Verona respira l'aria dei Giochi. Con l'arrivo della fiamma olimpica la città scaligera ha offerto un'anteprima delle cerimonie di chiusura dei Giochi invernali e di quella di apertura delle Paralimpiadi, che saranno ospitate nell'Arena rispettivamente il 22 febbraio e il 6 marzo. Un momento storico culminato con la City Celebration in piazza Bra, proprio accanto all'Arena. La fiamma è entrata a Peschiera del Garda, uno dei siti Unesco, e poi ha toccato la Valpolicella. Tutti olimpionici i tre tedofori scelti dal Comune di Verona: la nuotatrice Federica Pellegrini (in attesa della seconda figlia), Fulvio Valbusa (oro a Lillehammer 1994 nella staffetta di sci nordico) e Sara Simeoni, ultimo tedoforo per l'accensione del braciere. "E' un grande onore - ha detto la medaglia d'oro nel salto in alto a Mosca 1980 -, lo spirito olimpico esprime sempre grande fascino ed emozione e ricordiamo che le Olimpiadi sono un evento planetario che coinvolge le famiglie". Tra i tedofori anche il ciclista Elia Viviani che ha ricevuto la fiaccola dalla moglie Elena Cecchini davanti alla Casa di Giulietta, simbolo per antonomasia di Verona città dell'amore resa immortale da William Shakespeare, e altri olimpionici come Paola Pezzo e Roberto Di Donna. Tra i tedofori anche la sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, ed il vice direttore artistico, Stefano Trespidi. Coinvolte le vie, le piazze e i ponti del centro, ma pure il colle di San Pietro che domina la città e Castelvecchio, dove campeggiano due grandi cinque cerchi olimpici davanti ai quali si fermano molti turisti per l'immancabile selfie. Momento di grande significato il passaggio della fiamma olimpica tra il palestinese Aziz Abu Sarah e l'israeliano Maoz Inon, i due attivisti già protagonisti del celebre abbraccio con Papa Francesco nell'evento "Arena di pace", il 18 maggio 2024, in occasione della visita del Pontefice a Verona. Davanti all'Arco dei Gavi l'incontro tra i due tedofori. "Due anni fa è stato il miglior giorno della mia vita per portare un messaggio di pace in Arena, insieme con il mio partner palestinese, lui è un mio fratello, mi dà ispirazione e ci consente di continuare il nostro viaggio per diffondere la pace tra la gente. Essere ancora qui è molto emozionante ed è un giorno molto eccitante", ha detto Aziz Abu Sarah. All'incontro tra i due tedofori israeliano e palestinese è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. "E' veramente un giorno speciale - ha aggiunto Maoz Inon -, i simboli di Palestina e Israele sono qui, ma l'obiettivo è quello di portare il messaggio di pace in tutto il mondo. Questo è un momento speciale per amplificare in tutto il mondo il messaggio di pace che era stato lanciato a Verona e dire alla gente che portando in giro questo simbolo contro le guerre, contro la disoccupazione e la povertà, è possibile raggiungere la pace in Terra Santa". "Nel giorno del passaggio della torcia olimpica - ha detto il sindaco di Verona, Damiano Tommasi - siamo onorati della presenza di questi due attivisti che con la loro esperienza e la loro storia stanno testimoniando che il dialogo è possibile e nonostante il dolore si può essere messaggeri di pace. Ci fa piacere che ci sia stata la possibilità di unire il loro messaggio a quello della tregua olimpica". E il Vescovo di Verona, Domenico Pompili, ha ribadito che "Verona aggiunge il sesto cerchio olimpico, quello della pace, perché lo sport storicamente è sempre stato collegato alla guerra con alterne vicende. Ma a me sembra che in questo tempo i Giochi olimpici devono rappresentare anche l'aspirazione a fare in modo che ci sia la possibilità di risolvere la violenza che è sempre presente in una forma diversa rispetto alla guerra". La giornata delle celebrazioni olimpiche a Verona si conclude con una serata istituzionale promossa da Coca-Cola (sponsor di Milano Cortina 2026) nella sede di Confindustria.
di Napoli Magazine
18/01/2026 - 18:33
Verona respira l'aria dei Giochi. Con l'arrivo della fiamma olimpica la città scaligera ha offerto un'anteprima delle cerimonie di chiusura dei Giochi invernali e di quella di apertura delle Paralimpiadi, che saranno ospitate nell'Arena rispettivamente il 22 febbraio e il 6 marzo. Un momento storico culminato con la City Celebration in piazza Bra, proprio accanto all'Arena. La fiamma è entrata a Peschiera del Garda, uno dei siti Unesco, e poi ha toccato la Valpolicella. Tutti olimpionici i tre tedofori scelti dal Comune di Verona: la nuotatrice Federica Pellegrini (in attesa della seconda figlia), Fulvio Valbusa (oro a Lillehammer 1994 nella staffetta di sci nordico) e Sara Simeoni, ultimo tedoforo per l'accensione del braciere. "E' un grande onore - ha detto la medaglia d'oro nel salto in alto a Mosca 1980 -, lo spirito olimpico esprime sempre grande fascino ed emozione e ricordiamo che le Olimpiadi sono un evento planetario che coinvolge le famiglie". Tra i tedofori anche il ciclista Elia Viviani che ha ricevuto la fiaccola dalla moglie Elena Cecchini davanti alla Casa di Giulietta, simbolo per antonomasia di Verona città dell'amore resa immortale da William Shakespeare, e altri olimpionici come Paola Pezzo e Roberto Di Donna. Tra i tedofori anche la sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, ed il vice direttore artistico, Stefano Trespidi. Coinvolte le vie, le piazze e i ponti del centro, ma pure il colle di San Pietro che domina la città e Castelvecchio, dove campeggiano due grandi cinque cerchi olimpici davanti ai quali si fermano molti turisti per l'immancabile selfie. Momento di grande significato il passaggio della fiamma olimpica tra il palestinese Aziz Abu Sarah e l'israeliano Maoz Inon, i due attivisti già protagonisti del celebre abbraccio con Papa Francesco nell'evento "Arena di pace", il 18 maggio 2024, in occasione della visita del Pontefice a Verona. Davanti all'Arco dei Gavi l'incontro tra i due tedofori. "Due anni fa è stato il miglior giorno della mia vita per portare un messaggio di pace in Arena, insieme con il mio partner palestinese, lui è un mio fratello, mi dà ispirazione e ci consente di continuare il nostro viaggio per diffondere la pace tra la gente. Essere ancora qui è molto emozionante ed è un giorno molto eccitante", ha detto Aziz Abu Sarah. All'incontro tra i due tedofori israeliano e palestinese è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. "E' veramente un giorno speciale - ha aggiunto Maoz Inon -, i simboli di Palestina e Israele sono qui, ma l'obiettivo è quello di portare il messaggio di pace in tutto il mondo. Questo è un momento speciale per amplificare in tutto il mondo il messaggio di pace che era stato lanciato a Verona e dire alla gente che portando in giro questo simbolo contro le guerre, contro la disoccupazione e la povertà, è possibile raggiungere la pace in Terra Santa". "Nel giorno del passaggio della torcia olimpica - ha detto il sindaco di Verona, Damiano Tommasi - siamo onorati della presenza di questi due attivisti che con la loro esperienza e la loro storia stanno testimoniando che il dialogo è possibile e nonostante il dolore si può essere messaggeri di pace. Ci fa piacere che ci sia stata la possibilità di unire il loro messaggio a quello della tregua olimpica". E il Vescovo di Verona, Domenico Pompili, ha ribadito che "Verona aggiunge il sesto cerchio olimpico, quello della pace, perché lo sport storicamente è sempre stato collegato alla guerra con alterne vicende. Ma a me sembra che in questo tempo i Giochi olimpici devono rappresentare anche l'aspirazione a fare in modo che ci sia la possibilità di risolvere la violenza che è sempre presente in una forma diversa rispetto alla guerra". La giornata delle celebrazioni olimpiche a Verona si conclude con una serata istituzionale promossa da Coca-Cola (sponsor di Milano Cortina 2026) nella sede di Confindustria.