“A ben due anni e mezzo da quell’infausto 31 agosto 2023 non ha preso il via nemmeno nella giornata del 19 gennaio, come inizialmente previsto, il procedimento a carico di Andrea Leombruni, rinviato a giudizio con l’accusa di aver ucciso l’orsa Amarena, con l’aggravante della crudeltà, e di aver esploso colpi d’arma da fuoco in luogo abitato. Superati i vizi procedurali mi auguro che il processo possa iniziare quanto prima: abbiamo atteso anche troppo che venga fatta giustizia”.
A dirlo l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, commentando la rinnovazione degli atti nel processo per l’uccisione dell’orsa Amarena disposta dal giudice del Tribunale di Avezzano.
“Leidaa - aggiunge - resta parte civile e continuerà a chiedere che sia punito il responsabile di una morte che ha colpito l’ormai ridottissima popolazione di orsi marsicani e, per la sua intrinseca gravità e le modalità dell’esecuzione, ha destato l’indignazione dell’opinione pubblica”.
di Napoli Magazine
19/01/2026 - 16:56
“A ben due anni e mezzo da quell’infausto 31 agosto 2023 non ha preso il via nemmeno nella giornata del 19 gennaio, come inizialmente previsto, il procedimento a carico di Andrea Leombruni, rinviato a giudizio con l’accusa di aver ucciso l’orsa Amarena, con l’aggravante della crudeltà, e di aver esploso colpi d’arma da fuoco in luogo abitato. Superati i vizi procedurali mi auguro che il processo possa iniziare quanto prima: abbiamo atteso anche troppo che venga fatta giustizia”.
A dirlo l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, commentando la rinnovazione degli atti nel processo per l’uccisione dell’orsa Amarena disposta dal giudice del Tribunale di Avezzano.
“Leidaa - aggiunge - resta parte civile e continuerà a chiedere che sia punito il responsabile di una morte che ha colpito l’ormai ridottissima popolazione di orsi marsicani e, per la sua intrinseca gravità e le modalità dell’esecuzione, ha destato l’indignazione dell’opinione pubblica”.