Un torneo di grande tradizione a un passo dal centenario. L’Open de España presented by Madrid celebra, dall’8 all’11 ottobre, la 99ª edizione al Club de Campo Villa de Madrid, alla periferia della capitale spagnola, offrendo infatti motivi di interesse. Alla terz’ultima gara, prima dei due ricchi PlayOffs conclusivi, si compete per il prestigioso successo e per arrivare a diversi obiettivi con alcuni in scadenza nel Genesis Championship (22-25 ottobre, Corea del Sud). Dopo quell’evento, infatti, i primi 100 della Race to Dubai, avranno la ‘carta’ per il circuito 2027 e i migliori 70 il pass per il primo dei PlayOffs (Abu Dhabi Aldar Championship, 5-8 novembre). Senza dimenticare che sono in ballo le dieci ‘carte’ per il PGA Tour 2027 ai più in alto nel ranking non diversamente esenti e il titolo di numero uno in Europa.
Saranno in campo otto azzurri: Francesco Molinari, past winner nel 2012, Gregorio De Leo, Filippo Celli, Stefano Mazzoli, Guido Migliozzi, Matteo Manassero, Francesco Laporta e Renato Paratore.
Nel field di qualità figurano 14 tra i primi 20 della Race to Dubai, 19 vincitori stagionali e dodici membri della LIV Golf, la cui presenza in Europa da qualche tempo è numerosa visto il futuro incerto del loro tour.
Molto motivato lo statunitense Patrick Reed, numero uno, che proverà ad approfittare dell’assenza del nordirlandese Rory McIlroy, numero due, per dilatare il vantaggio, anche se poi tutto dipenderà dai PlayOffs dove il secondo proverà a divenire il numero uno d’Europa per l’ottava volta, la quinta consecutiva, ed eguagliare il record di Colin Montgomerie, ma vuole andare oltre e arrivare almeno ai sette allori di fila dello scozzese, primato che per anni è sembrato ineguagliabile. Ampio comunque il novero dei favoriti tra i quali ricordiamo lo spagnolo Eugenio Chacarra e il sudafricano Jayden Schaper, entrambi con due successi nel 2026 come Reed, e altri saliti una volta sul gradino più alto del podio come il tedesco Freddy Schott, l’austriaco Bernd Wiesberger, i sudafricani Thriston Lawrence e Michael Hollick, lo svedese Mikael Lindberg, il danese Jeff Winther e l’irlandese Shane Lowry, oltre a Mazzoli (suo il Corales Puntacana a luglio nella Repubblica Dominicana).
Discorso a parte per gli iberici che, oltre a Chacarra, schierano altri quattro in grado di prevalere: Nacho Elvira e tre atleti della Superlega araba, Jon Rahm, che ha fatto suo il torneo per tre volte, Sergio Garcia, vincitore nel 2002, e David Puig, che, come Elvira, si è imposto nell’anno. E ancora da seguire tra i membri della LIV Golf, il polacco Adrian Meronk, a segno nel precedente Alfred Dunhill Links, lo statunitense Bubba Watson, l’inglese Tyrrell Hatton e il belga Thomas Detry, per citare i più in forma. Il montepremi è di 3.750.000 dollari con prima moneta di 630.000 dollari.
Penge defender – Marco Penge, 28enne di Crawley, difende l’ultimo dei tre titoli conquistati sul circuito insieme a due sull’HotelPlanner Tour e a uno sul PGA EuroPro Tour. Ha giocato maggiormente sul PGA Tour, con due top ten e altrettante ne ha ottenute sul DP World Tour.
Gli azzurri – Gli italiani sono concentrati sull’ordine di merito. Attualmente andrebbero al primo dei PlayOffs De Leo (53°), Laporta (54°), che nel corso della manifestazione compirà 36 anni, Migliozzi (55°), Mazzoli (59°) e Molinari (66°), che naturalmente proveranno a salire ancora per assicurarsi la presenza anche all’ultimo evento al quale accederanno in 50 (DP World Tour, Dubai, 12-15 novembre). Hanno tre tornei e punti a disposizione per sperare Filippo Celli (81°) e Matteo Manassero (102°), che in primo luogo deve entrare entro i cento, stesso obiettivo di Paratore (143°), più lontano in classifica.
In palio un invito per il Masters e il The Open 2027 – L’Open de España metterà in palio un posto nel field del The Masters 2027 per il vincitore, mentre il primo classificato non altrimenti esente riceverà un invito per il The Open 2027.
La storia – L’Open de España, nato nel 1912 e giunto alla 99ª edizione, ha un albo d’oro dove figurano numerosi campioni, tra i quali gli spagnoli Severiano Ballesteros e il citato Jon Rahm autori di una tripletta. I plurivincitori sono 17 con una singolare caratteristica: a parte Rahm (2018, 2019, 2022), infatti, tutti hanno compiuto l’impresa prima dell’anno 2000. L’iberico potrà puntare alla quaterna e agganciare Mariano Provencio, che l’ha completata nel 1951, e Gabriel Gonzalez, che lo anticipò nel 1942. Se ci riuscirà potrà poi pensare in futuro alla cinquina, prerogativa del solo Angel de la Torre, ottenuta tra il 1916 e il 1925, record che resiste da 101 anni. Tra le triplette quella di Arnaud Massy e tra gli autori di una doppietta Peter Alliss, Dale Hayes e Bernhard Langer. Un solo successo italiano, come detto, firmato nel 2012 da Francesco Molinari, runner up nel 2015 al pari di Emanuele Canonica nel 2002.
Nell’occasione saranno in gara otto past winner: oltre a Penge, Rahm, Molinari e Garcia, giocheranno anche gli spagnoli Angel Hidalgo (2024) e Rafa Cabrera Bello (2021), l’inglese James Morrison (2015) e il sudafricano Thomas Aiken (2011).
La gara su Sky e in streaming su NOW – L’Open de España andrà in onda in diretta su Sky, canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 8 ottobre e venerdì 9, dalle ore 14 alle ore 19; sabato 10, dalle ore 13,30 alle ore 18; domenica 11, dalle ore 12,30 alle ore 17,30.
di Napoli Magazine
07/10/2026 - 16:06
Un torneo di grande tradizione a un passo dal centenario. L’Open de España presented by Madrid celebra, dall’8 all’11 ottobre, la 99ª edizione al Club de Campo Villa de Madrid, alla periferia della capitale spagnola, offrendo infatti motivi di interesse. Alla terz’ultima gara, prima dei due ricchi PlayOffs conclusivi, si compete per il prestigioso successo e per arrivare a diversi obiettivi con alcuni in scadenza nel Genesis Championship (22-25 ottobre, Corea del Sud). Dopo quell’evento, infatti, i primi 100 della Race to Dubai, avranno la ‘carta’ per il circuito 2027 e i migliori 70 il pass per il primo dei PlayOffs (Abu Dhabi Aldar Championship, 5-8 novembre). Senza dimenticare che sono in ballo le dieci ‘carte’ per il PGA Tour 2027 ai più in alto nel ranking non diversamente esenti e il titolo di numero uno in Europa.
Saranno in campo otto azzurri: Francesco Molinari, past winner nel 2012, Gregorio De Leo, Filippo Celli, Stefano Mazzoli, Guido Migliozzi, Matteo Manassero, Francesco Laporta e Renato Paratore.
Nel field di qualità figurano 14 tra i primi 20 della Race to Dubai, 19 vincitori stagionali e dodici membri della LIV Golf, la cui presenza in Europa da qualche tempo è numerosa visto il futuro incerto del loro tour.
Molto motivato lo statunitense Patrick Reed, numero uno, che proverà ad approfittare dell’assenza del nordirlandese Rory McIlroy, numero due, per dilatare il vantaggio, anche se poi tutto dipenderà dai PlayOffs dove il secondo proverà a divenire il numero uno d’Europa per l’ottava volta, la quinta consecutiva, ed eguagliare il record di Colin Montgomerie, ma vuole andare oltre e arrivare almeno ai sette allori di fila dello scozzese, primato che per anni è sembrato ineguagliabile. Ampio comunque il novero dei favoriti tra i quali ricordiamo lo spagnolo Eugenio Chacarra e il sudafricano Jayden Schaper, entrambi con due successi nel 2026 come Reed, e altri saliti una volta sul gradino più alto del podio come il tedesco Freddy Schott, l’austriaco Bernd Wiesberger, i sudafricani Thriston Lawrence e Michael Hollick, lo svedese Mikael Lindberg, il danese Jeff Winther e l’irlandese Shane Lowry, oltre a Mazzoli (suo il Corales Puntacana a luglio nella Repubblica Dominicana).
Discorso a parte per gli iberici che, oltre a Chacarra, schierano altri quattro in grado di prevalere: Nacho Elvira e tre atleti della Superlega araba, Jon Rahm, che ha fatto suo il torneo per tre volte, Sergio Garcia, vincitore nel 2002, e David Puig, che, come Elvira, si è imposto nell’anno. E ancora da seguire tra i membri della LIV Golf, il polacco Adrian Meronk, a segno nel precedente Alfred Dunhill Links, lo statunitense Bubba Watson, l’inglese Tyrrell Hatton e il belga Thomas Detry, per citare i più in forma. Il montepremi è di 3.750.000 dollari con prima moneta di 630.000 dollari.
Penge defender – Marco Penge, 28enne di Crawley, difende l’ultimo dei tre titoli conquistati sul circuito insieme a due sull’HotelPlanner Tour e a uno sul PGA EuroPro Tour. Ha giocato maggiormente sul PGA Tour, con due top ten e altrettante ne ha ottenute sul DP World Tour.
Gli azzurri – Gli italiani sono concentrati sull’ordine di merito. Attualmente andrebbero al primo dei PlayOffs De Leo (53°), Laporta (54°), che nel corso della manifestazione compirà 36 anni, Migliozzi (55°), Mazzoli (59°) e Molinari (66°), che naturalmente proveranno a salire ancora per assicurarsi la presenza anche all’ultimo evento al quale accederanno in 50 (DP World Tour, Dubai, 12-15 novembre). Hanno tre tornei e punti a disposizione per sperare Filippo Celli (81°) e Matteo Manassero (102°), che in primo luogo deve entrare entro i cento, stesso obiettivo di Paratore (143°), più lontano in classifica.
In palio un invito per il Masters e il The Open 2027 – L’Open de España metterà in palio un posto nel field del The Masters 2027 per il vincitore, mentre il primo classificato non altrimenti esente riceverà un invito per il The Open 2027.
La storia – L’Open de España, nato nel 1912 e giunto alla 99ª edizione, ha un albo d’oro dove figurano numerosi campioni, tra i quali gli spagnoli Severiano Ballesteros e il citato Jon Rahm autori di una tripletta. I plurivincitori sono 17 con una singolare caratteristica: a parte Rahm (2018, 2019, 2022), infatti, tutti hanno compiuto l’impresa prima dell’anno 2000. L’iberico potrà puntare alla quaterna e agganciare Mariano Provencio, che l’ha completata nel 1951, e Gabriel Gonzalez, che lo anticipò nel 1942. Se ci riuscirà potrà poi pensare in futuro alla cinquina, prerogativa del solo Angel de la Torre, ottenuta tra il 1916 e il 1925, record che resiste da 101 anni. Tra le triplette quella di Arnaud Massy e tra gli autori di una doppietta Peter Alliss, Dale Hayes e Bernhard Langer. Un solo successo italiano, come detto, firmato nel 2012 da Francesco Molinari, runner up nel 2015 al pari di Emanuele Canonica nel 2002.
Nell’occasione saranno in gara otto past winner: oltre a Penge, Rahm, Molinari e Garcia, giocheranno anche gli spagnoli Angel Hidalgo (2024) e Rafa Cabrera Bello (2021), l’inglese James Morrison (2015) e il sudafricano Thomas Aiken (2011).
La gara su Sky e in streaming su NOW – L’Open de España andrà in onda in diretta su Sky, canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 8 ottobre e venerdì 9, dalle ore 14 alle ore 19; sabato 10, dalle ore 13,30 alle ore 18; domenica 11, dalle ore 12,30 alle ore 17,30.