Il divieto dei social network ai minori di 15 anni, misura voluta fortemente dal presidente francese Emmanuel Macron, è stata bocciata dal Consiglio costituzionale.
I "Saggi" del Consiglio costituzionale hanno ritenuto che questa misura rappresenti "una violazione sproporzionata della libertà di espressione" dei minori.
La massima istituzione giurisdizionale era stata chiamata in causa a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise sull'articolo 1 della legge che mira a proteggere i minorenni dall'influsso e dai fenomeni di dipendenza dai social. I giudici hanno ritenuto che questa disposizione "viola in modo improprio, non necessario e sproporzionato" la libertà d'espressione e di comunicazione dei minorenni.
Pur riconoscendo "l'esigenza costituzionale della protezione dell'interesse superiore del minore", i giudici insistono sul fatto che questo divieto così ampio "si applicherebbe a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono appurati".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, appresa la decisione del Consiglio costituzionale di bocciare alcune parti della legge adottata dal parlamento che vieta i social network ai minori di 15 anni, ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della legge per arrivare ad una soluzione "entro la primavera 2027". Lo ha fatto sapere l'Eliseo.
di Napoli Magazine
14/08/2026 - 15:56
Il divieto dei social network ai minori di 15 anni, misura voluta fortemente dal presidente francese Emmanuel Macron, è stata bocciata dal Consiglio costituzionale.
I "Saggi" del Consiglio costituzionale hanno ritenuto che questa misura rappresenti "una violazione sproporzionata della libertà di espressione" dei minori.
La massima istituzione giurisdizionale era stata chiamata in causa a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise sull'articolo 1 della legge che mira a proteggere i minorenni dall'influsso e dai fenomeni di dipendenza dai social. I giudici hanno ritenuto che questa disposizione "viola in modo improprio, non necessario e sproporzionato" la libertà d'espressione e di comunicazione dei minorenni.
Pur riconoscendo "l'esigenza costituzionale della protezione dell'interesse superiore del minore", i giudici insistono sul fatto che questo divieto così ampio "si applicherebbe a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono appurati".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, appresa la decisione del Consiglio costituzionale di bocciare alcune parti della legge adottata dal parlamento che vieta i social network ai minori di 15 anni, ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della legge per arrivare ad una soluzione "entro la primavera 2027". Lo ha fatto sapere l'Eliseo.