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MR Z - Gabbiadini, arrivederci e grazie
31.01.2017 17:13 di Napoli Magazine

NAPOLI - Gabbiadini al Southampton. E' fatta. Dopo tante chiacchiere è arrivato il momento dell'addio. Ed è un momento in cui a questo ragazzo si deve rendere l'onore che merita. Arrivò a Napoli esattamente due anni fa dopo essersi fatto valere nella Sampdoria, squadra nella quale in due anni aveva segnato complessivamente 15 gol. Questo dato è forse all'origine delle difficoltà che ha incontrato al Napoli. Ci si era forse illusi che fosse un bomber, un cecchino, un implacabile goleador. Ma non era così. Gabbiadini è un ottimo attaccante esterno che dispone di capacità balistiche difficili da trovare in altri calciatori. I suoi gol si spiegano così, sono per la maggior parte dovuti alle sue celebri rasoiate, alle sue conclusioni a giro, precise e ficcanti. Se si tratta però di affidargli il ruolo di prima punta, quello dell'uomo che calamita su di sé il pallone e conclude a rete, di testa, di piede, da ogni posizione, gli si fa un torto. Nel Napoli il ruolo di Gabbiadini, quello di esterno destro d'attacco, è già occupato. Da qualche anno gioca proprio in quella posizione Callejon, il calciatore tatticamente più prezioso che esista in circolazione, l'uomo che ciascun allenatore vorrebbe avere alle proprie dipendenze. Gabbiadini non sarebbe mai potuto essere in grado di dare alla squadra lo stesso contributo in termini di copertura a centrocampo ed addirittura anche in difesa che fornisce lo spagnolo, il quale è anche capace di farsi trovare al posto giusto al momento giusto sotto porta per concludere a rete. Le differenze tecnico-tattiche tra i due sono evidentissime. Nel disegno tattico di Sarri non c'è praticamente posto per Manolo. Eppure, nonostante ciò, negli ultimi due anni quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare sempre pronto ed ha segnato complessivamente in maglia azzurra 16 reti, un bottino di tutto rispetto se si considera che è stato utilizzato con il contagocce. Ma quel che più conta è che Gabbiadini si è sempre comportato da gran signore. Mai una polemica, mai una protesta, in campo e fuori. Mai una dichiarazione fuori posto. Gabbiadini da persona perbene, prima che da gran professionista, ha sempre accettato le decisioni dell'allenatore e della società. Un modo di comportarsi che, per la verità, non è da tutti. Quante volte è stato sostituito nel corso di una partita nella quale era sceso in campo dal primo minuto? Mai una smorfia, mai un 'cinque' negato all'allenatore che lo aveva tirato fuori dal terreno di gioco. Insomma Manolo Gabbiadini doveva (e giustamente voleva) andar via da Napoli, ma il suo ricordo rimarrà sicuramente indelebile nella mente dei tifosi che difficilmente lo dimenticheranno. Se dovesse tornare a giocare al San Paolo con una maglia diversa, la gente gli riserverà di sicuro l'accoglienza che merita: quella che spetta ad un grande professionista e ad un ragazzo serio e corretto. Arrivederci, Manolo.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine

 

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