Partirà nelle prossime ore la nave Manisa Amelia, il primo cargo destinato a trasportare gli scarti dei materiali dragati a mare nello specchio antistante le acque di Bagnoli. La motonave, del gruppo armatoriale napoletano Manisa, è diretta al centro di trattamento e recupero “RC Ghent” nel porto di Ghent (Belgio).
“Vanno avanti le attività che restituiranno il mare ai napoletani - sottolinea il sindaco di Napoli e commissario straordinario per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana del sito di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio Gaetano Manfredi - abbiamo anticipato la bonifica dei fondali, attualmente in corso da parte di imprese specializzate, grazie all’America’s Cup 2027. Le operazioni di bonifica proseguiranno anche oltre le competizioni veliche. Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra diversi enti, il materiale dragato verrà conferito in Belgio via mare. Non ci sarà nessun intralcio alla mobilità del quartiere. Una promessa mantenuta, nell’ottica della sostenibilità ma anche per dare sollievo ai cittadini che tanto hanno sofferto per i trasporti via terra nelle ultime settimane”.
La complessa operazione tecnico-amministrativa, coordinata dalla Deme, capogruppo del RTI appaltatore delle opere a mare con Savarese ed Iterga, è stata resa possibile grazie alla proficua collaborazione istituzionale tra il Commissario Straordinario, la Regione Campania per gli aspetti legati alla notifica transfrontaliera, l’Autorità Portuale di Napoli, la Capitaneria di Porto di Napoli ed il Comando Generale delle capitanerie per gli aspetti legati alla sicurezza, alla navigazione e al trasporto di merci via nave, e i Gruppi Piloti e Ormeggiatori del Porto di Napoli per gli aspetti operativi portuali. Il programma dei lavori prevede che tale operazione venga ripetuta con trasporti periodici, fino al completamento delle operazioni di gestione e recupero dei sedimenti di bonifica. La quantità totale stimata è di oltre 100mila tonnellate, con lotti di spedizione di circa 7mila tonnellate per nave.
Il materiale dragato confluirà nelle 8 vasche da 2.500 m³ ciascuna, ubicate nelle aree di cantiere, dotate di impermeabilizzazione in HDPE e sistema di raccolta acque, per il deposito temporaneo di materiali drenati destinati al successivo carico sulla nave.
Nessun rifiuto pericoloso è emerso dalle analisi, allo stato; si tratta di sabbia (predominante), ghiaia, argilla, limo.
Per le attività di dragaggio, sono state messe in campo imprese specializzate nel settore, con una priorità: la sicurezza delle operazioni. Sono infatti in corso procedimenti di natura tecnica molto complessi come impiego di sistemi di rimozione selettivi ad elevata efficienza che trattengono il sedimento in fase di risalita e minimizzano torbidità. Sono utilizzati sistemi GPS e software di controllo per garantire la massima precisione dell’escavo e la costanza della quota finale.
Quanto alla sicurezza, esistono diverse misure di confinamento e controllo della torbidità, con apposite barriere (silt curtains e bubble screen) e monitoraggi in continuo in corrispondenza dei recettori più sensibili, con registrazione dei valori di torbidità collegati con procedure di sospensione dei lavori in caso di superamento delle soglie.
di Napoli Magazine
08/06/2026 - 19:02
Partirà nelle prossime ore la nave Manisa Amelia, il primo cargo destinato a trasportare gli scarti dei materiali dragati a mare nello specchio antistante le acque di Bagnoli. La motonave, del gruppo armatoriale napoletano Manisa, è diretta al centro di trattamento e recupero “RC Ghent” nel porto di Ghent (Belgio).
“Vanno avanti le attività che restituiranno il mare ai napoletani - sottolinea il sindaco di Napoli e commissario straordinario per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana del sito di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio Gaetano Manfredi - abbiamo anticipato la bonifica dei fondali, attualmente in corso da parte di imprese specializzate, grazie all’America’s Cup 2027. Le operazioni di bonifica proseguiranno anche oltre le competizioni veliche. Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra diversi enti, il materiale dragato verrà conferito in Belgio via mare. Non ci sarà nessun intralcio alla mobilità del quartiere. Una promessa mantenuta, nell’ottica della sostenibilità ma anche per dare sollievo ai cittadini che tanto hanno sofferto per i trasporti via terra nelle ultime settimane”.
La complessa operazione tecnico-amministrativa, coordinata dalla Deme, capogruppo del RTI appaltatore delle opere a mare con Savarese ed Iterga, è stata resa possibile grazie alla proficua collaborazione istituzionale tra il Commissario Straordinario, la Regione Campania per gli aspetti legati alla notifica transfrontaliera, l’Autorità Portuale di Napoli, la Capitaneria di Porto di Napoli ed il Comando Generale delle capitanerie per gli aspetti legati alla sicurezza, alla navigazione e al trasporto di merci via nave, e i Gruppi Piloti e Ormeggiatori del Porto di Napoli per gli aspetti operativi portuali. Il programma dei lavori prevede che tale operazione venga ripetuta con trasporti periodici, fino al completamento delle operazioni di gestione e recupero dei sedimenti di bonifica. La quantità totale stimata è di oltre 100mila tonnellate, con lotti di spedizione di circa 7mila tonnellate per nave.
Il materiale dragato confluirà nelle 8 vasche da 2.500 m³ ciascuna, ubicate nelle aree di cantiere, dotate di impermeabilizzazione in HDPE e sistema di raccolta acque, per il deposito temporaneo di materiali drenati destinati al successivo carico sulla nave.
Nessun rifiuto pericoloso è emerso dalle analisi, allo stato; si tratta di sabbia (predominante), ghiaia, argilla, limo.
Per le attività di dragaggio, sono state messe in campo imprese specializzate nel settore, con una priorità: la sicurezza delle operazioni. Sono infatti in corso procedimenti di natura tecnica molto complessi come impiego di sistemi di rimozione selettivi ad elevata efficienza che trattengono il sedimento in fase di risalita e minimizzano torbidità. Sono utilizzati sistemi GPS e software di controllo per garantire la massima precisione dell’escavo e la costanza della quota finale.
Quanto alla sicurezza, esistono diverse misure di confinamento e controllo della torbidità, con apposite barriere (silt curtains e bubble screen) e monitoraggi in continuo in corrispondenza dei recettori più sensibili, con registrazione dei valori di torbidità collegati con procedure di sospensione dei lavori in caso di superamento delle soglie.