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STATI UNITI - Trump isola l'Iran, raffica di sanzioni su oro, tech, aviazione e trasporti
24.08.2026 21:08 di Napoli Magazine
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La maggiore offensiva economica mai lanciata contro l'Iran per isolare il Paese dal resto del mondo. Il segretario al Tesoro americano alza il velo su 'Operation Economic Outcast' che ha come obiettivo soprattutto quello di tagliare tutti i legami finanziari del regime e "soffocarlo", appunto, economicamente. Nel mirino di Scott Bessent, dunque, non c'è solo l'Iran ma anche tutti quelli che in qualche modo l'aiutano, compresa la Cina.

E la portata delle sanzioni secondarie includono cinque settori chiave: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. "Metteremo fine all'accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano", ha minacciato con toni duri, lanciando un avvertimento a "coloro che agevolano l'Iran": "Non mettete alla prova la nostra determinazione". Dopo aver decretato su Truth che l'Iran "sta completamente collassando", Donald Trump - ha spiegato il segretario al Tesoro - sta contattando i leader mondiali con "richieste specifiche di cessare le interazioni con il regime". "Lo sapete che sa essere persuasivo", ha spiegato Bessent con un sorriso ironico, prima di precisare che i leader mondiali "devono prendere una decisione: o l'America o l'Iran". Ai Paesi è concessa una tempistica definita per interrompere la cooperazione economica con l'Iran e il "conto alla rovescia è appena iniziato". Chi non taglierà i rapporti, si troverà ad affrontare il "cappio" e l'azione unilaterale del Dipartimento del Tesoro. "Coloro che si legano al regime iraniano devono aspettarsi di condividere l'isolamento di un regime in declino", ha tuonato Bessent, spiegando invece che si schiererà con gli Stati Uniti "raccoglierà i frutti della nostra partnership". La campagna di "massima pressione" americana apparentemente non sembra spaventare Teheran, secondo cui questa offensiva altro non è che un'amissione di sconfitta.

"Useremo tutte le nostre risorse per contrastare le sanzioni economiche", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei, assicurando che Teheran non si piegherà e notando come a pagare le conseguenze più alte della stretta americana saranno i civili iraniani. Le sanzioni occidentali hanno per anni schiacciato l'Iran causando un balzo dell'inflazione e una crisi del mercato del lavoro che ha innescato le proteste di massa contro il governo di Teheran all'inizio dell'anno. I leader del regime, però, non si sono arresi e hanno risposto alle manifestazioni con una sanguinosa stretta che ha portato all'uccisione di migliaia di manifestanti. L'Iran, ha quindi dichiarato Mohsen Rezaei, il numero uno del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, potrebbe rispondere con ritorsioni contro gli alleati americani nel Golfo. "Considereremo la partecipazione e il sostegno alla guerra economica americana contro il popolo iraniano come un atto di guerra", ha detto. Al di là dei proclami e dei toni aspri e minacciosi, Bessent non ha offerto molti dettagli sul D-Day economico. Ha chiarito che gli Stati Uniti sono concentrati su cinque aree che rappresentano la linfa vitale dell'Iran, dagli asset digitali alla tecnologia, passando per l'aviazione e il trasporto marittimo.

Nei confronti di tali settori sono già state imposte nuove sanzioni. Il segretario al Tesoro ha anche diplomaticamente evitato di rispondere a quali potrebbero essere le ripercussioni per la Cina, il maggiore acquirente mondiale di petrolio iraniano. "Nessuno è al di sopra della portata delle sanzioni sencondarie americane", si è limitato a rispondere, mettendo in evidnza come il suo annuncio può essere letto come una chance per "rimediare al cattivo compartamento" di coloro che hanno legami con il regime. L'inasprimento della postura economica americana arriva mentre i negoziati per mettere fine alla guerra che sono in una fase di stallo. Trump, a 70 giorni dalle elezioni di metà mandato, ha optato per non procedere con un'azione militare più forte consapevole della contrarietà degli americani e di parte del Congresso alla guerra. Quali effetti ulteriori la stretta avrà su un'economia iraniana già in crisi e alle prese con il rial ai minimi storici rispetto al dollaro non è ancora chiaro.

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STATI UNITI - Trump isola l'Iran, raffica di sanzioni su oro, tech, aviazione e trasporti

di Napoli Magazine

24/08/2026 - 21:08

La maggiore offensiva economica mai lanciata contro l'Iran per isolare il Paese dal resto del mondo. Il segretario al Tesoro americano alza il velo su 'Operation Economic Outcast' che ha come obiettivo soprattutto quello di tagliare tutti i legami finanziari del regime e "soffocarlo", appunto, economicamente. Nel mirino di Scott Bessent, dunque, non c'è solo l'Iran ma anche tutti quelli che in qualche modo l'aiutano, compresa la Cina.

E la portata delle sanzioni secondarie includono cinque settori chiave: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. "Metteremo fine all'accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano", ha minacciato con toni duri, lanciando un avvertimento a "coloro che agevolano l'Iran": "Non mettete alla prova la nostra determinazione". Dopo aver decretato su Truth che l'Iran "sta completamente collassando", Donald Trump - ha spiegato il segretario al Tesoro - sta contattando i leader mondiali con "richieste specifiche di cessare le interazioni con il regime". "Lo sapete che sa essere persuasivo", ha spiegato Bessent con un sorriso ironico, prima di precisare che i leader mondiali "devono prendere una decisione: o l'America o l'Iran". Ai Paesi è concessa una tempistica definita per interrompere la cooperazione economica con l'Iran e il "conto alla rovescia è appena iniziato". Chi non taglierà i rapporti, si troverà ad affrontare il "cappio" e l'azione unilaterale del Dipartimento del Tesoro. "Coloro che si legano al regime iraniano devono aspettarsi di condividere l'isolamento di un regime in declino", ha tuonato Bessent, spiegando invece che si schiererà con gli Stati Uniti "raccoglierà i frutti della nostra partnership". La campagna di "massima pressione" americana apparentemente non sembra spaventare Teheran, secondo cui questa offensiva altro non è che un'amissione di sconfitta.

"Useremo tutte le nostre risorse per contrastare le sanzioni economiche", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei, assicurando che Teheran non si piegherà e notando come a pagare le conseguenze più alte della stretta americana saranno i civili iraniani. Le sanzioni occidentali hanno per anni schiacciato l'Iran causando un balzo dell'inflazione e una crisi del mercato del lavoro che ha innescato le proteste di massa contro il governo di Teheran all'inizio dell'anno. I leader del regime, però, non si sono arresi e hanno risposto alle manifestazioni con una sanguinosa stretta che ha portato all'uccisione di migliaia di manifestanti. L'Iran, ha quindi dichiarato Mohsen Rezaei, il numero uno del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, potrebbe rispondere con ritorsioni contro gli alleati americani nel Golfo. "Considereremo la partecipazione e il sostegno alla guerra economica americana contro il popolo iraniano come un atto di guerra", ha detto. Al di là dei proclami e dei toni aspri e minacciosi, Bessent non ha offerto molti dettagli sul D-Day economico. Ha chiarito che gli Stati Uniti sono concentrati su cinque aree che rappresentano la linfa vitale dell'Iran, dagli asset digitali alla tecnologia, passando per l'aviazione e il trasporto marittimo.

Nei confronti di tali settori sono già state imposte nuove sanzioni. Il segretario al Tesoro ha anche diplomaticamente evitato di rispondere a quali potrebbero essere le ripercussioni per la Cina, il maggiore acquirente mondiale di petrolio iraniano. "Nessuno è al di sopra della portata delle sanzioni sencondarie americane", si è limitato a rispondere, mettendo in evidnza come il suo annuncio può essere letto come una chance per "rimediare al cattivo compartamento" di coloro che hanno legami con il regime. L'inasprimento della postura economica americana arriva mentre i negoziati per mettere fine alla guerra che sono in una fase di stallo. Trump, a 70 giorni dalle elezioni di metà mandato, ha optato per non procedere con un'azione militare più forte consapevole della contrarietà degli americani e di parte del Congresso alla guerra. Quali effetti ulteriori la stretta avrà su un'economia iraniana già in crisi e alle prese con il rial ai minimi storici rispetto al dollaro non è ancora chiaro.