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martedì 22 agosto 2017, ore
TONI AZZURRI
TONI AZZURRI - Toni Iavarone su "NM": "Luci a San Siro, con qualche ombra"
22.01.2017 13:27 di Napoli Magazine

NAPOLI - L'anno nuovo comincia con i botti continui, con i fuochi d'artifici che brillano sul cammino del Napoli.  Otto gol in tre partite confermano la bulimia realizzativa della squadra di Maurizio Sarri. Così pure il Milan deve fare i conti con la macchina offensiva più prolifica del calcio italiano: 61 reti complessive (47 in 19 giornate di serie A) oltre il giro di boa di metà stagione, nonostante l’addio in estate di Gonzalo Higuain e la lunga assenza per infortunio di Milik. Insomma il Napoli gioca da grande squadra, ma nella pratica ha ancora tanto da studiare. Perché se a San Siro, la Sarti band ritorna con tre punti, non sono state tutte rose e fiori. O meglio i petali si sono affastellati con le spine e la vittoria - pur meritata - é arrivata in apnea. Col Napoli che - dopo aver organizzato uno spettacolo del calcio per mezz'ora - ha fallito l'accelerazione per lasciare il Milan sulla linea di partenza (Oh, Mertens come hai potuto sbagliare? quanto hai sbagliato!) e s'é ritirato come un panno di lino stropicciato dai lavaggi continui. Insomma, limiti di sempre, tuttavia pur sempre un Napoli ormai abituato a non sfruttare solo i confort del suo bel gioco, ma scafato nello stringere la cinghia quando non il suo ritmo diventa lento. Insomma, é il malessere di non saper vivere una partita cominciata bene e adattarsi a un finale con la solita stretta alla gola. Nonostante tutto il Napoli continua - imperterrito - a essere una fabbrica di gol: come se niente fosse rispetto alle giornate storte e alle assenze pesanti. Impressionanti i numeri delle ultime dieci partite, in cui gli azzurri sono andati a segno addirittura per 28 volte.  E che dire della cooperativa bombet? Prima faceva risultato quasi solo Higuain: ora vanno invece a bersaglio in tanti, difensori e centrocampisti compresi. Dodici di loro hanno già sul petto le medagliette del gol. Per concludere, un paio di cose sull'arbitro e un'annotazione sulla bella gioventù napoletana. Rocchi é stato il virus malefico della partita, ha tentato di inquinarla con giudizi dissennati, ma la dea Eupalla vigila su tutti e tutto e salva un meritato risultato. Finalino, poi, su tre diciannovenni: Diawara, Zelinsky e Rog sono diventati la linea maginot che nel finale di sofferenza ha retto all'ultimo assalto dei Milan. Almeno così iI futuro é già cominciato.

 

 

Toni Iavarone

 

Napoli Magazine

 

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