IL PARERE - Bucchioni: "Mancini può piacere o non piacere, non c'erano altre soluzioni, serviva un C.T. con un curriculum, io avrei preso Conte"
di Napoli Magazine
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista. Ecco le sue parole: "Preoccupa e non poco questo caos generato per la scelta del ct visto lo spessore di Malagò e le sue capacità diplomatiche. Ha fatto 12 anni di Coni. Malagò ha riportato lo sport italiano all'onore del Mondo, pensavamo che avesse le capacità di poter portare un sistema simile. Ma l'inizio è stato un disastro con Maldini e Leonardo, si doveva sapere che Maldini è poco malleabile. Andò in rotta di collisione con il Milan proprio per questo. Non si può fargli dire o Pirlo o nessuno. Mancini può piacere o non piacere, ma se ti dice no Guardiola e Ancelotti, non c'erano altre soluzioni. Serviva un ct con un curriculum, capacità di gestione e uno che abbia già vinto. Lo spogliatoio della nazionale è complicato. Io avrei preso Conte, ma non sono il presidente federale. Siamo pragmatici, serviva un ct forte. Pirlo non poteva esserlo, ma neppure Thiago Motta, che sarebbe stato una scelta sperimentale. Malagò ha scelto la normalità, ora bisogna dimostrare la capacità di ripartire. Ranieri-Mancini? Non mi piace, non capisco cosa c'entri Ranieri. È una persona stimata, amabilissima, ha fatto imprese straordinarie. Ma un signore di 75 anni, che ha fatto sempre un calcio vecchio...Ha vinto la Premier giocando all'italiana, ma si vuole ricostruire il calcio italiano o deve essere questo il modello? Ranieri due anni fa disse no alla Nazionale. E ora che è senza lavoro dice sì alla Nazionale. Mettere poi un allenatore sotto ad un altro allenatore, non la trovo una mossa. Non so perché Mancini ha detto sì a questo. Succede quello che è già successo alla Roma. C'erano altri manager disponibili, magari anche attualmente impegnati nei club. Si parla di Zola come terza figura. Mancini è un personaggio geniale se vogliamo. Il giorno della presentazione alla Sampdoria io c'ero. Conosco perfettamente Mancini dal punto di vista professionale. Sa valutare i giocatori prima degli altri. Farà il suo gruppo in base al calcio che vorrà fare. La coppia Bonucci-Chiellini anche se a fine corsa Mancini li fece titolari, erano affidabili. Non guarda in faccia a nessuno, ricordiamoci la storia di Pafundi. Forse l'ha anche bruciato. Ma Mancini conosce il calcio in tutte le sue sfaccettature. Poi se viene con questa grande voglia. Nel 2020, lui mi disse che avrebbe vinto l'Europeo. Lui aveva capito che il gruppo avesse quelle capacità, si può ricreare nuovamente un grande gruppo"