Calcio
C21 - Chiariello: "Fuorigioco di Mazzocchi? La macchina non sbaglia, serve qualcosa dal mercato"
14.01.2026 23:05 di Napoli Magazine
aA

Umberto Chiariello, giornalista, ha analizzato Napoli-Parma nel suo consueto editoriale su Canale 21: “Il calcio, purtroppo, è quel luogo in cui non esistono certezze. Quello che si dice una settimana prima, o anche solo tre giorni prima, viene clamorosamente smentito subito dopo. Dopo San Siro avevamo commentato con la convinzione che il Napoli sarebbe stato competitivo per lo scudetto fino alla fine, perché lì aveva dimostrato di essere una grande squadra, addirittura giocando meglio dell’Inter. Meritava più del pareggio, e si erano sprecati elogi, peana e consacrazioni per un Napoli che sembrava aver “ucciso” il campionato. Passano pochi giorni e il giovanissimo allenatore del Parma dice: “Vabbè, andiamo a Napoli, le prendiamo, ma dobbiamo pensare al Genoa, quella è la nostra partita”. E cosa fa? Lascia fuori Pellegrino, l’unico che segna in questa squadra, che ha il secondo peggior attacco del campionato. Pellegrino ha fatto il 50% dei gol del Parma e non gioca. Non gioca nemmeno Bernabé, il miglior giocatore della squadra. Non gioca il portiere titolare. Esordisce un ragazzo di 23 anni, proveniente dalla Serie C, con 97 partite in Serie C e zero minuti in Serie A, lanciato addirittura contro i campioni d’Italia. Una scelta che sembra folle. Sto Rnaldi si comporta bene, ma non basta. Del Prato e Valeri, due veterani, non giocano. Cambia altri due. Insomma, il Parma si presenta con una squadra zeppa di riserve, con Cutrone e Ondrejka davanti, si mette dietro la linea della palla e dice: “Venite a fare gol”. E il Napoli non è capace di attaccare una squadra chiusa. Lo stesso Zanetti aveva detto che la partita importante era quella con la Lazio: mette cinque riserve e il Verona prende un punto al Maradona. Stasera il Parma prende un punto al Maradona. Dire che il Napoli meritava di vincere è una mezza verità. Ha giocato solo il Napoli, o meglio: ha attaccato solo il Napoli, con il 70% di possesso palla. Ma il possesso palla non genera occasioni. Non serve a niente quando è sterile, quando per spostare la palla da destra a sinistra servono sette minuti, quando ci si limita a passaggi orizzontali inutili. Gli altri si prendono il caffè e aspettano. Quante palle gol ha avuto il Napoli? Pochissime. Nel primo tempo un paio, con il portiere bravo. Un gol annullato, perché le regole sono regole. Sul gol di McTominay: può anche dare fastidio, ma se c’è una certezza è il fuorigioco semiautomatico, che in realtà è automatico al 100%. “Semi” solo perché l’arbitro deve decidere se il fuorigioco è attivo o passivo. Nel caso di Mazzocchi, braccio e mano non contano: è fuorigioco per un centimetro. Un centimetro è un centimetro. La macchina non sbaglia. Non inventate storie sul frame. È un caso millimetrico, ma è fuorigioco. Se dobbiamo appigliarci a quel gol per giustificare l’incapacità del Napoli di battere un Parma imbottito di riserve, allora non abbiamo capito nulla. Oggi sono emerse tre verità. La prima: il mercato estivo fatto all’ultimo momento per l’infortunio di Lukaku è stato straordinario — prendere Hojlund in dieci giorni è stato eccezionale. Ma poi il Napoli ha investito 31 milioni su Lindström e oltre 60 milioni, bonus inclusi, su Lang e Lucca. E oggi i due sono stati bocciati senza appello. Lang farfalleggia, non incide: zero. Lucca entra al 90°: ma che senso ha? È anche offensivo per il ragazzo, che poi si prende i fischi per una rovesciata. A venti minuti dalla fine, con solo cross buttati in area, perché non far entrare il secondo centravanti? Se non è utile a questo Napoli, allora va ceduto. Ma farlo entrare al 90° è mortificarlo. C’è qualcosa che non torna. Lucca l’anno scorso ha fatto 14 gol ed era in orbita Nazionale. Oggi è trattato come un bidone senza possibilità di dimostrare nulla. Non era più utile oggi Lucca che un Neres stremato? E poi entra Vergara, argento vivo, uno dei migliori insieme a Spinazzola. Il Napoli oggi si è scucito un altro pezzo di scudetto dalla maglia, dopo Verona. Quattro punti persi che fanno volare l’Inter, avvicinano Juve e Roma e aprono la lotta Champions. Il Napoli, oggi, non ha alcuna certezza di entrarci. Stasera dobbiamo cambiare ottica: non guardare più allo scudetto, ma guardarci alle spalle. Non abbiamo battuto le riserve del Parma per colpa nostra. Il Parma ha fatto la sua partita onesta: si è chiuso, ha pensato al Genoa e ha risparmiato 7-8 titolari. Più di questo cosa doveva regalarci? La colpa è nostra. Il Napoli è grande contro le grandi, ma la partita della vita è anche contro Verona e Parma: sono sempre tre punti. Io stasera sono incazzato marcio. Due giorni fa ero orgoglioso di una squadra in corsa per il titolo. Oggi vedo lo scudetto sfilare perché non battiamo le riserve del Parma con una manovra lenta, involuta, e giocatori inutili o inutilizzati. Non ce l’ho con Conte: è un discorso generale. Il mercato a saldo zero è un’altra boiata. La società è solidissima finanziariamente, ma ora dobbiamo cambiare idea: non andava bene così. Lang non serve. Lucca, trattato così, non serve. Manna si dia da fare, si inventi qualcosa. Perché perdere lo scudetto non è una tragedia — ripeterlo sarebbe stata un’impresa storica. Ma non entrare in Champions sì. E stasera questo problema ce lo dobbiamo porre".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
C21 - Chiariello: "Fuorigioco di Mazzocchi? La macchina non sbaglia, serve qualcosa dal mercato"

di Napoli Magazine

14/01/2026 - 23:05

Umberto Chiariello, giornalista, ha analizzato Napoli-Parma nel suo consueto editoriale su Canale 21: “Il calcio, purtroppo, è quel luogo in cui non esistono certezze. Quello che si dice una settimana prima, o anche solo tre giorni prima, viene clamorosamente smentito subito dopo. Dopo San Siro avevamo commentato con la convinzione che il Napoli sarebbe stato competitivo per lo scudetto fino alla fine, perché lì aveva dimostrato di essere una grande squadra, addirittura giocando meglio dell’Inter. Meritava più del pareggio, e si erano sprecati elogi, peana e consacrazioni per un Napoli che sembrava aver “ucciso” il campionato. Passano pochi giorni e il giovanissimo allenatore del Parma dice: “Vabbè, andiamo a Napoli, le prendiamo, ma dobbiamo pensare al Genoa, quella è la nostra partita”. E cosa fa? Lascia fuori Pellegrino, l’unico che segna in questa squadra, che ha il secondo peggior attacco del campionato. Pellegrino ha fatto il 50% dei gol del Parma e non gioca. Non gioca nemmeno Bernabé, il miglior giocatore della squadra. Non gioca il portiere titolare. Esordisce un ragazzo di 23 anni, proveniente dalla Serie C, con 97 partite in Serie C e zero minuti in Serie A, lanciato addirittura contro i campioni d’Italia. Una scelta che sembra folle. Sto Rnaldi si comporta bene, ma non basta. Del Prato e Valeri, due veterani, non giocano. Cambia altri due. Insomma, il Parma si presenta con una squadra zeppa di riserve, con Cutrone e Ondrejka davanti, si mette dietro la linea della palla e dice: “Venite a fare gol”. E il Napoli non è capace di attaccare una squadra chiusa. Lo stesso Zanetti aveva detto che la partita importante era quella con la Lazio: mette cinque riserve e il Verona prende un punto al Maradona. Stasera il Parma prende un punto al Maradona. Dire che il Napoli meritava di vincere è una mezza verità. Ha giocato solo il Napoli, o meglio: ha attaccato solo il Napoli, con il 70% di possesso palla. Ma il possesso palla non genera occasioni. Non serve a niente quando è sterile, quando per spostare la palla da destra a sinistra servono sette minuti, quando ci si limita a passaggi orizzontali inutili. Gli altri si prendono il caffè e aspettano. Quante palle gol ha avuto il Napoli? Pochissime. Nel primo tempo un paio, con il portiere bravo. Un gol annullato, perché le regole sono regole. Sul gol di McTominay: può anche dare fastidio, ma se c’è una certezza è il fuorigioco semiautomatico, che in realtà è automatico al 100%. “Semi” solo perché l’arbitro deve decidere se il fuorigioco è attivo o passivo. Nel caso di Mazzocchi, braccio e mano non contano: è fuorigioco per un centimetro. Un centimetro è un centimetro. La macchina non sbaglia. Non inventate storie sul frame. È un caso millimetrico, ma è fuorigioco. Se dobbiamo appigliarci a quel gol per giustificare l’incapacità del Napoli di battere un Parma imbottito di riserve, allora non abbiamo capito nulla. Oggi sono emerse tre verità. La prima: il mercato estivo fatto all’ultimo momento per l’infortunio di Lukaku è stato straordinario — prendere Hojlund in dieci giorni è stato eccezionale. Ma poi il Napoli ha investito 31 milioni su Lindström e oltre 60 milioni, bonus inclusi, su Lang e Lucca. E oggi i due sono stati bocciati senza appello. Lang farfalleggia, non incide: zero. Lucca entra al 90°: ma che senso ha? È anche offensivo per il ragazzo, che poi si prende i fischi per una rovesciata. A venti minuti dalla fine, con solo cross buttati in area, perché non far entrare il secondo centravanti? Se non è utile a questo Napoli, allora va ceduto. Ma farlo entrare al 90° è mortificarlo. C’è qualcosa che non torna. Lucca l’anno scorso ha fatto 14 gol ed era in orbita Nazionale. Oggi è trattato come un bidone senza possibilità di dimostrare nulla. Non era più utile oggi Lucca che un Neres stremato? E poi entra Vergara, argento vivo, uno dei migliori insieme a Spinazzola. Il Napoli oggi si è scucito un altro pezzo di scudetto dalla maglia, dopo Verona. Quattro punti persi che fanno volare l’Inter, avvicinano Juve e Roma e aprono la lotta Champions. Il Napoli, oggi, non ha alcuna certezza di entrarci. Stasera dobbiamo cambiare ottica: non guardare più allo scudetto, ma guardarci alle spalle. Non abbiamo battuto le riserve del Parma per colpa nostra. Il Parma ha fatto la sua partita onesta: si è chiuso, ha pensato al Genoa e ha risparmiato 7-8 titolari. Più di questo cosa doveva regalarci? La colpa è nostra. Il Napoli è grande contro le grandi, ma la partita della vita è anche contro Verona e Parma: sono sempre tre punti. Io stasera sono incazzato marcio. Due giorni fa ero orgoglioso di una squadra in corsa per il titolo. Oggi vedo lo scudetto sfilare perché non battiamo le riserve del Parma con una manovra lenta, involuta, e giocatori inutili o inutilizzati. Non ce l’ho con Conte: è un discorso generale. Il mercato a saldo zero è un’altra boiata. La società è solidissima finanziariamente, ma ora dobbiamo cambiare idea: non andava bene così. Lang non serve. Lucca, trattato così, non serve. Manna si dia da fare, si inventi qualcosa. Perché perdere lo scudetto non è una tragedia — ripeterlo sarebbe stata un’impresa storica. Ma non entrare in Champions sì. E stasera questo problema ce lo dobbiamo porre".