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VIDEO - La Campania resta in zona rossa, il presidente De Luca: "Criteri demenziali, la gente fa bene ad arrabbiarsi, esprimo solidarietà"
09.04.2021 18:59 di Napoli Magazine

Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha affermato nel corso della consueta diretta del venerdì su Facebook, come evidenziato da "Napoli Magazine": "Oggi si decide nel comitato tecnico scientifico rispetto ai colori delle Regioni. La Sardegna e la Val d'Aosta passeranno direttamente in zona rossa, poi abbiamo alcune regioni che passano in arancione e altre regioni che rimarranno in zona rossa. Bene, noi dobbiamo sapere che alcuni criteri scelti dal comitato tecnico nazionale sono criteri demenziali. I due elementi che misurano la gravità del contagio sonol'occupazione delle terapie intensive e il numero di persone decedute per Covid. Rispetto a questi due parametri, la regione Campania è all'avanguardia in Italia e tutta via c'è un altro parametro, l'indice di contagiosità. Stiamo parlando di demenzialità pura, ma si prenderanno decisioni sulla base di questi criteri demenziali e così noi oggi abbiamo come terapie intensive un'occupazione del 26%. L'Emilia Romagna del 48%, Friuli Venezia Giulia 46%, Lazio 42%, Lombardia 60%, Marche 57%, Piemonte 59%, Campania 26% e ci diranno che siamo in zona rossa. Posti di degenza ospedaliera occupati: Campania 37%, Emilia 49%, Friuli 47%, Lazio 50%, Lombardia 48%, Marche 56%, Piemonte 67%, Campania 37%. Vi do questi dati, primo, per sottolineare la demenzialità dei criteri scelti a livello nazionale; secondo, per rimarcare il fatto che in questa seconda ondata siamo riusciti a non chiudere i reparti ordinari. Usciremo anche dai colori. Ovviamente, quando abbiamo queste classificazioni, poi la gente si arrabbia e fa bene ad arrabbiarsi, fa male ad usare la violenza, ma fa bene ad arrabbiarsi, perchè se tu giri per una città e vedi tutta la gente che circola tranquillamente e poi si chiude il barbiere, si chiude il parrucchiere, il ristorante viene chiuso e così via, è chiaro che poi ti cominci ad innervosire. Perchè se si chiude tutto, si chiude tutto. Se ci sono i controlli delle forze dell'ordine, vale per tutti, ma se verifichi che l'Italia è abbandonata a se stessa e non c'è controllo su nulla, è chiaro che poi la gente si indigna. Mi pareva anche doveroso esprimere la solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rabbia e anche di rivolta, non di violenza, ma quelli che verificano delle disparità, delel disuguaglianze di trattamento, delle anomalie, delle cose demenziali che sono veramente difficili da tollerare. Se stanno tutti a passeggio e nessuno controlla neanche l'uso della mascherina io credo si possa garantire l'accesso in un teatro, in un museo, a metà dei posti disponibili, in un ristorante, con i controlli".

 

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