Con l'eliminazione dagli Us Open di Stefanos Tsitsipas, per la prima volta in quasi 150 anni il rovescio a una sola mano non approda in semifinale in un torneo del Grande Slam. Si interrompe così una tradizione che risale alla prima edizione di Wimbledon nel 1877. Il greco era arrivato a due vittorie dalla semifinale quando ha affrontato l'americano Ben Shelton, testa di serie numero 8. Per Tsitsipas si trattava già del miglior risultato della carriera agli Us Open e della sua prima presenza negli ottavi di uno Slam dal Roland Garros 2024. "Ho una tradizione di 150 anni da salvare", aveva detto Tsitsipas prima del match che lo ha messo fuori gioco. Prima della sconfitta, il greco aveva scherzato sulla necessità di lanciare addirittura un movimento: "Vorrei lanciare qualcosa del tipo #KeepOneHanderAlive". E poi, nel dopo-partita: "È un colpo così tradizionale, così classico, sarebbe davvero un peccato perderlo". Sono in realtà pochissimi ormai i giocatori di altissimo livello che usano il rovescio a una mano. Prima di Tsitsipas, agli US Open ne erano rimasti in tabellone solo due: Lorenzo Musetti e Denis Shapovalov, quest'ultimo eliminato proprio da Shelton, mentre l'italiano era già uscito dal torneo. Oggi, secondo gli addetti ai lavori appena il 2-3 per cento dei professionisti continua a giocarlo, mentre negli anni Cinquanta era utilizzato dalla quasi totalita' dei giocatori. Le ragioni del declino sono soprattutto tecniche. Il tennis è oggi più veloce e potente, con servizi e risposte sempre più aggressivi e una quantità crescente di topspin. Il rovescio a due mani offre maggiore stabilità, permette di colpire meglio le palle alte e richiede meno tempo di preparazione. Quello a una mano, al contrario, necessita di grande anticipo, precisione e forza e lascia più vulnerabili soprattutto sulla risposta al servizio. È anche per questo che nelle accademie viene ormai insegnato quasi sistematicamente il rovescio a due mani ai bambini. Il risultato è che i grandi interpreti della versione classica stanno progressivamente scomparendo.
di Napoli Magazine
07/09/2026 - 16:41
Con l'eliminazione dagli Us Open di Stefanos Tsitsipas, per la prima volta in quasi 150 anni il rovescio a una sola mano non approda in semifinale in un torneo del Grande Slam. Si interrompe così una tradizione che risale alla prima edizione di Wimbledon nel 1877. Il greco era arrivato a due vittorie dalla semifinale quando ha affrontato l'americano Ben Shelton, testa di serie numero 8. Per Tsitsipas si trattava già del miglior risultato della carriera agli Us Open e della sua prima presenza negli ottavi di uno Slam dal Roland Garros 2024. "Ho una tradizione di 150 anni da salvare", aveva detto Tsitsipas prima del match che lo ha messo fuori gioco. Prima della sconfitta, il greco aveva scherzato sulla necessità di lanciare addirittura un movimento: "Vorrei lanciare qualcosa del tipo #KeepOneHanderAlive". E poi, nel dopo-partita: "È un colpo così tradizionale, così classico, sarebbe davvero un peccato perderlo". Sono in realtà pochissimi ormai i giocatori di altissimo livello che usano il rovescio a una mano. Prima di Tsitsipas, agli US Open ne erano rimasti in tabellone solo due: Lorenzo Musetti e Denis Shapovalov, quest'ultimo eliminato proprio da Shelton, mentre l'italiano era già uscito dal torneo. Oggi, secondo gli addetti ai lavori appena il 2-3 per cento dei professionisti continua a giocarlo, mentre negli anni Cinquanta era utilizzato dalla quasi totalita' dei giocatori. Le ragioni del declino sono soprattutto tecniche. Il tennis è oggi più veloce e potente, con servizi e risposte sempre più aggressivi e una quantità crescente di topspin. Il rovescio a due mani offre maggiore stabilità, permette di colpire meglio le palle alte e richiede meno tempo di preparazione. Quello a una mano, al contrario, necessita di grande anticipo, precisione e forza e lascia più vulnerabili soprattutto sulla risposta al servizio. È anche per questo che nelle accademie viene ormai insegnato quasi sistematicamente il rovescio a due mani ai bambini. Il risultato è che i grandi interpreti della versione classica stanno progressivamente scomparendo.