Anno XX n° 23
sabato 3 giugno 2023, ore
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NEWS - Migranti, UE: spunta l'ipotesi di quote massime nazionali
26.05.2023 20:24 di Napoli Magazine

I 27 Paesi dell'Ue stanno lavorando per arrivare a un accordo sul nuovo Patto sui migranti. Uno dei principi cardine sarebbe quello d'istituire una formula, calcolata sulla base di dati oggettivi e condivisi, per definire "la capacità adeguata" di ogni Paese nell'ospitare i migranti (e la relativa applicazione delle "procedure di frontiera" d'identificazione). A questo meccanismo dinamico, che terrebbe in conto i flussi d'ingresso e di uscita, si affiancherebbe "un tetto annuale". Quote e soglie sarebbero funzionali a far scattare gli interventi di "solidarietà obbligatoria" da parte degli altri Stati.

 

 

Il principio - sottolineano fonti diplomatiche - è ancora "oggetto di discussione" ai tavoli negoziali e rientra nel metodo di lavoro concordato tra i 27 secondo cui "nulla è deciso sinché tutto è deciso". Anche perché il Patto sulla migrazione è un mosaico molto complesso composto da varie tessere legislative, come direttive, raccomandazioni e regolamenti.

 

Si lavora per rendere obbligatorio il "principio di solidarietà" Una bozza di mediazione proposta dalla presidenza indica chiaramente che è necessario "raffinare ulteriormente l'equilibrio tra solidarietà e responsabilità" e che "si deve tenere conto della particolare posizione geografica degli Stati membri di frontiera". Il testo ad ogni modo esclude che i ricollocamenti saranno mai resi "obbligatori", benché siano previsti tra le misure di solidarietà insieme ai "contributi finanziari" e a non meglio precisati "altri interventi". Come ha già precisato la presidenza svedese, infatti, si lavora per rendere obbligatorio "il principio di solidarietà" e non una misura a favore di un'altra.
 

I negoziati - precisa una fonte diplomatica - procedono serrati per arrivare al prossimo Consiglio Affari Interni - previsto l'8 giugno in Lussemburgo - con una posizione il più possibile condivisa, in modo da centrare l'obiettivo di chiudere il mandato negoziale del Consiglio e poter avviare il trilogo con Commissione e Parlamento, perlomeno sulla parte che riguarda la gestione dell'asilo e della migrazione.

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