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ATTUALITÀ
ROTARY - La migrazione climatica, al Circolo Posillipo la conferenza della Consulente ONU Angelica De Vito
09.12.2022 18:35 di Napoli Magazine

E’ ormai cronaca di tutti i giorni il resoconto dei danni provocati dai cambiamenti climatici. A parlarne, al Circolo Posillipo, alla convention Migrazione climatica tra diritti umani e diritti ambientali del Rotary Napoli Ovest, la Consulente ONU Angelica De Vito per denunciare i gravi problemi che incidono sull'ambiente in modo spesso irreversibile. Angelica De Vito, napoletana di Scampia, classe 1995, dopo a laurea in Giurisprudenza presso la Federico II, e un Master in Comparative and International Dispute Resolution alla Queen Mary University di Londra ed un Master in Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani presso la SIOI, ricopre il ruolo di Adviser per la Missione Permanente in Costa Rica per le Nazioni Unite: “Ognuno deve fare la sua parte, soprattutto i giovani! - ha esordito la De Vito - Dobbiamo impegnarci per scuotere le coscienze di noi abitanti di questo pianeta.” “Come Posillipo – ha ribadito il Presidente Aldo Campagnola - siamo in prima linea, in quanto praticando gli sport del mare, dedichiamo rispetto all’ambiente che ci circonda”.

 

Dal canto suo il Presidente del Rotary Ovest, Ciro Imbimbo, ha aggiunto: “I rifugiati climatici non li conosce nessuno! Non hanno uno stato giuridico. Anche in Italia, dopo quello che è successo nelle Marche, stiamo assistendo a migrazioni di persone da una regione all’altra a cui garantire dei diritti.” “Il cambiamento climatico sta accelerando in modo vertiginoso! – ha affermato la De Vito – Bisogna averne consapevolezza per rallentarne il processo che sembra inarrestabile.”. Nel 2019 l'un percento della Terra è stato dichiarato inabitabile, e tra il 2008 e il 2018 circa 26 milioni di persone sono state costrette a spostarsi, per mancanza di cibo e acqua e per la diffusione di malattie rare. “Quindi parliamo di diritti fondamentali! – ha detto la Consigliera ONU – Che i rifugiati climatici perdono! La Convenzione di Ginevra del 51 collega il termine rifugiato alle guerre, alle violenze e alle persecuzioni ma non al clima. I rifugiati climatici sono quelli che, a causa dei cambiamenti climatici, sono costretti a spostarsi per l’impossibilità di una vita normale.

 

Mentre il secondo tema, quello del clima va collocato in modo appropriato, in quanto il problema è la velocità del cambiamento che riguarda tutti noi. Per tempo atmosferico si intende una variazione, anche abbastanza ampia nel breve periodo; mentre il clima dovrebbe riguardare il lungo periodo. In altre parole, se una differenza di dieci gradi centigradi in una giornata ci può sembrare anche quasi normale, una differenza di dieci gradi centigradi in tre, quattro, cinque anni: questo ci deve preoccupare. Un altro punto che vorrei sottolineare è la vaghezza dei termini che vengono utilizzati e che affollano le pagine dei giornali.

 

Il primo è il riscaldamento globale, un’espressione inadeguata che ci fa pensare a un mondo che brucia, invece dovremmo pensare a quella serie di energie che vengono rilasciate in natura e che possono creare zone del mondo estremamente calde ed altre estremamente fredde, con alluvioni sempre più mature e in agguato. Il cambiamento climatico è una categoria di ampio respiro, che riguarda tutta una serie di fenomeni che sono legati alle variazioni di lungo periodo e tra questi, ovviamente, rientra il fenomeno dei “rifugiati climatici”. Ma l'uomo ha la possibilità di cambiare e di incidere sulla natura!

 

Sono bastati pochi giorni di chiusura forzata per la pandemia, per vedere come l'ambiente abbia risposto positivamente, e quasi ci sembrava sbalorditivo ammettere che quei risultati, tanto sperati dalla ricerca, potevano realizzarsi nel giro di pochi giorni. Siamo abituati a dire che siamo quello che mangiamo, invece siamo soprattutto il risultato dell'ambiente che ci circonda.” Il nostro obiettivo è la neutralità climatica! Un obiettivo che, nonostante i danni provocati dal maltempo in questi giorni, nel Cilento e ad Ischia, a causa dell’incuria umana e del dissesto idrogeologico, la Campania sta raggiungendo, essendo al primo posto, nella ranking 2022 di Italy for Climate, per le ridotte emissioni di anidride carbonica e per i ridotti consumi di energia.

 

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