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NEWS - Decreto sicurezza: triangolazione Colle-Palazzo Chigi-Camera, spunta un emendamento di modifica
20.04.2026 21:42 di Napoli Magazine
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Il governo, a quanto si apprende, starebbe lavorando ad un ventaglio di ipotesi per superare l'impasse con il Quirinale sul decreto sicurezza. In ambienti della maggioranza si ragiona anche su un emendamento di modifica alla norma sugli avvocati e gli incentivi per i rimpatri, una soluzione su cui starebbero lavorando anche gli uffici del ministro per i rapporti con il parlamento Ciriani. Una soluzione che comporterebbe l'automatico ritorno del provvedimento al Senato per una terza lettura dopo il via libera di Montecitorio. I tempi tecnici, si ragiona in ambienti del governo, ci sarebbero con la possibilità di votare il provvedimento con l'emendamento in questione alla Camera entro giovedì e chiudere la partita al Senato entro sabato 25, il giorno in cui il decreto decadrebbe senza il varo definitivo del Parlamento.

Ma sul tappeto ci sarebbe anche l'ipotesi di un nuovo decreto che si limiterebbe ad abrogare la norma contenuta nel provvedimento sulla sicurezza, e la possibilità di lavorare attraverso decreti attuativi. L'Esecutivo è in diretta e continua interlocuzione con il Colle e Montecitorio su questo argomento. E di queste ipotesi dovrebbe aver parlato Alfredo Mantovano nell'incontro avuto con il capo dello Stato in giornata. La situazione è in itinere e in commissione si attendono le decisioni finali dell'esecutivo per procedere poi con una seduta notturna.

Resta alta l'attenzione - e l'attesa - del Colle sulla norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei Paesi d'origine.

Da giorni è attivo il faro del Quirinale su una norma che ha provocato l'allarme delle opposizioni e rilievi critici di alcuni costituzionalisti. Il presidente - si osserva - parla per atti e quando la norma arriverà sul suo tavolo deciderà se firmarlo, se rinviarlo alle Camere o se firmarlo con una lettera.

L'impressione è che la soluzione individuata dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, di affidare la soluzione ad un ordine del giorno sul tema non possa essere sufficiente. Difficilmente il presidente potrebbe firmare questo testo senza modifiche. Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile pena la decadenza.

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NEWS - Decreto sicurezza: triangolazione Colle-Palazzo Chigi-Camera, spunta un emendamento di modifica

di Napoli Magazine

20/04/2026 - 21:42

Il governo, a quanto si apprende, starebbe lavorando ad un ventaglio di ipotesi per superare l'impasse con il Quirinale sul decreto sicurezza. In ambienti della maggioranza si ragiona anche su un emendamento di modifica alla norma sugli avvocati e gli incentivi per i rimpatri, una soluzione su cui starebbero lavorando anche gli uffici del ministro per i rapporti con il parlamento Ciriani. Una soluzione che comporterebbe l'automatico ritorno del provvedimento al Senato per una terza lettura dopo il via libera di Montecitorio. I tempi tecnici, si ragiona in ambienti del governo, ci sarebbero con la possibilità di votare il provvedimento con l'emendamento in questione alla Camera entro giovedì e chiudere la partita al Senato entro sabato 25, il giorno in cui il decreto decadrebbe senza il varo definitivo del Parlamento.

Ma sul tappeto ci sarebbe anche l'ipotesi di un nuovo decreto che si limiterebbe ad abrogare la norma contenuta nel provvedimento sulla sicurezza, e la possibilità di lavorare attraverso decreti attuativi. L'Esecutivo è in diretta e continua interlocuzione con il Colle e Montecitorio su questo argomento. E di queste ipotesi dovrebbe aver parlato Alfredo Mantovano nell'incontro avuto con il capo dello Stato in giornata. La situazione è in itinere e in commissione si attendono le decisioni finali dell'esecutivo per procedere poi con una seduta notturna.

Resta alta l'attenzione - e l'attesa - del Colle sulla norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei Paesi d'origine.

Da giorni è attivo il faro del Quirinale su una norma che ha provocato l'allarme delle opposizioni e rilievi critici di alcuni costituzionalisti. Il presidente - si osserva - parla per atti e quando la norma arriverà sul suo tavolo deciderà se firmarlo, se rinviarlo alle Camere o se firmarlo con una lettera.

L'impressione è che la soluzione individuata dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, di affidare la soluzione ad un ordine del giorno sul tema non possa essere sufficiente. Difficilmente il presidente potrebbe firmare questo testo senza modifiche. Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile pena la decadenza.