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TONI AZZURRI
TONI AZZURRI - Toni Iavarone su "NM": "Napoli, ora caccia alla Juve!"
16.01.2017 19:13 di Napoli Magazine

NAPOLI - Quattro sconfitte, sono ferite aperte e richiuse, ma la Juve del dopo Firenze dimostra insicurezza,  discontinuità e ha imparato assai poco dalle batoste ricevute. Insomma, quelli che sembravano gli “ironmen” del calcio sono dei comunissimi mortali, inclini a grandi imprese e propensi a smarrimenti improvvisi. Quindi tutto possibile, per chi oscilla tra la speranza, il sogno e, soprattutto, la voglia di scacciare indietro la Juve. La notizia con cui il campionato apre la sua seconda sessione, quella che porterà alla corsa finale, diventa soltanto una. L’Allegri band non ha più la prepotenza di sempre e non aveva chiuso i giochi. Anzi, basta girare gli occhi dalle nostre parti, ecco che quattro punti indietro (ma con una gara in più come Roma e altre) si affaccia il Napoli, dopo avere esaurito il suo compitino domenicale. Consegnando all’annale de calcio italiano la sua immaginabile vittoria sul Pescara (3-1) ha compiuto né più e ne meno che il proprio dovere. Ben al di là di un primo tempo trascorso a trastullarsi palla tra i piedi perché scarichi di energia e senza quella sana frenesia che ti porta a giocare sovraritmo. Ma ciò che dà speranze per un ultimo giro di campionato fatto di scintille e botti, è come il Napoli riesca a tenersi lassù, nonostante i guai di stagione (Milik ko, Koulibaly e Ghoulam in coppa d’Africa etc.) e come Sarri abbia tali doti di foggiatore di carriere irripetibili che pur senza centravanti ti plasma un Mertens qualunque a immagine e somiglianza di una vera prima punta. E poi – partita col Pescara a parte, viste le palle perse – come il Napoli possegga una quantità enorme di soluzioni di passaggi. Tali dai consentire quei triangoli micidiali. Di rimando pesano sulla rincorsa degli azzurri, in versione striscia, i turbamenti di sempre. Come quei vuoti tattici che annullano la rapidità alla circolazione del pallone per mettere in moto gli attaccanti: costretti quasi sempre dal pressing degli avversari a giocare con le spalle alla porta. Una catena di conseguenze che poi riguarda le ingenuità di una difesa spesso incapace di venire fuori dalle situazioni più paradossali, vedi ieri Hysaj e Strinic, con conseguente rigore che ha consentito il gol del Pescara. Tuttavia due buone notizie fanno transitare in un cono d’ombra i citati deficit. Il Napoli vince il suo minitorneo delle ultime otto gare (sette vittorie e un pari). Mentre il Real Madrid è tornato umano, ha perso dopo quaranta immacolate partite la propria imbattibilità. Ma questa è un’altra storia e soprattutto ha altri tempi. 

 

 

Toni Iavarone

 

Napoli Magazine

 

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