Luiz Inácio Lula da Silva, presidente del Brasile, ha commentato la lunga riunione avuta alla Casa Bianca con il presidente americano Donald Trump, definendola "importante per il Brasile e importante per gli Stati Uniti": "Esco da qui con la convinzione che abbiamo compiuto un passo importante nel consolidamento della storica relazione democratica tra Brasile e Stati Uniti - ha dichiarato all'ambasciata brasiliana di Washington -. Brasilia e Washington possono davvero servire da esempio al mondo. È importante che gli Stati Uniti tornino a interessarsi al Brasile". Lula ha criticato "l'unilateralismo messo in pratica attraverso i dazi del presidente Trump", ma ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro bilaterale per affrontare le controversie commerciali: "Chi avrà torto dovrà cedere. Se dovremo cedere noi, cederemo; se dovranno cedere loro, cederanno loro". Sul contrasto al narcotraffico, Lula ha difeso un approccio multilaterale: "Non sarà l'egemonia di un singolo Paese a combattere il crimine organizzato". Ha inoltre ricordato che "parte delle armi che arrivano in Brasile proviene dagli Stati Uniti" e che esistono "attività di riciclaggio di denaro anche in Stati americani". Ampio spazio anche ai minerali critici e alle terre rare, definiti da Lula "una questione di sovranità nazionale". Il presidente ha invitato aziende americane, cinesi ed europee a investire in Brasile senza preclusioni geopolitiche: "Non abbiamo veti. L'unica cosa a cui non rinunciamo è la nostra democrazia e la nostra sovranità". In chiusura del suo intervento e prima delle domande della stampa, Lula ha raccontato con ironia uno scambio con Trump sui Mondiali di calcio: "Gli ho detto: spero che non annulli il visto alla nazionale brasiliana, perché verremo qui per vincere la Coppa del Mondo. E lui ha riso".
di Napoli Magazine
07/05/2026 - 22:29
Luiz Inácio Lula da Silva, presidente del Brasile, ha commentato la lunga riunione avuta alla Casa Bianca con il presidente americano Donald Trump, definendola "importante per il Brasile e importante per gli Stati Uniti": "Esco da qui con la convinzione che abbiamo compiuto un passo importante nel consolidamento della storica relazione democratica tra Brasile e Stati Uniti - ha dichiarato all'ambasciata brasiliana di Washington -. Brasilia e Washington possono davvero servire da esempio al mondo. È importante che gli Stati Uniti tornino a interessarsi al Brasile". Lula ha criticato "l'unilateralismo messo in pratica attraverso i dazi del presidente Trump", ma ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro bilaterale per affrontare le controversie commerciali: "Chi avrà torto dovrà cedere. Se dovremo cedere noi, cederemo; se dovranno cedere loro, cederanno loro". Sul contrasto al narcotraffico, Lula ha difeso un approccio multilaterale: "Non sarà l'egemonia di un singolo Paese a combattere il crimine organizzato". Ha inoltre ricordato che "parte delle armi che arrivano in Brasile proviene dagli Stati Uniti" e che esistono "attività di riciclaggio di denaro anche in Stati americani". Ampio spazio anche ai minerali critici e alle terre rare, definiti da Lula "una questione di sovranità nazionale". Il presidente ha invitato aziende americane, cinesi ed europee a investire in Brasile senza preclusioni geopolitiche: "Non abbiamo veti. L'unica cosa a cui non rinunciamo è la nostra democrazia e la nostra sovranità". In chiusura del suo intervento e prima delle domande della stampa, Lula ha raccontato con ironia uno scambio con Trump sui Mondiali di calcio: "Gli ho detto: spero che non annulli il visto alla nazionale brasiliana, perché verremo qui per vincere la Coppa del Mondo. E lui ha riso".