L'Argentina si appresta ad esordire al Mondiale 2026. Poco più di 24 ore, nella notte del 16 giugno, i campioni in carica sfideranno l'Algeria e Nicolas Otamendi ha tenuto una conferenza stampa, anticipando: "Tutti vorranno batterci. Mi godo questi momenti perché sarà il mio ultimo Mondiale. Il giorno dopo giorno, i miei compagni, è una bellissima competizione...".
"È il mio quarto Mondiale e non c'è niente di più meraviglioso che essere qui a difendere i colori del mio Paese. Sono felicissimo per questa opportunità", ha proseguito il difensore di 38 anni, che giocherà nel River Plate una volta terminato il torneo iridato. "Ci stiamo preparando fin da Buenos Aires, lavoriamo per competere. Dobbiamo avere l'umiltà necessaria per affrontare questa competizione. Arriviamo bene, stiamo dando il massimo perché sappiamo di essere i campioni in carica e tutti vorranno batterci, quindi dobbiamo dare il cento per cento. Dobbiamo fare il nostro gioco, loro hanno ottimi giocatori. E credo che l'organizzazione difensiva sia la chiave".
Riguardo la nuova generazione di giovani talenti che ha arricchito questa rosa rispetto a quella di Qatar 2022: "Emergono sempre più giovani con tantissima qualità e voglia di difendere questi colori. Chi arriva in nazionale ci riesce per merito proprio, poi rimanerci dipende dal giocatore. A noi più anziani trasmettono la spinta per continuare a competere, ed è questo che ha permesso all'Argentina di rimanere al vertice in questi anni".
Sulla sua preparazione per arrivare al suo quarto Mondiale: "Sono una persona che si prende molta cura di sé per continuare a competere. Quando è finito il Qatar non sapevo se sarei riuscito a essere qui, ma mi sono preparato. L'ho fatto nel migliore dei modi e giocare ogni tre o quattro giorni ti permette di arrivare in nazionale. La cosa più importante sono la mentalità e l'ambizione".
Come gestisce l'aspetto emotivo: "Non penso al fatto che sto vivendo le mie ultime partite, i miei ultimi allenamenti e i ritiri con la nazionale. Vivo giorno per giorno e non penso che tutto questo stia per finire. Sono molto sensibile perché quando ci ripenso a mente fredda, con la mia famiglia, questo mi emoziona, pensare che manca davvero poco".
Le finali perse con la maglia dell'Albiceleste, prima degli anni d'oro recenti: "Sapevo che una volta sbloccata la prima vittoria, sarebbero arrivati i momenti belli. Abbiamo affrontato delle finali senza riuscire a vincerle. Ma una volta che il pallone torna a rotolare bisogna riprovarci, così funziona nella vita. Quello che è successo in Qatar è stato incredibile e ci invita a continuare a provarci".
Infine, vivere il quotidiano con Messi: "L'Enano è una persona che ci godiamo appieno, nel quotidiano è un ragazzo semplice, si diverte nei ritiri e negli allenamenti. È un animale competitivo. Questo ti impedisce di rilassarti, ti spinge a cercare sempre di stargli dietro e di supportarlo".
di Napoli Magazine
15/06/2026 - 22:32
L'Argentina si appresta ad esordire al Mondiale 2026. Poco più di 24 ore, nella notte del 16 giugno, i campioni in carica sfideranno l'Algeria e Nicolas Otamendi ha tenuto una conferenza stampa, anticipando: "Tutti vorranno batterci. Mi godo questi momenti perché sarà il mio ultimo Mondiale. Il giorno dopo giorno, i miei compagni, è una bellissima competizione...".
"È il mio quarto Mondiale e non c'è niente di più meraviglioso che essere qui a difendere i colori del mio Paese. Sono felicissimo per questa opportunità", ha proseguito il difensore di 38 anni, che giocherà nel River Plate una volta terminato il torneo iridato. "Ci stiamo preparando fin da Buenos Aires, lavoriamo per competere. Dobbiamo avere l'umiltà necessaria per affrontare questa competizione. Arriviamo bene, stiamo dando il massimo perché sappiamo di essere i campioni in carica e tutti vorranno batterci, quindi dobbiamo dare il cento per cento. Dobbiamo fare il nostro gioco, loro hanno ottimi giocatori. E credo che l'organizzazione difensiva sia la chiave".
Riguardo la nuova generazione di giovani talenti che ha arricchito questa rosa rispetto a quella di Qatar 2022: "Emergono sempre più giovani con tantissima qualità e voglia di difendere questi colori. Chi arriva in nazionale ci riesce per merito proprio, poi rimanerci dipende dal giocatore. A noi più anziani trasmettono la spinta per continuare a competere, ed è questo che ha permesso all'Argentina di rimanere al vertice in questi anni".
Sulla sua preparazione per arrivare al suo quarto Mondiale: "Sono una persona che si prende molta cura di sé per continuare a competere. Quando è finito il Qatar non sapevo se sarei riuscito a essere qui, ma mi sono preparato. L'ho fatto nel migliore dei modi e giocare ogni tre o quattro giorni ti permette di arrivare in nazionale. La cosa più importante sono la mentalità e l'ambizione".
Come gestisce l'aspetto emotivo: "Non penso al fatto che sto vivendo le mie ultime partite, i miei ultimi allenamenti e i ritiri con la nazionale. Vivo giorno per giorno e non penso che tutto questo stia per finire. Sono molto sensibile perché quando ci ripenso a mente fredda, con la mia famiglia, questo mi emoziona, pensare che manca davvero poco".
Le finali perse con la maglia dell'Albiceleste, prima degli anni d'oro recenti: "Sapevo che una volta sbloccata la prima vittoria, sarebbero arrivati i momenti belli. Abbiamo affrontato delle finali senza riuscire a vincerle. Ma una volta che il pallone torna a rotolare bisogna riprovarci, così funziona nella vita. Quello che è successo in Qatar è stato incredibile e ci invita a continuare a provarci".
Infine, vivere il quotidiano con Messi: "L'Enano è una persona che ci godiamo appieno, nel quotidiano è un ragazzo semplice, si diverte nei ritiri e negli allenamenti. È un animale competitivo. Questo ti impedisce di rilassarti, ti spinge a cercare sempre di stargli dietro e di supportarlo".