Calcio
AIC - Calcagno: "Serie A a 18 squadre? Rischiamo che l'UEFA e la FIFA sfruttino le finestre vuote per mangiarsi qualche data in più"
03.04.2026 19:54 di Napoli Magazine
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Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport:

Si dice che manchino i maestri. Che gli allenatori puntino più alla propria carriera che a insegnare la tecnica ai giovani.

"E' uno dei percorsi culturali che stiamo affrontando. Prepariamoci però perché ci vuole tempo. Bisogna addestrare i ragazzi non solo a stoppare il pallone, perché il calcio progredisce. Quello che spesso manca ai nostri, rispetto ad altre scuole,è la capacità di fare la scelta giusta con velocità di pensiero. Ma la Federazione non si occupa di rifinire il talento".

In che senso?

"Sinner non diventa Sinner perché è stato allevato da Piatti. Diventa Sinner perché migliora con i coach che lo seguono giorno per giorno. Nel calcio tocca ai club trovare uno sbocco per i giovani più bravi. I nostri ragazzi arrivano a 19 anni per poi non accedere alle prime squadre".

Sono nate le seconde squadre per questo.

"Iniziativa apprezzabile. Ma non è risolutiva, perché il minutaggio degli Under 21 è aumentato ma per il 70% con calciatori stranieri. E comunque non piacciono alla Serie B, che teme di perdere i prestiti dalle grandi squadre".

C'è chi propone la riduzione della Serie A a 18 squadre.

"In Spagna e in Inghilterra, dove giocano i club migliori del mondo, il format è ancora a 20 squadre. E poi bisogna stare attenti a ridurre il numero di partite. Rischiamo che l'UEFA e la FIFA sfruttino le finestre vuote per mangiarsi qualche data in più, penalizzando ulteriormente i campionati".

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AIC - Calcagno: "Serie A a 18 squadre? Rischiamo che l'UEFA e la FIFA sfruttino le finestre vuote per mangiarsi qualche data in più"

di Napoli Magazine

03/04/2026 - 19:54

Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport:

Si dice che manchino i maestri. Che gli allenatori puntino più alla propria carriera che a insegnare la tecnica ai giovani.

"E' uno dei percorsi culturali che stiamo affrontando. Prepariamoci però perché ci vuole tempo. Bisogna addestrare i ragazzi non solo a stoppare il pallone, perché il calcio progredisce. Quello che spesso manca ai nostri, rispetto ad altre scuole,è la capacità di fare la scelta giusta con velocità di pensiero. Ma la Federazione non si occupa di rifinire il talento".

In che senso?

"Sinner non diventa Sinner perché è stato allevato da Piatti. Diventa Sinner perché migliora con i coach che lo seguono giorno per giorno. Nel calcio tocca ai club trovare uno sbocco per i giovani più bravi. I nostri ragazzi arrivano a 19 anni per poi non accedere alle prime squadre".

Sono nate le seconde squadre per questo.

"Iniziativa apprezzabile. Ma non è risolutiva, perché il minutaggio degli Under 21 è aumentato ma per il 70% con calciatori stranieri. E comunque non piacciono alla Serie B, che teme di perdere i prestiti dalle grandi squadre".

C'è chi propone la riduzione della Serie A a 18 squadre.

"In Spagna e in Inghilterra, dove giocano i club migliori del mondo, il format è ancora a 20 squadre. E poi bisogna stare attenti a ridurre il numero di partite. Rischiamo che l'UEFA e la FIFA sfruttino le finestre vuote per mangiarsi qualche data in più, penalizzando ulteriormente i campionati".