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A PADOVA - Il padre di Giulia Cecchettin ai funerali: "La sua morte sia la spinta per cambiare"
05.12.2023 18:14 di Napoli Magazine

Una folla commossa ha salutato il feretro di Giulia Cecchettin al termine dei funerali celebrati nella Basilica di Santa Giustina a Padova. Migliaia di persone all'interno e all'esterno della basilica si sono strette al dolore della famiglia della ventiduenne uccisa dal fidanzato Filippo Turetta. "Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme contro la violenza, che la sua morte sia la spinta per cambiare", il messaggio letto di papà Gino in chiesa. Tanti i giovani e gli studenti presenti. Un forte applauso, grida, campanelli e chiavi scosse verso il cielo hanno salutato la bara bianca al termine del rito funebre. Un applauso e palloncini bianchi a forma di cuore hanno salutato l'uscita del feretro di Giulia anche dalla chiesa di Saonara dove si è tenuta la parte privata della cerimonia funebre. Gino Cecchettin - stretto ai figli Elena, in lacrime, e Davide - ha atteso che il feretro entrasse nel mezzo funebre e a piedi si è diretto verso il cimitero dove Giulia sarà sepolta vicino alla madre, scomparsa un anno fa. "Guardo il cielo e ti vedo in mezzo alle stelle, che fai a metà di un gelato con la mamma. Prima o poi ci rivedremo, lo prometto, ma fino a quel momento so che sarai con me, perché sei il mio angelo custode, perché in fin dei conti lo sei sempre stato". E' il saluto di Elena alla sorella.

 

"Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme contro la violenza, che la sua morte sia la spinta per cambiare". Questo l'auspicio di Gino Cecchettin durante il suo messaggio. "Mia figlia Giulia era proprio come l'avete conosciuta, una giovane donna straordinaria, allegra e vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma.", ha aggiunto. "Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita donne, vittime di coloro che avrebbero dovuto amarle; invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere la loro libertà, prima di perdere anche la vita. Come può accadere tutto questo. Com'è può essere successo a Giulia?". "Ci sono tante responsabilità - ha detto - ma quella educativa coinvolge tutti. Mi rivolgo per primi agli uomini: per primi dobbiamo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere". E infine ha aggiunto: "Cara Giulia è il momento di lasciarti andare, salutaci la mamma. Impareremo a danzare sotto la pioggia. Grazie per questi 22 anni". Un lungo applauso ha accolto la fine del saluto di Gino Cecchettin. Una volta arrivato al banco della prima fila, ha abbracciato e stretto forte i due figli.

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