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MILANO-CORTINA - Malagò sulle Paralimpiadi: "Dispiaciuti per il ritorno delle bandiere russe, ci saranno problemi"
03.03.2026 18:32 di Napoli Magazine
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In un'intervista rilasciata a La Stampa, il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, si è espresso così sul ritorno delle bandiere russe per le Paralimpiadi: "Siamo stupiti e dispiaciuti. La scelta porta a dei problemi, fino a dove non sappiamo. Ci sono elementi di complicazione che durante i Giochi non ci sono stati. Si aggiunge il conflitto in Medio Oriente e dire che tutto è sotto controllo sarebbe superficiale".

Oltre a questo, Malagò ha anche parlato dei tentativi di richiedere una tregua olimpica: "Non si può smettere di crederci. All'Onu abbiamo ricevuto un sostegno alla mozione senza precedenti, ho addirittura sperato che la Russia interrompesse le azioni militari, ai Giochi di Parigi avevano votato contro e stavolta no, mi ero permesso di immaginare uno spiraglio".

Sul regolamento che vieta l'esposizione di simboli politici: "C'è un regolamento che nasce in tempi ben più complessi di questi, con il muro, l'apartheid, i boicottaggi. È stato concepito per evitare che gli atleti personalizzassero cause, spesso condivise. Le stesse regole hanno ancora senso? Faremo delle valutazioni per capire se esiste una dinamica più elastica. Heraskevych è arrivato in Italia con la volontà di portare un messaggio coraggioso. Ma se la presidente del Cio gli dice di portarsi il casco dove vuole, al Villaggio, nelle conferenze stampa, nelle prove, ma non nella discesa in gara e lui rifiuta è evidente che c'è una strumentalizzazione".

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MILANO-CORTINA - Malagò sulle Paralimpiadi: "Dispiaciuti per il ritorno delle bandiere russe, ci saranno problemi"

di Napoli Magazine

03/03/2026 - 18:32

In un'intervista rilasciata a La Stampa, il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, si è espresso così sul ritorno delle bandiere russe per le Paralimpiadi: "Siamo stupiti e dispiaciuti. La scelta porta a dei problemi, fino a dove non sappiamo. Ci sono elementi di complicazione che durante i Giochi non ci sono stati. Si aggiunge il conflitto in Medio Oriente e dire che tutto è sotto controllo sarebbe superficiale".

Oltre a questo, Malagò ha anche parlato dei tentativi di richiedere una tregua olimpica: "Non si può smettere di crederci. All'Onu abbiamo ricevuto un sostegno alla mozione senza precedenti, ho addirittura sperato che la Russia interrompesse le azioni militari, ai Giochi di Parigi avevano votato contro e stavolta no, mi ero permesso di immaginare uno spiraglio".

Sul regolamento che vieta l'esposizione di simboli politici: "C'è un regolamento che nasce in tempi ben più complessi di questi, con il muro, l'apartheid, i boicottaggi. È stato concepito per evitare che gli atleti personalizzassero cause, spesso condivise. Le stesse regole hanno ancora senso? Faremo delle valutazioni per capire se esiste una dinamica più elastica. Heraskevych è arrivato in Italia con la volontà di portare un messaggio coraggioso. Ma se la presidente del Cio gli dice di portarsi il casco dove vuole, al Villaggio, nelle conferenze stampa, nelle prove, ma non nella discesa in gara e lui rifiuta è evidente che c'è una strumentalizzazione".