Andrea Abodi, ministro per lo Sport, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, interviene sul tema della violenza di genere: "Il filone di inchiesta sulla violenza di genere nel mondo dello sport, ci fa capire che lo sport non è immune da ciò che accade nella società. Lo sport non può da solo affrontare un tema così complesso ma sono convinto che nello sport, praticato in ogni impianto della nostra nazione, quella formazione possa avvenire" perché "in termini positivi può accompagnare la crescita della persona fin dall'infanzia" iniziando a capire "di non trattare la tutela delle atlete come capitolo separato ma come parte integrante" delle nostre attività. E in tal senso, "anche il servizio civile può essere un presidio di prevenzione e sostegno". "L'obiettivo è che ogni donna e ragazza possa vincere nello sport, praticarlo e farne la propria professione senza discriminazioni", conclude indicando "tre impegni": "un gruppo di lavoro sulle discriminazioni di genere; una verifica affinché gli obblighi di formazione non restino adempimenti formali ma siano percorsi seguiti da tecnici e dirigenti; lavorare sulla base delle indicazioni della Commissione per rafforzare i canali di segnalazione affinché alcun atleta possa non dover scegliere tra la propria carriera e la propria sicurezza".
di Napoli Magazine
29/09/2026 - 13:07
Andrea Abodi, ministro per lo Sport, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, interviene sul tema della violenza di genere: "Il filone di inchiesta sulla violenza di genere nel mondo dello sport, ci fa capire che lo sport non è immune da ciò che accade nella società. Lo sport non può da solo affrontare un tema così complesso ma sono convinto che nello sport, praticato in ogni impianto della nostra nazione, quella formazione possa avvenire" perché "in termini positivi può accompagnare la crescita della persona fin dall'infanzia" iniziando a capire "di non trattare la tutela delle atlete come capitolo separato ma come parte integrante" delle nostre attività. E in tal senso, "anche il servizio civile può essere un presidio di prevenzione e sostegno". "L'obiettivo è che ogni donna e ragazza possa vincere nello sport, praticarlo e farne la propria professione senza discriminazioni", conclude indicando "tre impegni": "un gruppo di lavoro sulle discriminazioni di genere; una verifica affinché gli obblighi di formazione non restino adempimenti formali ma siano percorsi seguiti da tecnici e dirigenti; lavorare sulla base delle indicazioni della Commissione per rafforzare i canali di segnalazione affinché alcun atleta possa non dover scegliere tra la propria carriera e la propria sicurezza".