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Ginnastica artistica: Mondiali, Yumin Abbadini in top-15 nell'all-around maschile di Rotterdam
23.10.2026 20:05 di Napoli Magazine
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Il re del concorso generale individuale maschile è ancora Daiki Hashimoto. Il fuoriclasse giapponese conquista alla Rotterdam Ahoy il suo quarto titolo mondiale all-around, imponendosi con il punteggio di 85.998 e scrivendo un’altra pagina della storia della ginnastica artistica internazionale. Dopo i trionfi di Liverpool 2022, Anversa 2023 e Giacarta 2025, il campione nipponico completa un poker iridato che lo consolida al secondo posto nella graduatoria di tutti i tempi della specialità, alle spalle del leggendario connazionale Kohei Uchimura, primatista assoluto con sei titoli mondiali conquistati nel 2009, 2010, 2011, 2013, 2014 e 2015. Quattro successi consecutivi nelle edizioni disputate, a conferma di una supremazia che attraversa ormai due cicli olimpici. Alle spalle del vincitore si piazza il cinese Haonan Yang, medaglia d’argento con 84.199 punti, staccato di 1.799 dal giapponese. Il bronzo va al britannico Joe Fraser, che chiude a quota 83.531, mentre il russo Daniel Marinov rimane ai piedi del podio con 83.297, appena 234 millesimi dalla terza posizione. Una sfida serrata soprattutto per l’ultimo gradino del podio, in una finale che ha riunito i migliori 24 ginnasti emersi dalle qualificazioni. In casa Italia, riflettori puntati su Yumin Abbadini, unico rappresentante azzurro nella finale dei Superman dei grandi attrezzi GAM. L’aviere del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare, allenato da Alberto Busnari all’Accademia di via Ovada a Milano, conclude le sei rotazioni con 79.632 punti, confermando il tredicesimo posto con il quale aveva conquistato il suo accesso domenica scorsa, grazie al personale di 81.065. Il venticinquenne bergamasco inizia agli anelli con 12.700, prosegue al volteggio con 13.400 e alle parallele pari con 13.333, prima di affrontare la sbarra, l’attrezzo sul quale domenica 25 ottobre tornerà a competere per una medaglia iridata che manca alla FGI da Kitakyushu 2021, quando Nicola Bartolini si impose al corpo libero. Qui il tentativo di eseguire il Pegan non riesce come sperato e il suo esercizio si chiude a 12.333. L’azzurro ha però il merito di ritrovare immediatamente la concentrazione nelle ultime due rotazioni, ottenendo 13.766 al corpo libero e un convincente 14.100 al cavallo con maniglie, attrezzo conclusivo del suo giro. Un tredicesimo posto che conferma il valore espresso fin qui, pur lasciando qualche rimpianto per l’episodio alla sbarra, e che rappresenta un ulteriore passaggio di esperienza per un atleta che, malgrado passino gli anni e cambino i Codici dei Punteggi, è sempre al vertice della disciplina. Intervistato in mixed zone da Rai Sport, Abbadini analizza con lucidità la propria prestazione, senza nascondere il dispiacere per l’errore: «Non pienamente soddisfatto, insomma. Sono caduto purtroppo alla sbarra, però ci poteva stare. Ho provato a fare il salto Pegan, che ancora non ho avuto molte occasioni per provare in gara, quindi ci stava riprovarci oggi. Purtroppo non è andata bene». La reazione nelle ultime due rotazioni è uno degli aspetti più incoraggianti della sua finale a 24: «Sono contento comunque di essere riuscito a dare il massimo negli ultimi due attrezzi, reagendo bene allo sbaglio precedente». L’attenzione si sposta già sull’appuntamento di domenica, quando Yumin sarà nuovamente protagonista tra gli otto migliori specialisti mondiali alla sbarra. Anche la prova odierna, con tutte le sue difficoltà, può diventare un riferimento importante nella preparazione dell’appuntamento forse più atteso: «Sicuramente ho avuto un’altra occasione per testare questa sbarra e prendo un po’ l’errore come riferimento, in modo tale da ritrovarmelo domenica, quando conterà di più essere davvero perfetti, soprattutto a questi livelli». Infine, un commento sul protagonista assoluto della serata, Daiki Hashimoto, ammirato anche dai suoi stessi avversari. Alla domanda su quale impressione gli abbia fatto il quarto trionfo mondiale del giapponese, Abbadini risponde con poche parole, accompagnate da un sorriso: «È un alieno, è fortissimo. Senza parole». A tracciare il bilancio della gara è anche Busnari, tecnico di grande esperienza con quattro partecipazioni olimpiche all’attivo da ginnasta, che sottolinea soprattutto la continuità di rendimento del suo ragazzo. «Direi che è andata bene, perché quando si parla di un tredicesimo posto al mondo si parla comunque di un atleta di ottimo livello. La gara di oggi è stata positiva, nel senso che Yumin ha fatto il programma per il quale era preparato, fatta eccezione per la sbavatura alla sbarra, sul salto nuovo che sta presentando praticamente per la prima volta in questi Campionati del Mondo». L’errore sul Pegan, spiega Busnari, va letto anche alla luce di una precisa scelta tecnica, concordata con il ginnasta in prospettiva della finale di specialità. «A livello di strategia era una scelta in parte voluta. Avremmo potuto presentare un esercizio più ridotto e sicuro, ma non avrebbe avuto molto senso. La concorrenza ha raggiunto un livello stratosferico e, anche senza l’errore, probabilmente avremmo recuperato due o tre posizioni. Soprattutto, avevamo deciso insieme di riproporre la stessa sbarra delle qualificazioni, quella che gli ha permesso di entrare in finale e che presenterà domenica, proprio come un ulteriore allenamento in vista dell’appuntamento conclusivo». Busnari entra poi nel dettaglio dell’elemento che ha condizionato l’esercizio: «Ha fatto un ottimo tempo, ma ha sentito il salto un po’ lungo e ha deciso di staccare prima, arrivando leggermente corto. Credo però che sia tutta esperienza e speriamo che domenica possa mettere tutto in pratica al minimo dettaglio». Al di là dell’episodio, il giudizio dell’allenatore è decisamente positivo, soprattutto per la maturità agonistica dimostrata dal suo ginnasta. «L’atteggiamento di Yumin è stato molto, molto buono. Ha dimostrato per l’ennesima volta il grandissimo atleta di livello globale che è diventato. Ha raggiunto una maturazione importante, sono ormai diversi anni che si presenta sempre a questi livelli. E nonostante il mondo vada avanti, lui c’è sempre. Questa è la nota di maggiore soddisfazione della giornata». Una continuità che trova riscontro anche nel percorso di Abbadini, già undicesimo nel concorso generale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e protagonista di tre finali all-around mondiali, oltre al bronzo europeo a Rimini 2024.

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Ginnastica artistica: Mondiali, Yumin Abbadini in top-15 nell'all-around maschile di Rotterdam

di Napoli Magazine

23/10/2026 - 20:05

Il re del concorso generale individuale maschile è ancora Daiki Hashimoto. Il fuoriclasse giapponese conquista alla Rotterdam Ahoy il suo quarto titolo mondiale all-around, imponendosi con il punteggio di 85.998 e scrivendo un’altra pagina della storia della ginnastica artistica internazionale. Dopo i trionfi di Liverpool 2022, Anversa 2023 e Giacarta 2025, il campione nipponico completa un poker iridato che lo consolida al secondo posto nella graduatoria di tutti i tempi della specialità, alle spalle del leggendario connazionale Kohei Uchimura, primatista assoluto con sei titoli mondiali conquistati nel 2009, 2010, 2011, 2013, 2014 e 2015. Quattro successi consecutivi nelle edizioni disputate, a conferma di una supremazia che attraversa ormai due cicli olimpici. Alle spalle del vincitore si piazza il cinese Haonan Yang, medaglia d’argento con 84.199 punti, staccato di 1.799 dal giapponese. Il bronzo va al britannico Joe Fraser, che chiude a quota 83.531, mentre il russo Daniel Marinov rimane ai piedi del podio con 83.297, appena 234 millesimi dalla terza posizione. Una sfida serrata soprattutto per l’ultimo gradino del podio, in una finale che ha riunito i migliori 24 ginnasti emersi dalle qualificazioni. In casa Italia, riflettori puntati su Yumin Abbadini, unico rappresentante azzurro nella finale dei Superman dei grandi attrezzi GAM. L’aviere del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare, allenato da Alberto Busnari all’Accademia di via Ovada a Milano, conclude le sei rotazioni con 79.632 punti, confermando il tredicesimo posto con il quale aveva conquistato il suo accesso domenica scorsa, grazie al personale di 81.065. Il venticinquenne bergamasco inizia agli anelli con 12.700, prosegue al volteggio con 13.400 e alle parallele pari con 13.333, prima di affrontare la sbarra, l’attrezzo sul quale domenica 25 ottobre tornerà a competere per una medaglia iridata che manca alla FGI da Kitakyushu 2021, quando Nicola Bartolini si impose al corpo libero. Qui il tentativo di eseguire il Pegan non riesce come sperato e il suo esercizio si chiude a 12.333. L’azzurro ha però il merito di ritrovare immediatamente la concentrazione nelle ultime due rotazioni, ottenendo 13.766 al corpo libero e un convincente 14.100 al cavallo con maniglie, attrezzo conclusivo del suo giro. Un tredicesimo posto che conferma il valore espresso fin qui, pur lasciando qualche rimpianto per l’episodio alla sbarra, e che rappresenta un ulteriore passaggio di esperienza per un atleta che, malgrado passino gli anni e cambino i Codici dei Punteggi, è sempre al vertice della disciplina. Intervistato in mixed zone da Rai Sport, Abbadini analizza con lucidità la propria prestazione, senza nascondere il dispiacere per l’errore: «Non pienamente soddisfatto, insomma. Sono caduto purtroppo alla sbarra, però ci poteva stare. Ho provato a fare il salto Pegan, che ancora non ho avuto molte occasioni per provare in gara, quindi ci stava riprovarci oggi. Purtroppo non è andata bene». La reazione nelle ultime due rotazioni è uno degli aspetti più incoraggianti della sua finale a 24: «Sono contento comunque di essere riuscito a dare il massimo negli ultimi due attrezzi, reagendo bene allo sbaglio precedente». L’attenzione si sposta già sull’appuntamento di domenica, quando Yumin sarà nuovamente protagonista tra gli otto migliori specialisti mondiali alla sbarra. Anche la prova odierna, con tutte le sue difficoltà, può diventare un riferimento importante nella preparazione dell’appuntamento forse più atteso: «Sicuramente ho avuto un’altra occasione per testare questa sbarra e prendo un po’ l’errore come riferimento, in modo tale da ritrovarmelo domenica, quando conterà di più essere davvero perfetti, soprattutto a questi livelli». Infine, un commento sul protagonista assoluto della serata, Daiki Hashimoto, ammirato anche dai suoi stessi avversari. Alla domanda su quale impressione gli abbia fatto il quarto trionfo mondiale del giapponese, Abbadini risponde con poche parole, accompagnate da un sorriso: «È un alieno, è fortissimo. Senza parole». A tracciare il bilancio della gara è anche Busnari, tecnico di grande esperienza con quattro partecipazioni olimpiche all’attivo da ginnasta, che sottolinea soprattutto la continuità di rendimento del suo ragazzo. «Direi che è andata bene, perché quando si parla di un tredicesimo posto al mondo si parla comunque di un atleta di ottimo livello. La gara di oggi è stata positiva, nel senso che Yumin ha fatto il programma per il quale era preparato, fatta eccezione per la sbavatura alla sbarra, sul salto nuovo che sta presentando praticamente per la prima volta in questi Campionati del Mondo». L’errore sul Pegan, spiega Busnari, va letto anche alla luce di una precisa scelta tecnica, concordata con il ginnasta in prospettiva della finale di specialità. «A livello di strategia era una scelta in parte voluta. Avremmo potuto presentare un esercizio più ridotto e sicuro, ma non avrebbe avuto molto senso. La concorrenza ha raggiunto un livello stratosferico e, anche senza l’errore, probabilmente avremmo recuperato due o tre posizioni. Soprattutto, avevamo deciso insieme di riproporre la stessa sbarra delle qualificazioni, quella che gli ha permesso di entrare in finale e che presenterà domenica, proprio come un ulteriore allenamento in vista dell’appuntamento conclusivo». Busnari entra poi nel dettaglio dell’elemento che ha condizionato l’esercizio: «Ha fatto un ottimo tempo, ma ha sentito il salto un po’ lungo e ha deciso di staccare prima, arrivando leggermente corto. Credo però che sia tutta esperienza e speriamo che domenica possa mettere tutto in pratica al minimo dettaglio». Al di là dell’episodio, il giudizio dell’allenatore è decisamente positivo, soprattutto per la maturità agonistica dimostrata dal suo ginnasta. «L’atteggiamento di Yumin è stato molto, molto buono. Ha dimostrato per l’ennesima volta il grandissimo atleta di livello globale che è diventato. Ha raggiunto una maturazione importante, sono ormai diversi anni che si presenta sempre a questi livelli. E nonostante il mondo vada avanti, lui c’è sempre. Questa è la nota di maggiore soddisfazione della giornata». Una continuità che trova riscontro anche nel percorso di Abbadini, già undicesimo nel concorso generale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e protagonista di tre finali all-around mondiali, oltre al bronzo europeo a Rimini 2024.