di tornarci. Questo è l'uomo, che non esita a dire la parolaccia quando è necessario, che non ha paura di dire che, in fondo, lui a Higuain gli vuole ancora bene, come deve fare un padre con un figlio che ha commesso un errore. E che, infine, se la Juventus è lassù, vuol dire che è più forte. E qui lascio a voi lettori l'interpretazione di quel “più forte”. Io, personalmente, ho una mia opinione e non esito a manifestarla. Sono in tutto e per tutto d'accordo su quanto è stato scritto da “Il Mattino” da un anor giovane e validissimo collega, Francesco De Luca. Il quale ha denunciato gli errori clamorosi di un certo signor Rizzoli, che noi conosciamo fin troppo bene, errori tutti commessi ai danni dell'Inter. Stamane questo giornale ha rincarato la dose ricordando che un erroraccio di Chiellini, che poteva costare caro ai bianconeri, era stato annullato, sempre dallo stesso arbitro, ci mancherebbe, che aveva fatto ripetere la punizione. Che dire? Che il “più forte” pronunciato da Sarri potesse avere qualche recondito significato? Mah! Io mi fermo qui. Ringraziando Sarri di continuare a sedere, con tutta la sua serietà e onestà, sulla panchina della mia squadra.

 

 

Rosario Pastore

 

Napoli Magazine

 

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