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Pesi: Urso si dimette dal Consiglio Iwf 'folle e distruttivo'
17.10.2020 00:00 di Napoli Magazine

Arriva in tarda serata di ieri la drastica decisione di Antonio Urso, presidente Italiano ed Europeo di Pesistica, che si dimette 'con effetto immediato e irrevocabile' dal Consiglio Mondiale della Federazione Internazionale di Weightlifting. La scelta arriva in seguito alle "scellerate" scelte dell'Executive Board dell'IWF, ancora allo sbando dopo l'esclusione dell'ex Presidente Tamas Ajan, dimessosi dopo la messa in onda del documentario 'Secret Doping. Lord of the Lifters' del canale tv pubblico tedesco Ard, che aveva svelato le corruzioni, le sottrazioni economiche, le complicità e i controlli sul doping, dell'ex padre-padrone della pesistica mondiale. A questo era seguito il Rapporto McLaren, in gran parte basato sulle testimonianze e i dati riportati da Urso, che aveva svelato ufficialmente i misfatti di Ajan, della sua leadership autoritaria nell'IWF, dove è stato segretario generale e poi presidente per 44 anni. Solo negli ultimi tre giorni l'IWF ha avuto tre diversi leader (Ursula Papandrea, Intarat Yodbangtoey - durato solo 48 ore - e ora il britannico Mike Irani), e ha affrontato severe critiche da parte del Comitato Olimpico Internazionale, il cui Presidente Back una settimana fa ha messo in forse la presenza della Pesistica ai Giochi già a partire da Parigi 2024. Non solo: il Consiglio IWF è stato etichettato come "corrotto" dal presidente della sua stessa Commissione Atleti e ora ha perso uno dei suoi membri più rispettati, Antonio Urso. "Il motivo di questa scelta - scrive Urso nella mail inviata a tutti i membri dell'Executive Board - deriva dal fatto che non condivido più la linea politica di questo Consiglio, che mi sembra folle e distruttiva verso il futuro della Pesistica mondiale". Una scelta sicuramente forte quella di Urso che in questo modo intende dare un segnale al CIO, dal quale da tempo invoca una decisione forte per far sopravvivere la disciplina. "Ci ho riflettuto a lungo - afferma Urso - e questa era l'unica carta che avevo a disposizione per sensibilizzare il Comitato Olimpico Internazionale. Si sono raggiunti livelli ignobili".

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