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TONI AZZURRI - Iavarone su "NM": "Svelati i segreti per lo scudetto"
22.01.2018 14:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Nel ciclismo raccontano che il vincitore sta scollinando quando conquista la vetta e s’accorge del traguardo vicino. Paragone in linea con la corsa del Napoli che ha fatto crollare un macigno, un ostacolo sempre duro a cedere, un’insidiosa salita chiamata Atalanta. Il primo tempo e buona parte della gara di Bergamo, per chi ama i meandri della tattica, hanno rappresentato il massimo della soddisfazione. Due squadre tatticamente differenti eppure equamente organizzate. Ecco perché devono essersi divertiti da morire quelli che passano il loro tempo a contemplare le formazioni e i sistemi di gioco. Si dice che la  partita perfetta sia quella dello 0-0, ma a volte non è così. Ci ha pensato Mertens a spiegare che il meglio del calcio può essere pure un 1-0. A Bergamo serviva un guizzo, pur se i tre genietti appostati là davanti sembravano non entusiasmare. Poi il lampo, l’effetto luminoso e la partita che svolta grazie al gol di Mertens, il bomber di mezzogiorno (ben nove volte a segno nell’anticipo mattutino). Spirito battagliero e concentrazione altissima si sono rivelati ideali per portare a casa i tre punti. Allan ha regnato incontrastato sulla mediana e oltre. Bene Mario Rui, cosi come Reina e Koulibaly, attento e concentrato. L'Atalanta si è difesa costruendosi attorno un efficace bunker, ma i valori in campo (tecnici e tattici) pendevano da una sola parte.

 
Sarri, nel tempo, ha equilibrato una difesa (la meno battuta del campionato) che adesso sa reggere anche quando si trova sotto pressione. Contro l'Atalanta il muro si è alzato sia per le qualità individuali, sia per una linea sempre molto alta, segno di sicurezza e disinvoltura. Un po’ più in su, in attacco, i segnali positivi arrivano da
 
Mertens (11 gol), tornato a segnare dopo nove giornate di astinenza. Il gol – sulla verticale Callejon-Mertens - è stato sintomatico della partita del Napoli: una ripartenza in campo (quasi) aperto, non una costruzione cercata e voluta. Notarella su Insigne: ha rivolto un “vaffa” a Sarri al momento della sostituzione. L'offeso non ha fatto una piega: "Sta' zitto e siediti". Giusto. Chi pilota (e rischia) la barca, comanda.
 
Capitolo Var: da una prima visione sono regolari entrambi i gol ma più netto quello di Hamsik annullato, nonostante il buon Gasp nel post partita faccia un po' di confusione. 
Infine resta un dato certo: se Napoli e Juve continuano così, ovvero lottano fino all’ultimo per lo scudetto, ci attendono quattro mesi di  palpitazioni, severamente vietati a chi soffre le forti emozioni.

 

 

Toni Iavarone

 

Napoli Magazine

 

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