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FASI - Arrampicata sportiva, due azzurri nella top 8 del circuito mondiale
22.06.2026 14:53 di Napoli Magazine
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Un’ottima spedizione per la Nazionale italiana in questo impegnativo doppio appuntamento di World Climbing Series a Innsbruck: nella terza tappa dedicata alla Lead e nella quinta prova dedicata al Boulder tutti gli azzurri hanno dato l’anima sulle pareti austriache, ma tre atleti in particolare hanno regalato grandi emozioni a tutti gli spettatori presenti e ai tifosi collegati online.

Camilla Moroni ha lottato in finale fra le specialiste dei blocchi migliori del mondo, con continuità, lucidità e abilità tecnica e mentale, confermando ancora una volta di far parte di diritto della rosa delle protagoniste del circuito internazionale.

Filip Schenk nella qualifica Lead ha sbaragliato la concorrenza, tenendo dietro di lui persino il fenomeno Anraku, dimostrando di essere assolutamente al livello dei più temibili avversari, o meglio, di essere lui stesso un avversario temibile per tutti gli altri climber.

Infine Giovanni Placci ha regalato a tutti gli appassionati di arrampicata sportiva una favolosa escalation, con una qualifica di grande qualità, una semifinale grintosa e solida e una finale di cui andare orgoglioso, la sua 2° volta nella top 8 dopo Seoul 2025.

 

WORLD CLIMBING SERIES BOULDER

Le qualifiche Boulder maschili sono state ad altissima intensità, con protagonista indiscusso Anraku, ormai inamovibile dalla vetta, affiancato dallo statunitense Duffy. Alle loro spalle si sono piazzati il giapponese Amagasa e il coreano Chon, in una gara dal livello altissimo.

Gli azzurri Matteo Reusa e Luca Boldrini hanno lottato con determinazione sui blocchi austriaci, ma non sono riusciti a rientrare nella top 24 dei semifinalisti. Reusa ha chiuso la sua gara in 41ª posizione, mentre Boldrini ha terminato al 69° posto. A fine gara il dominatore assoluto si è confermato il campione giapponese Anraku, in un podio tutto orientale, con l’altro nipponico Kawamata sul secondo gradino e il coreano Lee sul terzo.

Nelle qualifiche Boulder grande prova di Camilla Moroni, in ottimo stato di forma: l’azzurra ha condotto una gara solidissima, chiudendo al 5° posto con 4 top (di cui 3 flash) e 1 zona, e ha conquistato il pass per la semifinale. Purtroppo si è chiuso in qualifica il cammino delle altre azzurre: Giorgia Tesio ha chiuso in 33° posizione, Francesca Matuella in 49° e Irina Daziano in 58°.

In semifinale Camilla ha realizzato una splendida prestazione, affrontando i blocchi con grinta, lucidità e grande concretezza. Ha chiuso in 2ª posizione, staccando con autorevolezza il pass per la sua seconda finale mondiale in questa stagione agonistica (dopo la finale di Madrid). Davanti a lei soltanto la statunitense Annie Sanders, mentre alle sue spalle hanno completato la top 8 la cinese Futaba Ito, l’australiana Oceania Mackenzie, la britannica Erin McNeice, la francese Oriane Bertone, l’israeliana Ayala Kerem e l’altra cinese Yuetong Zhang.

La Moroni è quindi tornata in parete per giocarsi il tutto per tutto nell’atto conclusivo della gara. La finale è stata davvero durissima, con blocchi estremamente sfidanti, che hanno permesso poche zone e pochissimi top (solo 4). L’azzurra ha chiuso al 7° posto, cercando con tutte le sue forze la chiave risolutiva di problemi estremamente complessi. La finale non le ha regalato il podio, ma ha confermato il suo altissimo livello: essere tra le migliori otto significa continuare a far parte dell’élite mondiale del Boulder.

Si è aggiudicata la vittoria la statunitense Sanders, argento anche nella Lead, mentre sul secondo gradino del podio è salita la britannica McNeice e sul terzo l’australiana Mackenzie.

La prossima tappa, che si disputerà a metà ottobre a Salt Lake City, sarà l’ultima del circuito e attribuirà gli ultimi punti disponibili per scalare posizioni nel ranking di Coppa assoluta. Al momento la classifica è dominata dalla McNeice, tallonata dalla Mackenzie. Al terzo posto l’asso pigliatutto Sanders, che, nonostante non abbia disputato la tappa di Alcobendas, insegue a brevissima distanza. L’azzurra Moroni al momento occupa una notevolissima 9° piazza.

 

WORLD CLIMBING SERIES LEAD

Le qualifiche della specialità di difficoltà sono state caratterizzate da temperature elevate e vie estremamente impegnative.

Nella gara femminile le nostre azzurre hanno dato tutto sulle pareti austriache, ma l’appuntamento con la semifinale è stato purtroppo rimandato: Viola Battistella e Savina Nicelli hanno chiuso a pari merito in 41ª posizione, mentre Valentina Arnoldi ha terminato la sua prova al 67° posto.

Fin dalle qualifiche si è posta in testa alla classifica l’inossidabile Janja Garnbret, che, rientrata dopo una pausa dalle competizioni, è andata a raccogliere il suo ennesimo oro mondiale. Argento per la sua papabile erede al trono, Annie Sanders, e bronzo per la coreana Chaehyun Seo.

Nelle qualifiche maschili, invece, è andato in scena un fantastico show di Filip Schenk, che ha sbaragliato la concorrenza, unico a realizzare 2 top, mentre il fenomeno Sorato Anraku è rimasto al suo inseguimento, così come lo sloveno Luka Potocar.

Splendida qualifica anche per Giovanni Placci, che ha conquistato la semifinale con il 10° posto. Sono rimasti invece di poco fuori dalla top 24 Ernesto Placci, 26°, e Andrea Ludovico Chelleris, 29°. Riccardo Vicentini e Giorgio Tomatis hanno chiuso rispettivamente in 44ª e in 45ª posizione.

In semifinale grande prova di Giovanni Placci: l’azzurro ha scalato con lucidità e determinazione, chiudendo in 4ª posizione con 46+ e conquistando un meritatissimo pass per la finale. Dopo le due semifinali di Wujiang e di Praga finalmente Placci è riuscito ad accedere alla sua seconda finale a livello mondiale, dopo l’esperienza di Seoul del 2025.

Davanti a lui soltanto Neo Suzuki, Alberto Ginés López e Sorato Anraku, in una competizione dal livello altissimo. A completare la top 8 anche Jakob Schubert, Putra Tri Ramadani, Adam Ondra e Luka Potocar.

Si è fermato invece in semifinale il cammino di Filip Schenk, che dopo una qualifica straordinaria non è riuscito a trovare il ritmo giusto nell’ultima prova di giornata e ha terminato in 20ª posizione. Resta comunque una prova di grande valore per Filip, che ha saputo esprimersi da vero protagonista.

In finale Placci è tornato in parete per giocarsi tutto contro alcuni dei migliori interpreti al mondo della specialità. La competizione è stata durissima, selettiva, tirata fino all’ultimo movimento. Giovanni ha chiuso la sua prova con 32+, terminando all’8° posto, ma portando ancora una volta il tricolore nell’élite della Lead internazionale e confermando crescita, solidità e grande carattere.

Alla fine la palma della vittoria è andata a Neo Suzuki (già oro a Wujiang e argento a Praga) che, a pari punteggio con lo spagnolo Ginés Lopez, lo ha superato in virtù del miglior piazzamento in semifinale. A un solo movimento di distanza l’intramontabile Jakob Schubert, che a 35 anni è riuscito ancora a regalare un bellissimo podio al pubblico di casa.

Il prossimo appuntamento con il circuito di World Climbing Series Lead si svolgerà dal 10 al 12 luglio a Chamonix, decisivo per capire se qualche atleta sarà in grado di scalfire la prima posizione nel ranking del campione nipponico Suzuki.

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FASI - Arrampicata sportiva, due azzurri nella top 8 del circuito mondiale

di Napoli Magazine

22/06/2026 - 14:53

Un’ottima spedizione per la Nazionale italiana in questo impegnativo doppio appuntamento di World Climbing Series a Innsbruck: nella terza tappa dedicata alla Lead e nella quinta prova dedicata al Boulder tutti gli azzurri hanno dato l’anima sulle pareti austriache, ma tre atleti in particolare hanno regalato grandi emozioni a tutti gli spettatori presenti e ai tifosi collegati online.

Camilla Moroni ha lottato in finale fra le specialiste dei blocchi migliori del mondo, con continuità, lucidità e abilità tecnica e mentale, confermando ancora una volta di far parte di diritto della rosa delle protagoniste del circuito internazionale.

Filip Schenk nella qualifica Lead ha sbaragliato la concorrenza, tenendo dietro di lui persino il fenomeno Anraku, dimostrando di essere assolutamente al livello dei più temibili avversari, o meglio, di essere lui stesso un avversario temibile per tutti gli altri climber.

Infine Giovanni Placci ha regalato a tutti gli appassionati di arrampicata sportiva una favolosa escalation, con una qualifica di grande qualità, una semifinale grintosa e solida e una finale di cui andare orgoglioso, la sua 2° volta nella top 8 dopo Seoul 2025.

 

WORLD CLIMBING SERIES BOULDER

Le qualifiche Boulder maschili sono state ad altissima intensità, con protagonista indiscusso Anraku, ormai inamovibile dalla vetta, affiancato dallo statunitense Duffy. Alle loro spalle si sono piazzati il giapponese Amagasa e il coreano Chon, in una gara dal livello altissimo.

Gli azzurri Matteo Reusa e Luca Boldrini hanno lottato con determinazione sui blocchi austriaci, ma non sono riusciti a rientrare nella top 24 dei semifinalisti. Reusa ha chiuso la sua gara in 41ª posizione, mentre Boldrini ha terminato al 69° posto. A fine gara il dominatore assoluto si è confermato il campione giapponese Anraku, in un podio tutto orientale, con l’altro nipponico Kawamata sul secondo gradino e il coreano Lee sul terzo.

Nelle qualifiche Boulder grande prova di Camilla Moroni, in ottimo stato di forma: l’azzurra ha condotto una gara solidissima, chiudendo al 5° posto con 4 top (di cui 3 flash) e 1 zona, e ha conquistato il pass per la semifinale. Purtroppo si è chiuso in qualifica il cammino delle altre azzurre: Giorgia Tesio ha chiuso in 33° posizione, Francesca Matuella in 49° e Irina Daziano in 58°.

In semifinale Camilla ha realizzato una splendida prestazione, affrontando i blocchi con grinta, lucidità e grande concretezza. Ha chiuso in 2ª posizione, staccando con autorevolezza il pass per la sua seconda finale mondiale in questa stagione agonistica (dopo la finale di Madrid). Davanti a lei soltanto la statunitense Annie Sanders, mentre alle sue spalle hanno completato la top 8 la cinese Futaba Ito, l’australiana Oceania Mackenzie, la britannica Erin McNeice, la francese Oriane Bertone, l’israeliana Ayala Kerem e l’altra cinese Yuetong Zhang.

La Moroni è quindi tornata in parete per giocarsi il tutto per tutto nell’atto conclusivo della gara. La finale è stata davvero durissima, con blocchi estremamente sfidanti, che hanno permesso poche zone e pochissimi top (solo 4). L’azzurra ha chiuso al 7° posto, cercando con tutte le sue forze la chiave risolutiva di problemi estremamente complessi. La finale non le ha regalato il podio, ma ha confermato il suo altissimo livello: essere tra le migliori otto significa continuare a far parte dell’élite mondiale del Boulder.

Si è aggiudicata la vittoria la statunitense Sanders, argento anche nella Lead, mentre sul secondo gradino del podio è salita la britannica McNeice e sul terzo l’australiana Mackenzie.

La prossima tappa, che si disputerà a metà ottobre a Salt Lake City, sarà l’ultima del circuito e attribuirà gli ultimi punti disponibili per scalare posizioni nel ranking di Coppa assoluta. Al momento la classifica è dominata dalla McNeice, tallonata dalla Mackenzie. Al terzo posto l’asso pigliatutto Sanders, che, nonostante non abbia disputato la tappa di Alcobendas, insegue a brevissima distanza. L’azzurra Moroni al momento occupa una notevolissima 9° piazza.

 

WORLD CLIMBING SERIES LEAD

Le qualifiche della specialità di difficoltà sono state caratterizzate da temperature elevate e vie estremamente impegnative.

Nella gara femminile le nostre azzurre hanno dato tutto sulle pareti austriache, ma l’appuntamento con la semifinale è stato purtroppo rimandato: Viola Battistella e Savina Nicelli hanno chiuso a pari merito in 41ª posizione, mentre Valentina Arnoldi ha terminato la sua prova al 67° posto.

Fin dalle qualifiche si è posta in testa alla classifica l’inossidabile Janja Garnbret, che, rientrata dopo una pausa dalle competizioni, è andata a raccogliere il suo ennesimo oro mondiale. Argento per la sua papabile erede al trono, Annie Sanders, e bronzo per la coreana Chaehyun Seo.

Nelle qualifiche maschili, invece, è andato in scena un fantastico show di Filip Schenk, che ha sbaragliato la concorrenza, unico a realizzare 2 top, mentre il fenomeno Sorato Anraku è rimasto al suo inseguimento, così come lo sloveno Luka Potocar.

Splendida qualifica anche per Giovanni Placci, che ha conquistato la semifinale con il 10° posto. Sono rimasti invece di poco fuori dalla top 24 Ernesto Placci, 26°, e Andrea Ludovico Chelleris, 29°. Riccardo Vicentini e Giorgio Tomatis hanno chiuso rispettivamente in 44ª e in 45ª posizione.

In semifinale grande prova di Giovanni Placci: l’azzurro ha scalato con lucidità e determinazione, chiudendo in 4ª posizione con 46+ e conquistando un meritatissimo pass per la finale. Dopo le due semifinali di Wujiang e di Praga finalmente Placci è riuscito ad accedere alla sua seconda finale a livello mondiale, dopo l’esperienza di Seoul del 2025.

Davanti a lui soltanto Neo Suzuki, Alberto Ginés López e Sorato Anraku, in una competizione dal livello altissimo. A completare la top 8 anche Jakob Schubert, Putra Tri Ramadani, Adam Ondra e Luka Potocar.

Si è fermato invece in semifinale il cammino di Filip Schenk, che dopo una qualifica straordinaria non è riuscito a trovare il ritmo giusto nell’ultima prova di giornata e ha terminato in 20ª posizione. Resta comunque una prova di grande valore per Filip, che ha saputo esprimersi da vero protagonista.

In finale Placci è tornato in parete per giocarsi tutto contro alcuni dei migliori interpreti al mondo della specialità. La competizione è stata durissima, selettiva, tirata fino all’ultimo movimento. Giovanni ha chiuso la sua prova con 32+, terminando all’8° posto, ma portando ancora una volta il tricolore nell’élite della Lead internazionale e confermando crescita, solidità e grande carattere.

Alla fine la palma della vittoria è andata a Neo Suzuki (già oro a Wujiang e argento a Praga) che, a pari punteggio con lo spagnolo Ginés Lopez, lo ha superato in virtù del miglior piazzamento in semifinale. A un solo movimento di distanza l’intramontabile Jakob Schubert, che a 35 anni è riuscito ancora a regalare un bellissimo podio al pubblico di casa.

Il prossimo appuntamento con il circuito di World Climbing Series Lead si svolgerà dal 10 al 12 luglio a Chamonix, decisivo per capire se qualche atleta sarà in grado di scalfire la prima posizione nel ranking del campione nipponico Suzuki.