Calcio
FIFA - Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, il calcio deve unire il mondo”
11.06.2026 12:36 di Napoli Magazine
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Alla vigilia del via alla Coppa del Mondo, Gianni Infantino ha parlato in conferenza stampa dallo stadio Azteca di Città del Messico, affrontando i principali temi legati all’edizione organizzata tra Stati Uniti, Canada e Messico. Dai problemi legati ai visti fino alle polemiche sui prezzi dei biglietti, passando per la presenza dell’Iran, il presidente FIFA ha difeso con decisione il progetto, invitando a concentrarsi sul valore del calcio.

Infantino ha respinto ogni critica sull’assegnazione del torneo: "Non mi pento di questi Mondiali, sono abituato ad affrontare i problemi". E ha poi aggiunto: "Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo". Il presidente ha sottolineato come le difficoltà siano distribuite tra i tre Paesi organizzatori: "Alcuni problemi provengono dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri ancora dal Messico. Speriamo di poterli risolvere tutti".

Rispondendo a una domanda sul rapporto con Donald Trump, Infantino ha riconosciuto il suo ruolo: "Senza il suo impegno e coinvolgimento sarebbe stato impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti. L’ho conosciuto durante il suo primo mandato e in questo secondo lavoriamo a stretto contatto", ha aggiunto.

Tra i temi più delicati anche la partecipazione dell’Iran: "Sono felice che l’Iran sia al Mondiale e orgoglioso del lavoro fatto dalla FIFA perché questo fosse possibile". Infantino ha poi ricordato: "Qualcuno mi disse che non sarebbero potuti venire. Io risposi che si erano qualificati e sarebbero venuti. Così è stato". Sul caso dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, al quale è stato negato il visto, il presidente ha commentato: "È un peccato quello che gli è successo, ma non possiamo controllare tutto". E ha aggiunto: "Dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo e non possiamo scavalcare governi e forze di polizia".

Infantino ha difeso anche la politica sui biglietti: "Ad oggi ne abbiamo venduti oltre 6 milioni. La domanda è stata senza precedenti, anche dieci volte superiore". Il presidente ha poi sottolineato: "Il nostro prezzo d’ingresso, di 60 dollari, è il più basso tra gli sport americani nelle fasi di playoff. Anche il prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è il più basso". Infine, una frecciata sul tema mediatico: "Noi abbiamo messo in vendita 130.000 biglietti a 60 dollari e non abbiamo ricevuto grande copertura mediatica".

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FIFA - Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, il calcio deve unire il mondo”

di Napoli Magazine

11/06/2026 - 12:36

Alla vigilia del via alla Coppa del Mondo, Gianni Infantino ha parlato in conferenza stampa dallo stadio Azteca di Città del Messico, affrontando i principali temi legati all’edizione organizzata tra Stati Uniti, Canada e Messico. Dai problemi legati ai visti fino alle polemiche sui prezzi dei biglietti, passando per la presenza dell’Iran, il presidente FIFA ha difeso con decisione il progetto, invitando a concentrarsi sul valore del calcio.

Infantino ha respinto ogni critica sull’assegnazione del torneo: "Non mi pento di questi Mondiali, sono abituato ad affrontare i problemi". E ha poi aggiunto: "Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo". Il presidente ha sottolineato come le difficoltà siano distribuite tra i tre Paesi organizzatori: "Alcuni problemi provengono dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri ancora dal Messico. Speriamo di poterli risolvere tutti".

Rispondendo a una domanda sul rapporto con Donald Trump, Infantino ha riconosciuto il suo ruolo: "Senza il suo impegno e coinvolgimento sarebbe stato impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti. L’ho conosciuto durante il suo primo mandato e in questo secondo lavoriamo a stretto contatto", ha aggiunto.

Tra i temi più delicati anche la partecipazione dell’Iran: "Sono felice che l’Iran sia al Mondiale e orgoglioso del lavoro fatto dalla FIFA perché questo fosse possibile". Infantino ha poi ricordato: "Qualcuno mi disse che non sarebbero potuti venire. Io risposi che si erano qualificati e sarebbero venuti. Così è stato". Sul caso dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, al quale è stato negato il visto, il presidente ha commentato: "È un peccato quello che gli è successo, ma non possiamo controllare tutto". E ha aggiunto: "Dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo e non possiamo scavalcare governi e forze di polizia".

Infantino ha difeso anche la politica sui biglietti: "Ad oggi ne abbiamo venduti oltre 6 milioni. La domanda è stata senza precedenti, anche dieci volte superiore". Il presidente ha poi sottolineato: "Il nostro prezzo d’ingresso, di 60 dollari, è il più basso tra gli sport americani nelle fasi di playoff. Anche il prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è il più basso". Infine, una frecciata sul tema mediatico: "Noi abbiamo messo in vendita 130.000 biglietti a 60 dollari e non abbiamo ricevuto grande copertura mediatica".