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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Il calcio vincerà quando non saremo più Kalidou"
30.12.2018 17:45 di Napoli Magazine

NAPOLI - Laddove Koulibaly, suo malgrado toglie, Milik suo merito dà e Mertens per suo prestigio, regala. Se infatti la mancanza di Kalidou pesa come un macigno, anzi due, tanti quanti sono stati i buchi della difesa del Napoli di cui il Bologna ospite in un San Paolo bello pieno, ha approfittato per metterla due volte in rete con gol fotocopia, Milik va in vantaggio e poi rimonta un gol dimostrando, con merito, a chi ne avesse ancora bisogno, la sua grande abilità in attacco, e il suo straordinario potenziale. A scongiurare l’anatema di una sconfitta ci pensa poi Dries con uno di quei tiri della speranza, o la va o la spacca, che se la va, si vince. È andata, ha segnato il 3-2 e si è vinto. Ma è una partita strana quella post Inter-Napoli, quella a tre giorni da una bruttissima sconfitta, in campo certo per il Napoli, ma sugli spalti e nella decisione dell’arbitro, per lo sport italiano. Che il Calcio nel bel paese tutto sia fuorché bello, oramai è consapevolezza consolidata. Lo si è visto a San Siro nel boxing day, lo si vede con certosina precisone quasi ad ogni giornata su certi campi, dove non si vince per merito ma per arbitrale bontà. Si sa. Eppur si gioca, per vincere, per stare bene tornando a casa, squadra, allenatore, società e tifosi, per sapere che si è fatto bene nonostante tutto e tutti. Ed è ciò che fa questo strano Napoli, orfano anche di Insigne e Marek e nella prima di ritorno anche di Allan. Insomma, sarà uno strano Napoli ma non per questo sarà un Napoli con meno voglia di vincere, anzi! Quella non passa e non passerà. Si chiude l’andata. Si pensa ora al ritorno. Si chiude anche un anno e si pensa al prossimo. E ciò che ci sia augura per l’anno che sta per arrivare è che nessuna tifoseria debba, come stasera, sentirsi Kalidou, difendere un giocatore dall’insulso odio razziale che nulla ha a che fare coi valori belli dello sport e del calcio. L’augurio è che non ci sia mai più l’occasione per essere tutti una sola persona, perché si possa invece essere ogni giorno ognuno se stesso, senza nessun bisogno di essere difesi, mai, che si tratti di un giocatore, di una squadra o di una città. Solo quel giorno, non una squadra, ma il calcio avrà vinto. Ecco, questo è l’augurio. E l’augurio è pure che magari si possa “anche” portare a casa un bel trofeo, che pure sarebbe cosa gradita. Intanto, forza Napoli. Sempre e comunque.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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