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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Reina spiana la strada all'Insigne Mondiale: spento in un triplice soffio l'onesto Shakhtar, che meriterebbe l'eliminazione"
22.11.2017 21:14 di Napoli Magazine

NAPOLI - Devo essere sincero, come sempre del resto. Lo Shakhtar non mi aveva mai impressionato e, sin dalla vigilia del match, pur sforzandomi di capire il "pazzo gioco" di Fonseca, sottolineato dagli elogi pubblici di Sarri, continuo a reputarla una squadra onesta e di certo non esaltante. La maschera di Zorro, che l'allenatore dello Shakhtar conta di indossare in caso di qualificazione agli Ottavi, potrebbe finire nella spazzatura se il City di Pep dovesse battere gli ucraini, con il Napoli vincente a Rotterdam nell'ultima giornata contro l'ormai fanalino di coda Feyenoord. Chiudere il girone a punteggio pieno, con 18 punti, rappresenterebbe per il City di Guardiola un'impresa straordinaria, per cui la speranza per i partenopei resta viva. Giusto e meritato il 3-0, anche se nel primo tempo ho visto un Napoli quasi assuefatto all'idea del pareggio che avrebbe significato l'addio alla Champions. E' bastato poco, un minimo di impegno, per vedere nella ripresa almeno tre elementi rigenerati: su tutti Diawara, Zielinski e Maggio. Per fortuna che a negare il gol a Marlos e Fred ci ha pensato uno strepitoso Pepe Reina. Forse proprio in quel momento il Napoli si è svegliato e ha capito di poter fare sua la partita. Straordinario il gesto tecnico che ha sbloccato la gara. Il destro all'incrocio di Lorenzo Insigne è stato un bolide per palati fini, di sicuro non quello di Gian Piero Ventura, che probabilmente lo avrebbe schierato centrocampista centrale al posto di Diawara, o forse terzino sinistro in luogo di Hysaj, o addirittura non lo avrebbe fatto proprio giocare, scelta che e' stata fatale come abbiamo visto per la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali. Ma direi che e' bene non divagare troppo con argomenti astrusi, legati all'ormai ex c.t., concentrandoci su quello che ha offerto il Napoli. Se in difesa Chiriches ha ballato un po', insieme alla sua spalla, nulla si puo' dire di Albiol, con Hysaj adattato a sinistra e Maggio, che ha onorato l'impegno dopo aver chiaramente stretto un patto con Dorian Gray. Il centrocampo, nella prima frazione di gioco, non mi è piaciuto: come al solito Hamsik e Zielinski si sono pestati i piedi, con Diawara spesso in confusione. Poi i tre sono migliorati alla distanza e l'ingresso di Allan ha restituito forza e carattere alla mediana. In attacco poco da dire, perche' Callejon e Mertens si sono impegnati nel limite del possibile, con il belga rapace d'area di rigore, sia in versione assist man per Zielinski che sul tris finale dopo la bella zuccata di Albiol. Fuori concorso Lorenzo. Positivo anche l'ingresso in campo di Rog, che meriterebbe qualche minuto in piu'. Infine un invito a Mario Rui: massimo impegno, forza e coraggio: puoi diventare la pedina a sorpresa di questo Napoli, che non saluta la Champions, nonostante la prematura messa cantata da molti pseudo intellettuali, e lancia un segnale forte alla Juventus in campionato: la capolista c'e' e si vede, con o senza Champions. 

 

p.s. Al San Paolo c'erano 10.573 spettatori: a tutti coloro i quali fanno polemica, va ricordato che la verita' sta nel mezzo. Non e' possibile spendere tanti soldi per un biglietto ogni tre giorni e non e' possibile regalare biglietti per le gare di Champions: la stessa politica, ad esempio, e' stata adottata anche dai bianconeri. L'unica via per provare a venire incontro alle esigenze del pubblico e' quella di applicare promozioni o sconti, anche con gadgets in omaggio, altrimenti, con una gara che alla vigilia non aveva cosi' tante pretese, in diretta su Canale 5, capisco chi si e' fatto due conti in tasca ed ha preferito vedersela comodamente seduto sul divano di casa propria. Non parlo di occasionali, ma di strateghi del risparmio, anche in vista della sfida contro la Juventus in campionato. Però, credetemi, al di là di tutti questi discorsi, che fascino ha il nostro vecchio San Paolo, con tutti i cerotti del caso, al freddo e al gelo, e con le solite mille riparazioni da fare... 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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