Calcio
AIA - Como-Venezia, gli arbitri contro gli insulti sessisti a Ferrieri Caputi, per Orsato il VAR ha sbagliato
02.11.2026 20:08 di Napoli Magazine
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"Oltre 2.200 donne" tra gli arbitri, e tutte meritano "rispetto, considerazione e ammirazione". Il giorno dopo Como-Venezia, gli insulti sessisti a Maria Sole Ferrieri Caputi, prima arbitro donna a fischiare in serie A, fanno discutere più del rigore concesso e poi revocato dal Var della direttrice di gara toscana, episodio per il quale il designatore arbitrale, Daniele Orsato, non ha nascosto la sua disapprovazione. In difesa di Ferrieri Caputi e contro le urla di alcuni tifosi captate dai microfoni di Dazn intervengono le autorità toscane, dall'assessora alla Cultura, Manetti, alla vicesindaca di Livorno, Libera Camici. Per l'Associazione arbitri, pero', non è sono questione di Como-Venezia: insulti del genere sono comuni, fino alle serie minori, su tutti i campi di calcio, ed è ora di dire basta. "L'Associazione italiana arbitri condanna con fermezza ogni forma di insulto sessista, discriminazione e violenza verbale rivolta alle proprie associate, ribadendo che comportamenti di questo genere sono inaccettabili e non possono trovare spazio nel mondo dello sport", dice il neoeletto presidente, Francesco Massini. "Si tratta di episodi che, purtroppo, non riguardano soltanto la serie A ma possono verificarsi anche nelle categorie giovanili e dilettantistiche, dove ogni fine settimana migliaia di arbitri e arbitre svolgono con passione, impegno e senso di responsabilità il proprio ruolo". "Nell'Aia - prosegue il n.1 dell'associazione - sono presenti oltre 2.200 donne, pari a circa il 6,7% dell' organico associativo, che contribuiscono alla crescita e al funzionamento del movimento arbitrale italiano. Donne che, con competenza, determinazione e professionalità, scendono in campo per garantire il regolare svolgimento delle competizioni, consentendo a calciatori e calciatrici di giocare e a milioni di appassionati di vivere le emozioni di questo sport. A tutte loro devono essere riconosciuti rispetto, considerazione e ammirazione, non solo per il ruolo che ricoprono ma soprattutto per la passione e la dedizione con cui scelgono di mettersi al servizio del calcio". A latere, c'è la scelta della direttrice di gara di revocare la concessione di un rigore al Venezia per fallo di mano, dopo che a richiamarla all'on field rewiew dalla sala Var erano stati Cosso e Giua. All'uscita dal Sinigaglia, lo scontento di Orsato è apparso evidente ai testimoni; al di là della prassi di non concedere rigore se il tocco precedente è di un compagno, come nel caso di Como, al designatore non è piaciuto l'intervento del Var, perchè il movimento 'extracorporeo' del braccio era stato giustamente percepito dall'arbitro in campo. In sostanza, al di là della giustezza del penalty, la linea di Orsato resta quella di evitare eccessi di interventi Var. Allo stesso modo, non è piaciuto a Bologna il richiamo all'arbitro Zanotti, da parte di Dionissi e Paganessi, da cui poi è nato il rigore concesso al Monza e sbagliato da Cutrone. Nell'altro caso intervento del Var a togliere, in questo ad aggiungere: ma tutti e due errati. L'analisi tecnica complessiva si farà a fine giornata (stasera in campo ancora due posticipi di A), ma questo il messaggio per i quattro varisti di un gruppo ristretto (12 coppie per 20 partite), in cui c'è poco spazio per turn over e le sfasature vanno corrette in fretta. Non è comunque da escludere, per loro, un turno di 'riposo'.

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AIA - Como-Venezia, gli arbitri contro gli insulti sessisti a Ferrieri Caputi, per Orsato il VAR ha sbagliato

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02/11/2026 - 20:08

"Oltre 2.200 donne" tra gli arbitri, e tutte meritano "rispetto, considerazione e ammirazione". Il giorno dopo Como-Venezia, gli insulti sessisti a Maria Sole Ferrieri Caputi, prima arbitro donna a fischiare in serie A, fanno discutere più del rigore concesso e poi revocato dal Var della direttrice di gara toscana, episodio per il quale il designatore arbitrale, Daniele Orsato, non ha nascosto la sua disapprovazione. In difesa di Ferrieri Caputi e contro le urla di alcuni tifosi captate dai microfoni di Dazn intervengono le autorità toscane, dall'assessora alla Cultura, Manetti, alla vicesindaca di Livorno, Libera Camici. Per l'Associazione arbitri, pero', non è sono questione di Como-Venezia: insulti del genere sono comuni, fino alle serie minori, su tutti i campi di calcio, ed è ora di dire basta. "L'Associazione italiana arbitri condanna con fermezza ogni forma di insulto sessista, discriminazione e violenza verbale rivolta alle proprie associate, ribadendo che comportamenti di questo genere sono inaccettabili e non possono trovare spazio nel mondo dello sport", dice il neoeletto presidente, Francesco Massini. "Si tratta di episodi che, purtroppo, non riguardano soltanto la serie A ma possono verificarsi anche nelle categorie giovanili e dilettantistiche, dove ogni fine settimana migliaia di arbitri e arbitre svolgono con passione, impegno e senso di responsabilità il proprio ruolo". "Nell'Aia - prosegue il n.1 dell'associazione - sono presenti oltre 2.200 donne, pari a circa il 6,7% dell' organico associativo, che contribuiscono alla crescita e al funzionamento del movimento arbitrale italiano. Donne che, con competenza, determinazione e professionalità, scendono in campo per garantire il regolare svolgimento delle competizioni, consentendo a calciatori e calciatrici di giocare e a milioni di appassionati di vivere le emozioni di questo sport. A tutte loro devono essere riconosciuti rispetto, considerazione e ammirazione, non solo per il ruolo che ricoprono ma soprattutto per la passione e la dedizione con cui scelgono di mettersi al servizio del calcio". A latere, c'è la scelta della direttrice di gara di revocare la concessione di un rigore al Venezia per fallo di mano, dopo che a richiamarla all'on field rewiew dalla sala Var erano stati Cosso e Giua. All'uscita dal Sinigaglia, lo scontento di Orsato è apparso evidente ai testimoni; al di là della prassi di non concedere rigore se il tocco precedente è di un compagno, come nel caso di Como, al designatore non è piaciuto l'intervento del Var, perchè il movimento 'extracorporeo' del braccio era stato giustamente percepito dall'arbitro in campo. In sostanza, al di là della giustezza del penalty, la linea di Orsato resta quella di evitare eccessi di interventi Var. Allo stesso modo, non è piaciuto a Bologna il richiamo all'arbitro Zanotti, da parte di Dionissi e Paganessi, da cui poi è nato il rigore concesso al Monza e sbagliato da Cutrone. Nell'altro caso intervento del Var a togliere, in questo ad aggiungere: ma tutti e due errati. L'analisi tecnica complessiva si farà a fine giornata (stasera in campo ancora due posticipi di A), ma questo il messaggio per i quattro varisti di un gruppo ristretto (12 coppie per 20 partite), in cui c'è poco spazio per turn over e le sfasature vanno corrette in fretta. Non è comunque da escludere, per loro, un turno di 'riposo'.