Calcio
FIGC - Il candidato Malagò: "Non ho parlato con Mancini, Conte e Guardiola, perchè non mi avete chiesto di Allegri?"
11.06.2026 15:43 di Napoli Magazine
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Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e candidato come presidente della FIGC, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, interrogato anche sull’eventuale c.t. dell’Italia che sceglierebbe in caso di presidenza. Di seguito alcuni brevi passaggi.

Se lei venisse eletto quali sarebbero le prime azioni per rilanciare il calcio?

"Sto parlando con tutti, sono un inguaribile ottimista ma il contesto non è semplice. Le aspettative mi fanno riflettere e non voglio deluderle. Sono un uomo di dialogo, rispetto gli impegni. Porto con me i risultati ottenuti in situazioni molto complesse. C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare. Ma vorrei dedicare un pensiero a Gravina che in questa fase si è comportato con stile e senso istituzionale".

Possibile che non abbia mai parlato con Mancini, Conte, Guardiola? 

"Con nessuno di loro, non sarebbe serio. E magari avrei potuto avere altri nomi in testa, perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo".

Com’è il suo ct ideale?

"Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti. Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo".

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FIGC - Il candidato Malagò: "Non ho parlato con Mancini, Conte e Guardiola, perchè non mi avete chiesto di Allegri?"

di Napoli Magazine

11/06/2026 - 15:43

Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e candidato come presidente della FIGC, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, interrogato anche sull’eventuale c.t. dell’Italia che sceglierebbe in caso di presidenza. Di seguito alcuni brevi passaggi.

Se lei venisse eletto quali sarebbero le prime azioni per rilanciare il calcio?

"Sto parlando con tutti, sono un inguaribile ottimista ma il contesto non è semplice. Le aspettative mi fanno riflettere e non voglio deluderle. Sono un uomo di dialogo, rispetto gli impegni. Porto con me i risultati ottenuti in situazioni molto complesse. C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare. Ma vorrei dedicare un pensiero a Gravina che in questa fase si è comportato con stile e senso istituzionale".

Possibile che non abbia mai parlato con Mancini, Conte, Guardiola? 

"Con nessuno di loro, non sarebbe serio. E magari avrei potuto avere altri nomi in testa, perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo".

Com’è il suo ct ideale?

"Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti. Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo".